FED e MERCATI: il braccio di ferro della trasparenza

Scritto il alle 11:45 da Danilo DT

braccio-di-ferro-2010

Il voler essere a tutti costi troppo trasparenti, magari approfittando anche un po’ di questo status, rischia di avere un effetto esattamente contrario, quantomeno all’apparenza.
La Federal Reserve ha adottato, come molte altre banche centrali, la tattica del “No Surprise”, cercando di dire ai mercati di tutto e anche di più. Anzi, la FED non si limita solo a questo. Si diletta anche in proiezioni tastando il terreno, confrontandosi quasi coi mercati, a volte anche sfidandoli per poi analizzarne le reazioni emotive. Un braccio di ferro che ha come obiettivo quello di “assecondare” e non più di dirigere con polso fermo e deciso come ai bei tempi. Ma il voler essere anche troppo trasparenti, alla fine, va ad alimentare aspettative e speculazioni, proprio perché i troppi dati alla fine generano confusione.

Riassumiamo un attimo: i dati delle ultime giornate non sono proprio negativi, gli elementi che potrebbero sostenere tranquillamente un aumento dei tassi USA ci sono tutti. Ma sappiamo anche che aumentare i tassi potrebbe generare volatilità, oltre che un aumento degli oneri finanziari soprattutto per i paesi emergenti (con ulteriore volatilità). Ma è altrettanto vero che la FED deve INNANZITUTTO curare l’economia degli USA e quando deve alzare, non può e non deve permettersi di tergiversare. Nel dubbio, evita, ma se si arriva ad un punto di necessità…

Taylor Rule: notare la divergenza con la realtà

taylor-rule-USA

La FED non è proprio costretta, ma se alza i tassi a giugno potrebbe evitare delle grane in futuro. E difatti iniziano ad arrivare alcune dichiarazioni dei membri FED che sono proprio propedeutiche al rialzo, ma anche esploratrici delle reazioni innescate da tale possibile inasprimento.
A mente ricordo soprattutto la dichiarazione di Dudley, non proprio l’ultimo e il più sprovveduto dei membri FOMC essendo il capo della FED di New York.

(…) Se i nuovi dati confermeranno l’outlook positivo, un incremento del costo del denaro nei meeting di giugno o luglio è possibile. È quanto ha dichiarato William Dudley, Presidente della Federal Reserve Bank di New York nel corso di un incontro con la stampa.

“Ovviamente”, ha detto il governatore, quello in calendario il 14-15 giugno è un meeting in cui potrebbe essere decisa una nuova stretta (anche alla luce del fatto che al termine della due giorni di riunioni è in programma una conferenza stampa della chair person Janet Yellen).

Nel caso in cui i dati faranno emergere nuove difficoltà per la prima economia, l’istituto con sede a Washington “rallenterà” il processo di normalizzazione. (…) (Finanza.com) 

Messaggio cristallino. Cosa ci si poteva attendere a livello di reazione dei mercati? Beh, una chiara inversione di tendenza del sentiment, con un evidente aumento di coloro che iniziano a prevedere un rialzo dei tassi. Ed invece ecco cosa sta accadendo nei sondaggi Bloomberg.

A quando il prossimo rialzo FED?

tassi-FED-ipotesi-aumento-giugno

Come vedete solo il 34% degli analisti si aspettano un rialzo dei tassi a giugno. Una percentuale che è aumentata (vedi grafico in basso) ma resta sempre in minoranza.
Già per luglio il clima cambia un pochetto, in quanto otlre la metà degli intervistati vede un rialzo entro quella data. E se poi guardiamo il fine anno, siamo ad oltre i 3/4 .
E se poi guardiamo il comportamento dl mercato obbligazionario, non troviamo che conferme.

Grafico Rendimento T-Note 10yr

bond-tnote-10yr-yield-rendimento

Chiara lateralizzazione, senza particolari movimenti. Il mercato insomma non ci crede e per giugno si aspetta un nulla di fatto. Quasi quindi ignora i messaggi che la FED ha voluto lanciare. Ma se ci pensiamo bene, questa potrebbe essere anche una strategia nell’ambito del braccio di ferro tra la Yellen ed i mercati, in quanto si dimostra che le attese degli operatori sono per un nulla di fatto scontate. Quindi se la FED aumenta i tassi? BOOM, sorpresa, e quindi volatilità e correzioni. E questo la FED probabilmente lo ha già letto tra le righe.

Tanto per capire, alla fine, chi decide e chi comanda.

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Danilo DT

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13 commenti Commenta
Lukas
Scritto il 26 maggio 2016 at 12:03

Caro Danilo, a mio modesto avviso, il prossimo rialzo dei tassi ( ormai quasi certo in giugno o luglio ) sarà accolto dal mercato meno negativamente di quanto successe 6 mesi fà. La situazione economica globale è infatti ” meno preoccupante ” di allora, Nonostante le tante critiche ricevute, io credo che la FED abbia sinora interpretato bene la contingenza economica, che rimane incerta e complessa, cercando nel contempo di avviare con gradualità il processo di normalizzazione dei tassi sui fed funds.

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Scritto il 26 maggio 2016 at 12:13

Sono d’accordo. E tutto quanto sta accadendo è proprio propedeutico. Infatti al messaggio di Dudley i mercati quasi non hanno reagito. Hanno già assorbito il colpo oppure “sfidano” la FED?

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Lukas
Scritto il 26 maggio 2016 at 15:01

Danilo DT,
Beh se aumentano i tassi vuol dire che l’economia va meglio….e ciò non può che far piacere ai mercati azionari……invece maggiori timori dovrebbero avere i detentori di bonds….per loro la ” pacchia ” sta per finire…….ma per ora sembrano non preoccuparsene affatto !!!

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paolo41
Scritto il 26 maggio 2016 at 16:55

….giugno o luglio….. aumento di 0,25…… Cambia poco: un po’ di volatilità all’inizio , poi tutto torna normale ……. con i prezzi dell’azionario americano che rimane troppo alto.

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lorepi
Scritto il 26 maggio 2016 at 21:53

Per tutti gli amici del blog: fate molta molta molta attenzione se stasera SP500 chiudesse sopra 2090,54 e non molto distante da 2091,44. Se così sarà domattina vi dirò quale potrebbe essere la configurazione grafica che gli amici americani stanno “preparando”. Ricapitoliamo: occhio alla chiusura stasera di SP500 tra 2090,54 (non meno) e 2092 (più o meno). Buona serata!

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warrenbuffett
Scritto il 26 maggio 2016 at 22:39

lorepi,

2090,10???

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lorepi
Scritto il 27 maggio 2016 at 08:22

Buondì: in allegato il grafico giornaliero di sp500. Cosa possiamo vedere? La rottura di una resistenza (area 2085) con barra verde seguita da una barra (ieri) di indecisione anzichè di conferma del rialzo. Per l’ analisi giapponese trattasi di una, quasi, doji. Quindi pressione tra compratori e venditori pari. A questo punto si aprono due scenari:
Quella di questi ultimi due giorni è una bull trap (oppure una evening doji star) e oggi si tornerà a scendere, oppure, oltre i 2111 in chiusura settimanale, dovranno essere chiuse tutte le posizioni short in attesa di vedere se sp500 tornerà oltre i massimi (e quindi tutti allegramente long come se nulla fosse successo). Non resta che attendere la mitica Yellen che, come è ben visibile graficamente, penso risolverà il dilemma! Buona giornata

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Scritto il 27 maggio 2016 at 09:20

lo­re­pi,

Buongiorno, stiamo a vedere, comunque di solito nel brevissimo quando parla una banca centrale 9 volte su 10 manda in su le borse; quando le manda in giù, invece, non è di poco.

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veleno50
Scritto il 27 maggio 2016 at 12:41

lo­re­pi,

non eri shortista da due mesi sullo Sp500 non ti sei bagnato abbastanza,non brandivi la spada dello short a tutto gas? .Forse sei meglio a dispensare suggerimenti nell’immobiliare o no? ho avuto l’impressione di un buon esperto.Ciao buon pranzo.

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lorepi
Scritto il 27 maggio 2016 at 13:35

veleno50@finanza,
E che problema c’è se mi becco uno stop. I grafici davano e danno tuttora evidenti segnali short ed il mercato rimane, nel medio (sotto 2111) e lungo (sotto 2134), ribassista. Non lo è nel breve. Se il mercato vorrà farmi marameo me ne farò una ragione, chiuderò in loss gli short e, se vorrà tornare sopra i massimi, rientrerò long. Operare così ti da tranquillità e serenità che più di tanto non ci si faccia male. Giusto per memoria vorrei ricordarti che è proprio grazie agli stessi indicatori che utilizzo anche ora che sono uscito dall’ azionario nell’ estate del 2015 evitandomi un bello scivolone sull’ Europa. sarà un piacere riprendere la cavalcata oppure, sarà altrettanto un piacere avere la convalida della visione short.

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warrenbuffett
Scritto il 31 maggio 2016 at 18:42

lorepi:
Buondì: in allegato il grafico giornaliero di sp500. Cosa possiamo vedere? La rottura di una resistenza (area 2085) con barra verde seguita da una barra (ieri) di indecisione anzichè di conferma del rialzo. Per l’ analisi giapponese trattasi di una, quasi, doji. Quindi pressione tra compratori e venditori pari. A questo punto si aprono due scenari:
Quella di questi ultimi due giorni è una bull trap (oppure una evening doji star) e oggi si tornerà a scendere, oppure, oltre i 2111 in chiusura settimanale, dovranno essere chiuse tutte le posizioni short in attesa di vedere se sp500 tornerà oltre i massimi (e quindi tutti allegramente long come se nulla fosse successo). Non resta che attendere la mitica Yellen che, come è ben visibile graficamente, penso risolverà il dilemma! Buona giornata

Ciao… Come posizioni l’apertura di oggi nello schema delle cose?

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lorepi
Scritto il 31 maggio 2016 at 19:52

Come un’ apertura sopra il close di venerdì (quindi possibile engulfing ribassista su time frime settimanale). Di solito non è un buon buon segno ma direi di attendere la chiusura di venerdì per valutare meglio. Intanto un primo segnale, giornaliero, potrebbe essere una chisura stasera sotto 2090. Ti dico la verità: sono un pò deluso dal mercato. Mi aspettavo una chiusura del mese sotto 2056…vabbè, me ne farò una ragione! Attendiamo i prossimi sviluppi: rottura dei massimi o ritorno sui supporti.

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warrenbuffett
Scritto il 31 maggio 2016 at 20:52

Pazienza!
Domani e venerdì in uscita dati importanti su USA e Cina…
Vediamo reazioni a chiusura di venerdì 3 e venerdì 10… Poi affiliamo i coltelli

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