ETF IN EVOLUZIONE. SONO SEMPRE LA SOLUZIONE?

Scritto il alle 18:00 da Danilo DT

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Ormai di ETF ce ne sono a bizzeffe. Con gli ETF si può investire dappertutto: sugli indici, sui settori, sulle aree geografiche, addirittura utilizzando particolari stili di gestione (ad esempio value o growth). Su questo aspetto e su altri vi invito ad andare a vedere i post dedicati CLICCANDO QUI.
Non possiamo certo dimenticare alcuni ETF veramente particolari, quali ad esempio quelli short (a questo proposito, vorrei ricordare la nascita del primo ETF short sul nostro listino, creato da Société Générale, di cui uno addirittura con LEVA 2. O addirittura i prodotti Leveraged che producono guadagni sulla volatilità e quindi sia al ribasso che al rialzo. Come potete quindi capire, ce n’è veramente per tutti i gusti. Però, come in tutte le cose, anche per gli ETF è stato fiutato il business. A scapito degli investitori.


Un’evoluzione che crea confusione

Ormai negli USA tra molti fondi comuni ed alcuni ETF ci sono differenze veramente minime. Ormai, sul mercato finanziario americano, sono presenti degli ETF gestiti da un software in modo quasi attivo. E cosa molti simile sta per accadere in Italia. Ormai ci sono già degli ETF che lavora in modo più attivo che passivo, con portafogli d’investimento che si propongono come dinamici, anziché statici, come invece si potrebbe pensare.
Guardiamo al ns. mercato. Oggi abbiamo circa 240 ETF quotati, che hanno prodotto scambi nel 2007 pari a 32 miliardi di €. Sono già belle cifre. Gli emittenti di questi ETF hanno fiutato il grande business ed hanno iniziato a creare una valanga di ETF anche molto particolari. Come per esempio l’ETF di ETF

Fondo di fondi

E’ la brutta copia del cosiddetto fondo di fondi. Un software, sempre con un benchmark di riferimento, fa a costruire un portafoglio operando sul mercato degli ETF. E come dicevo prima, alla fine della fiera trutto questo crea confusione. Direi che è assolutamente normale l’ampliarsi del ventagli di offerte di ETF (aumentando il business, aumentano le proposte). Ma quanto ormai si arriva alla saturazione della gestione passiva, si tende ad andare oltre, inventando strategie che mi lasciano un po’ perplesso. Senza poi dimenticare che questa nuovo sstile di gestione passiva (che poi proprio passiva non è) viene fatta pagare. Quindi si alzano le commissioni di gestione degli ETF

Il Mio Parere

Io credo che nei prossimi anni il mondo del risparmio gestito subirà un’evoluzione veramente importante. Già adesso si è vista la grande fuga dai fondi tradizionali (più o meno voluta). La verità però è che il risparmiatore è sempre più sommerso da prodotti e proposte, buona parte delle stesse tutt’altro che appetibili (mi riferisco ad obbligazioni strutturate o polizze che definire truffaldine è dire poco…).
Posso solo consigliare di cercare nei prodotti sempre la massima trasparenza e chiarezza. Gli ETF possono essere ottimi quando si cerca di replicare indici e benchmark. Ma se si cercano particolari strategie, io preferisco sempre affidarmi ad un gestore (non alla casa, magari dal nome altisonante, ma al gestore, che è cosa ben diversa) che ha un track record di tutto rispetto e che ha dimostrato di saper fare il suo lavoro. E qui entra in campo il ruolo del consulente. Vera chiave di tutto ed assolutamente fondamentale in un mercato così complesso.

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