E siamo al QUARTO mese di DEFLAZIONE in Europa (in crisi da domanda)

Scritto il alle 12:03 da Danilo DT

inflazione-eurostat-2016

Il bollettino dell’Eurotower, uscito qualche ora fa, sottolinea l’importanza della domanda interna, visto come vero elemento di traino della ripresa economica.
Si parla di una crescita modesta ma costante, dove l’incertezza regna sovrana soprattutto nelle economie emergenti, molto legate anche alle decisioni sui tassi USA.
Il grafico sottostante certifica quanto detto. E’ una crisi da scarsità di domanda.

perchè-economia-non-cresce

E se non c’è domanda, non circola moneta. Se non circola la moneta, non c’è inflazione.
Ed ecco che, per chiudere il cerchio, esce oggi il dato sul tasso inflazione europea. Quasi gioiosamente ci viene comunicato che tutto è “come previsto”. Anzi, l’inflazione sale!

A maggio il tasso di inflazione tendenziale nell’Eurozona e’ risalito al -0,1% dal -0,2% di aprile. Lo afferma l’Eurostat, confermando una precedente stima. Anche nell’Unione Europa si e’ riscontrato lo stesso tasso negativo dello 0,1%, in lieve ripresa rispetto al -0,2% di aprile. Il tasso annuale negativo riscontrato a maggio ha accomunato 16 Stati membri tra cui Romania (-3%), Bulgaria (-2,5%) e Cipro (-1,9%). Il tasso di crescita dei prezzi al consumo piu’ alto si e’ registrato in Belgio (+1,6%) e a Malta (+1%). Sempre a livello annuale ad avere il piu’ rilevante impatto positivo e’ stato il settore ristoranti e caffe’ (+0,12 punti percentuali) mentre a pesare maggiormente in negativo e’ stato il comparto carburanti per trasporti (-0,53 punti percentuali). (Reuters)

Ma che bello! Migliora l’inflazione! Peccato che questo è il QUARTO dicasi QUARTO mese consecutivo di deflazione dell’Eurozona. E a nulla sono serviti i forti stimoli monetari e sono ancora limitati gli effetti del rialzo del petrolio.

inflazione-eurozona

Il grafico ci illustra un’inflazione “All Items” ancora negativa, un’inflazione CORE che è ampiamente sotto l’1% e un tasso previsionale della stessa che è decisamente SOTTO il target del 2%. Non c’è che dire, un successone. Fanno bene i media a dire che la situazione sta migliorando. E l’Italia? Il grafico in apertura ci dice che come sempre contribiuamo alla deflazione. Tutto bene, quindi.

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Danilo DT

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10 commenti Commenta
draziz
Scritto il 16 giugno 2016 at 12:52

Tanto per polemizzare…(dici che mi riesce bene…?): i signori che siedono alla BCE, a Bruxelles, o in tutti gli altri scranni dorati (pagati profumatamente da noi peones) quale suggerimento danno per convincere noi “consumatori difettosi” a…spendere di più?
Cosa dovrei concedermi in più per far aumentare l’inflazione?
Vacanze e viaggi, ristoranti, auto nuove, gioielli…magari una bistecchina più spessa…
Ma se la tassazione a livello nazionale e locale è da asfissìa (è risaputo che nella nostra nazione il comportamento del fisco è oramai secondo solo a quello dei nazisti nei lager…chi non lo ha provato sulla propria pelle lo ha visto in varie trasmissioni in prima serata…però nessuno è finito in galera, ma guarda caso…e lo Statuto del Contribuente giace in fondo al ce…so), se l’esproprio legalizzato priva la maggior parte di noi di quello che incamera (compresi i contributi per una favolosa pensione da fame…) perchè dovrei sentirmi ottimista e spendere di più?
Solo i parlamentari continuano ad aumentarsi gli stipendi, nonostante la deflazione, ed il debito pubblico, che dovrebbe nascere da spese produttive, è in continuo aumento non per prestazioni sociali ma per sperpero di risorse in ossequio a passate legislature e vizietti di sistema.
Se facciamo circolare la moneta per farla finire nelle tasche dell’apparato politico e statale è evidente che non si può generare ricchezza condivisa e…spendibile.

Ora che stanno provvedendo ad eliminare la carenza di forza lavoro (trattino verde del grafico in alto) grazie all’immigrazione forzata, faranno ripartire i consumi dei generi di prima necessità (mangiare, vestire, carta igienica…) e forse dell’immobiliare di fascia bassa…ma il resto?

Mi risulta che il benessere e lo sviluppo, a partire dagli anni ’50 e ’60, sia avvenuto grazie all’ampliamento della classe media, la vecchia borghesia, tanto osteggiata perchè da sempre “focolaio” di idee progressiste, di sostegno soprattutto economico ai cambiamenti.

Spaccare la società in due zone, due classi, volgarmente ricchi e poveri, fa parte di un programma ben preciso. Divide et impera.
Benvenuto nel nuovo feudalesimo, dove la deflazione è uno degli strumenti per l’asservimento. Il controllo totale si otterrà con l’aumento dei tassi, quindi degli interessi sui debiti già contratti malgrado la resistenza a spendere o le eccessive tasse, e con le retribuzioni castigate da un eccesso di offerta di lavoro (guarda che non tutti i poveracci che stanno entrando sono ignoranti…un bel po’ di laureati ed artigiani ci sono, eccome se ci sono).

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Scritto il 16 giugno 2016 at 13:18

AMEN
(titolo del testo: la coperta corta, oppure… volere e non potere)

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atomictonto
Scritto il 16 giugno 2016 at 14:03

Per forza, ormai le aziende, anche grandi, assumo solo ragazzi di 25-30 anni alla canna del gas per pagarli 1000 euro al mese (lo stipendio da operaio specializzato di 25 anni fa, un quarto di secolo…).
Stanno creando un paese di disoccupati 50enni e 30enni sottopagati, sti geni…poi crollerà tutto e buonanotte.

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draziz
Scritto il 16 giugno 2016 at 14:29

…e se scomodassimo un premio Nobel?
“Così è se vi pare”
Edito da: le multinazionali, con il contributo dell’élite finanziaria.
Prezzo imposto al pubblico: na bbotta dé soldi…
:(:(:(

Da­ni­lo DT,

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corvaz
Scritto il 16 giugno 2016 at 19:33

Dividi et impera, sì ma tra mantenuti statali e chi lavora o ci prova

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x_maurizio
Scritto il 16 giugno 2016 at 20:03

Se continua così l’Euro ella UE vanno a p. ?
E allora tutti buoni e lasciate che la natura faccia il suo corso.

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Scritto il 16 giugno 2016 at 20:46

Personalmente se avessi maggiori entrate non le userei per aumentare i consumi ma il risparmio. Troppa incertezza sul futuro. Oggi è così domani chissà.
Anzi… per una cosa utilizzerei i risparmi:per invitare i miei figli ad andare a studiare e vivere all’estero. Forse sono un po pessimista ma non mi sembra siamo un paese con grosse opportunità

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kry
Scritto il 17 giugno 2016 at 09:25

Ciao Danilo , scrivi
Il grafico sottostante certifica quanto detto. E’ una crisi da scarsità di domanda.
o
la continua innovazione tecnologica è deflazionaria riportandoci in epoca di luddismo con l’aggravante di un calo demografico nei paesi economicamente avanzati.

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Scritto il 17 giugno 2016 at 09:35

Buone entrambe le definizioni, che poi portano, se ci pensi, al medesimo risultato…

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kry
Scritto il 17 giugno 2016 at 17:40

Da­ni­lo DT:
Buone en­tram­be le de­fi­ni­zio­ni, che poi por­ta­no, se ci pensi, al me­de­si­mo ri­sul­ta­to…

Vero … ( forse ).
Intanto grazie … di sopportarmi e a questo punto FORZO un ragionamento.

Cosa intendiamo per DOMANDA.

Io penso che la domanda è rappresentata da quel numero che tiene conto del valore della merce, per cui se 20 anni fa
100 persone chiedevano 100 pezzi del valore di 100 avremo una domanda da 10000.
oggi nel momento che
100 persone domandano 110 pezzi del valore di 90 avremo una domanda da 9900.
Ora probabilmente sbaglio solo che nel momento in cui il mio ragionamento fosse corretto è da escludere che ci sia una scarsità di domanda nel momento in cui il numero di pezzi è aumentato.
Ciao e buon fine settimana.

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