La BCE non è la FED (se non lo avevate ancora capito)

Scritto il alle 15:20 da Danilo DT

bce-fed-banche-centrali

In questi giorni ho martellato abbastanza sia sulle strategie delle varie banche centrali (espansive per la BCE, super espansive per la BOJ, apparentemente espansive per la PBOC, senza dimenticare però la variabile “shadow banking” che crea un rischio bolla in Cina) stazionarie al momento per FED e BOE), ma anche su come non si può pensare che tutte le banche centrali riescano ad avere dai mercati la stessa reazione a seguito della propria operatività.
In parole povere, ormai da mesi vado dicendo che la BCE non è la FED per mille motivi e che quanto è accaduto negli USA non può accadere in Europa.
Non voglio essere ripetitivo sulle ragioni, ma questa volta voglio portare alla vostra attenzione due grafici che sono sufficientemente esplicativi (thanks to Invesco).

Oggetto della questione: le banche centrali riescono a trasferire la liquidità immessa sul mercato, quindi passano il testimone, alle banche commerciali?

Perché poi alla fine è questo il nodo della questione: far si che il denaro “generato” con il TLTRO, gli acquisti di ABS e coverd bonds e l’eventuale QE possano certamente liberare della liquidità che poi però le banche commerciali devono NON solo impiegare nella finanza ma anche nei prestiti e nei finanziamenti.

Negli USA è successo questo.

ed-quantitative-easing-m2

Come potete vedere c’è una corrispondenza tra il QE e la massa monetaria M2 (o aggregato monetario M2). Segno che il denaro è entrato in circolo.
E in Europa che è successo fino ad oggi?

bce-ltro-m2-liquidity-trap

Il risultato è evidente ed è riportato nel grafico. Aumenta la liquidità, diminuiscono i finanziamenti. Quindi al momento la liquidità generata ha rimpinguato i bilancio delle banche e nulla più. Cosa potrebbe far sperare? Quella simil ripartenza che segnala un rialzo dei finanziamenti bancari, pur sapendo che è sempre facile rimbalzare da tali minimi.

Quindi la morale è molto semplice. La BCE non è la FED e non si può fare un ragionamento di semplice proiezione in Europa della storia americana dei vari QE per prospettare una sicura ripresa. Forse ci vuole anche qualche riformina…in più aree amministrative dell’Eurozona. E non mi riferisco, come sempre, solo alla periferia intesa come NAZIONALE.

Probabilmente il piano di allentamento quantitativo sui titoli di Stato arriverà comunque, gli ultimi commenti anche di un personaggio ben informato come Novotny fanno pensare a questo…

Nowotny, che in passato ha anticipato cambi di rotta nella politica monetaria di Francoforte, ha sottolineato come l’acquisto di bond governativi sia un’opzione da prendere in considerazione per affrontare il massiccio deterioramento dell’economia della zona euro.

Tali esternazioni hanno contribuito spingere l’euro fino a quota 1,2247 dollari, mentre il biglietto verde continua a beneficiare dei numeri migliori delle attese giunti venerdì sul fronte dell’occupazione, che spingono molti operatori a ritenere più vicino un rialzo dei tassi da parte di Federal Reserve. (Source)

..-ma bisogna anche ricordare che l’Eurotower da gennaio rappresenterà ben 19 Paesi membri. Un dettaglio per molti, ma non è da sottovalutare in quanto questo fatto potrebbe rallentare ulteriormente le manovre… anche se ormai pare deciso (se le cose non migliorano). Incrociamo le dita…

STAY TUNED!

Danilo DT

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20 commenti Commenta
kry
Scritto il 10 dicembre 2014 at 17:27

Scusa Danilo che ha fatto il denaro ? E’ entrato in circolo ? Mi sembra che negli usa non abbiano nemmeno il 1$ per comprarsi il mc panino e noi ci facciamo , ed è per questo che la bce non è la fed, comandare dai mangiapatatewursterl e bevi birra.

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paolo41
Scritto il 10 dicembre 2014 at 20:54

se non troviamo qualcuno che abbia il coraggio di fare investimenti, pubblico o privato che sia, non c’è verso di far circolare la massa monetaria o di aumentarne la velocità. Ora, se io o tu fossimo imprenditori, in un periodo come questo andiamo a fare un investimento in Italia o, in previsione di una ripresa del mercato ( che comunque non c’è) andiamo a piazzare l’investimento in paesi con valenza logistica, basso costo del lavoro, finanziamenti agevolati, burocrazia zero come alcuni paesi del centro Europa?????. Questo come primo punto. In secondo luogo devi avere una tecnologia di prodotto e processo competitiva ad esempio come la Brembo!!!! Dove vado a fare l’investimento richiestomi dalla domanda USA? In Mexico!!!!!
Le aziende italiane che sono sopravvissute, e ce ne sono tante, hanno tutte localizzato la produzione richiesta dai clienti esteri in paesi logisticamente vicini ai clienti stessi e sempre nei posti più economici come costo del lavoro, finanziamenti e agevolazioni fiscali.
Le varie start-up italiane di cui si legge nei giornali e nei canali TV economici sono essenzialmente nei servizi e al 90% nell’area WEB, ma in numero di nuovi posti di lavoro sono quisquiglie se si pensa a quanti hanno perso il lavoro nel settore costruzioni (con l’indotto si superano i 500.000) nell’auto, nel “bianco”, nel tessile, nei mobilifici e nel manifatturiero in generale.
In questi casi lo Stato in primis deve staccare nuovi investimenti in opere pubbliche e infrastrutture con “project financing” con privati a cui poi viene data una concessione pluriennale per la gestione dell’opera ( autostrade, porti, interscali ferroviari e marittimi , parcheggi, scuole, ospedali, centri di ricerca, etc, ). Non ci sono i soldi??? Balle!!! ce ne sono a miliardi, basta avere il coraggio di prenderli annichilendo caste, privilegi, enti inutili. E la corruzione???? siamo o no in guerra per sopravvivere e allora chi tradisce e viene beccato niente compromessi, legge marziale= trenta anni di galera senza condizionali e senza riduzione delle pene (come del resto fanno negli USA dove hanno un carcere speciale per i truffatori). Se non si usa il bastone non si risolve nulla e le chiacchere e le promesse ormai lasciano il tempo che trovano.
E il tema della sicurezza e del continuo deterioramento del tessuto sociale, dove lo mettiamo? quando ci decidiamo a rafforzare le forze dell’ordine mandando viceversa a casa quelli che scaldano le cadreghe a costi ben più elevati per le casse dello Stato???
Ultimo: se non si fa qualcosa si va pari pari incontro ad una rivolta popolare.

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perplessa
Scritto il 10 dicembre 2014 at 21:15

io non sono un economista, sono una normalissima impiegata neopensionata, ma a mio parere i soldi non arrivano a famigli e imprese non tanto perchè la fed non è la bce, ma perchè si è deciso che non devono arrivare. tutto programmato dalle lobbyes per mettere in ginocchio le economie, poi venire qua a fare gli avvoltoi con privatizzazioni selvagge dalle quali si gioveranno le multinazionali. vedi tisa http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/06/20/wikileaks-ecco-il-trattato-segreto-per-la-liberalizzazione-selvaggia-della-finanza/1034467/

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kry
Scritto il 10 dicembre 2014 at 21:51

paolo41,

Siamo in sovrapproduzione in cosa possiamo investire per portare beneficio a TUTTI ? In Italia non siamo ormai mediamente troppo vecchi per una rivolta popolare? Al di là degl’investimenti non è forse meglio far in modo che le aziende non delocazzino fiscalmente come ultimo esempio la Ferrari?

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lampo
Scritto il 10 dicembre 2014 at 21:54

Riflettiamo un attimo… specie dopo questo articolo che mi è capitato di leggere oggi:
http://blogs.ft.com/brusselsblog/2014/12/10/leaked-eu-summit-conclusions-draghi-left-hanging/

Se ho compreso bene… prima del QE deve avvenire qualcosa, cioè, semplificando, bisogna cedere ulteriore sovranità all’Europa (probabilmente in campo di di chi decide alla fine sulle manovre fiscali e riforme da attuare da parte dei singoli governi).
Quindi… temo che stavolta siamo entrati in una ulteriore crisi… “shock and awe”.
Adesso siamo nella fase dello shock… poi quando ci stupiremo… verranno le richieste che, per la paura, passeranno (in termini di votazione parlamentare) senza esitazioni.

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idleproc
Scritto il 10 dicembre 2014 at 22:12

Ho compreso cosa intendi ma secondo me dovranno mollare sull’espansione della spesa pubblica anche per problemi sociali.
Sul piano pratico a casa nostra, con questa classe dirigente non verrebbe attivata una ristrutturazione sistemica e dato fiato alla ristrutturazione del sistema produttivo e ricostruzione delle filiere produttive ma si mangerebbero semplicemente i soldi e si perderebbe la scommessa.
Concordo con Kry che siamo in “sovrapproduzione”, è normale alla fine di un ciclo come questo ma è il momento di riattivare o di “vedere” i nuovi motori e modelli dello sviluppo.
E’ normale che il capitale investito “fuori mercato” o il “debito-credito scommesse perse” si volatilizzi, ciò che non è normale è continuare a creare bolle su scommesse perse.
La cosa è solo un trasferimento di risorse da tasche piccole o vuote a tasche grandi già piene.

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perplessa
Scritto il 10 dicembre 2014 at 22:17

idleproc@finanza,

lampo,

il sito che hai postato non è accessibile, però per immaginare che arrivino le richieste non è necessario leggere niente, lo sapevamo già da prima

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kry
Scritto il 10 dicembre 2014 at 22:46

lampo,

idleproc@finanza,
E’ stato lo stesso draghi a confermare che gli stati DEVONO cedere ulteriore sovranità.
In portogallo e grecia sono alla fame e i problemi sociali restano immobili non portano ad una rivolta popolare. ( Entrambi i paesi hanno/avevano molte cose in comune benchè li avessi visitati con 12 anni di differenza e con la grecia gia nell’euro. ) Secondo me continuiamo a fare i conti ( senza l’oste ) con un passato che per vari motivi sarà irripetibile dove il motore della crescita era il DEBITO cosa che a pensarci e nientemeno che FOLLIA.

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idleproc
Scritto il 10 dicembre 2014 at 23:06

lampo,

Perché funzioni lo “shock and awe” sono necessarie alcune precondizioni.
Una padella o una rete già pronta e credibile nella quale i pesci vadano a cadere per “salvarsi”.
Lo “shock” deve essere imprevedibile nella condizione data.
Che siano tutti “pesci”.
La “credibilità” è azzerata o molto bassa, gli “shock” sono tutti abbastanza scontati e la faccenda potrebbe risolversi in un boomerang.
Hanno voglia di gridare nei tiggì Mentana&C come all’epoca delle guerre democratiche e delle rivoluzioni tinteggiate e dello “spread” o ancora prima, della ex-Jugoslavia.
All’epoca gli italiani come da tradizione erano impegnati tranquillamente a farsi i c. loro e non esisteva ancora formato un livello di “mediazione” sociale dell’informazione, o meglio, esisteva e se la beveva e quindi la amplificava.
Funziona come con la pubblicità, se tu fai una pubblicità per le casalinghe prese in generale, sbagli mira, la devi fare sulle donne alle quali le “casalinghe” si rivolgono per avere un parere o sui figli come strumento di pressione.
Il ruolo del “mediatore” dell’informazione è fondamentale e questo lo sanno perfettamente.
Chi ha svolto il ruolo nel passato anche in TV è largamente sputtanato, è per questa ragione che anche a livello “politico” hanno creato il Nostro che è semplicemente una creazione mediatica come lo è il messaggio “rottamazione”, “svolta”, “cambiamento”, “riforme” che come parole non vogliono dire nulla. Lo scopo era far passare contenuti non “visibili” e sui quali la cosiddetta “informazione” si guardava bene di focalizzare l’attenzione.
…ed è già bruciato.

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idleproc
Scritto il 11 dicembre 2014 at 01:26

kry@finanza,

E’ normale fare “debito”, scommetti sul futuro e sul dove investirai i “fattori di produzione”.
Banalmente se hai accumulato a livello sociale una quantità X di capitale e decidi di scommettere su risorse energetiche e materie prime che ti dovrai andare a cercare sugli asteroidi, fai una scommessa sul futuro, sulla ricreazione e incremento del capitale già accumulato e di espansione complessiva del sistema.
Se sbagli la scommessa, perdi il capitale investito alla fin fine.
Se qualcuno ad es. nel sistema finanziario ha creato capitali e profitti dal nulla senza passare attraverso la produzione reale, quello è il fasullo e solo un gioco di prestigio.
Io ragiono e non vado più in là della Sig.ra Maria.

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idleproc
Scritto il 11 dicembre 2014 at 01:52

PS. I tassi a zero o sotto zero sono una follia, sempre dal mio punto di vista, il tasso è quanto ti costa il capitale per investirlo.
La distorsione di tutto il sistema sulla corretta allocazione dei “fattori di produzione” è automatica, stravolta e resa inefficiente, sempre banalmente verrà usato capitale per tenere in piedi settori obsoleti e fuori mercato, fantasie varie e un modello di produzione non compatibile con l’attuale EROI.
Ovviamente lo fanno per un motivo, evitare il crollo del sistema finanziario e la resa dei conti sulle scommesse perse e sul fasullo creato che sono la caratteristica storica di queste fasi di ciclo, oggi globale e sembrerebbe ancora sincronizzato.
Stanno guadagnando solo tempo e “spalmando” il problema a livello globale, su questo ci sarà chi vince e chi perde…
Sarebbe una novità assoluta se il sistema capitalistico avesse cambiato modo di funzionare.
La pianificazione economica è altra cosa e non la puoi fare con le magie monetarie e l’ingegneria finanziaria (chiamiamola così).
Sono pronto a redimermi.

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kry
Scritto il 11 dicembre 2014 at 09:11

idleproc@finanza,

Ciao, facciamo così: “Io ragiono e non vado più in là della Sig.ra Maria “e per tale signora non ” E’ normale fare “debito”,” alla più per le piccole necessità e paragonato ad uno stato certamente non per incrementare il PIL da qui il mio pensiero ” Secondo me continuiamo a fare i conti ( senza l’oste ) con un passato che per vari motivi sarà irripetibile dove il motore della crescita era il DEBITO cosa che a pensarci è nientemeno che FOLLIA. Io ritengo una follia fare debito al solo scopo d’incrementare il pil ( con annesse ruberie politiche ). Pure io sono pronto a cambiare opinione.

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idleproc
Scritto il 11 dicembre 2014 at 10:36

kry@finanza,

Guarda che non la pensiamo diversamente sul “punto” uso del debito.
C’è stata l’orgia keynesiana, una “interpretazione” un po’ volgare di Keynes.
Della serie fare buche e poi riempirle genera sviluppo.
Se osservi nel passato e fino ad oggi insieme alla dinamica del ciclo cambia “opportunisticamente” la moda delle teorie economiche di riferimento e vengono scomodati a pagamento economisti adatti alla bisogna.
Esistono alcune dinamiche di fondo quali la “caduta tendenziale del saggio di profitto” che è di lungo periodo cioè a parità di capitale investito hai un ritorno minore nel tempo e l’andare in sovrapproduzione settoriale a cicli più brevi che è normale in questo sistema e dovrebbe essere altrettanto normale la ristrutturazione e/o la messa fuori mercato dei settori interessati.
Il punto è che chi comanda a livello politico preferisce espandere il credito allungando e posticipando il problema.
Il problema sistemico di quella che definisci “sovrapproduzione” risale a decenni fà.
E’ anche ovvio che i soldi facili generano a catena corruzione in quanto sia a livello di lobby che li vogliono sempre e per definizione in quanto interessate a risolversi il problema a breve e a garantirsi continuità e sovraprofitti che al livello chi “distribuisce”.
Es., da un punto di vista sistemico era assurdo finanziare a debito il settore del trasporto automoblistico privato, avrebbe avuto molto più senso una ristrutturazione integrata del sistema dei trasporti anche per il risparmio energetico che avrebbe comportato.
E’ così che si perdono le “scommesse”.
Puoi star tranquillo che nel caso se ne venga fuori senza farsi troppo male, ripartirà seguendo il ciclo, tutto l’ambardan di nuovo e si rifinirà allo stesso modo.
Questi avevano creduto e credono, ormai con qualche dubbio, di controllare il ciclo economico.
Illusioni da salotto.

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kry
Scritto il 11 dicembre 2014 at 11:47

idleproc@finanza,

Per un periodo non prolungato fare le buche per poi riempirle non è una cattiva cosa, ti alleni alla FATICA, perlomeno vieni pagato per qualcosa e consumi pale e picconi a differenza di chi ORA percepisce uno stipendio andando magari al bar. Concordo che i problemi di ” sovrapproduzione ” risalgano a decenni fa. Secondo me tutto ha origine sul finire del ” miracolo economico ” dove i rappresentanti dello stato avrebbero dovuto dare risposta alla domanda del ” cosa dobbiamo far fare a queste persone ” . La risposta è stata assumiamoli nella pubblica amministrazione ed aumentiamo il debito. Poi la politica americana dello sganciamento del dollaro dall’oro e la conseguente crisi energetica del petrolio del ’73 hanno aiutato molto nel non prendere decisioni. Per quel che riguarda il ciclo economico non penso che questa volta se ne esca fuori senza farsi troppo male, anzi pessimista ( o realista ? ) come sono un ritorno agli anni ’50 non ce li leva nessuno ed io mi sto allenando.Grazie. Ciao.

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idleproc
Scritto il 11 dicembre 2014 at 13:32

“Secondo me tutto ha origine sul finire del ” miracolo economico ” dove i rappresentanti dello stato avrebbero dovuto dare risposta alla domanda del ” cosa dobbiamo far fare a queste persone ” . La risposta è stata assumiamoli nella pubblica amministrazione ed aumentiamo il debito.”

Era la “moda” di ciclo degli economisti di allora, importata come sempre dagli US ma nell’interpretazione italico-clientelare. Era un modo di espandere soddisfacendo anche le clientele di supporto al sistema e problemi sociali.
E’ stata però solo una parte del problema, vi sono stati cosiddetti investimenti per sodisfare le lobby e fargli fare sovraprofitti per le ragioni che ho sottolineato sopra.
Tutta la propaganda sugli “investimenti specialmente al Sud” che sono diventati cattedreali nel deserto e costi di demolizione, oltre al finanziamento della malavita locale.
Poi hanno cambiato nome e sono diventate grandi opere. Il Sud vero, la gente, il popolo, non ha visto nulla tranne qualche briciola e l’aumento di potere distributivo delle mafie.
E’ stato usato anche lo scontro sociale dell’epoca per fare le cose che oggi sembrano venire alla luce. Nessun problema è stato risolto.
Oggi, cambiata la moda e venuta quella della lotta al debito stanno mettendo poveri contro poveri e intanto spolpano il sistema socieconomico reale che non ha le risorse in Italia per ristrutturarsi e capitalizzare. Spolpano verso le “scommesse perse” e i crediti sul nulla anche di quell’epoca.
Quelli dei Big Boys, per intenderci.
Sulla questione parità aurea era un gioco già compromesso col fixing di Londra che non era deciso dal “mercato”. Parità aurea, o meglio, paniere di merci sul mercato risolverebbe il problema della centralizzazione del potere economico in gruppi ristretti, chi gestisce la creazione di moneta gestisce il potere reale. Oggi, ancor più delle banche centrali è il credito. Non credo che andrà così visto lo stato di concentrazione del capitale e i rapporti di forza in campo e solo se il sistema salta.
Ci sarebbe da scrivere libri con gli ovvi esempi numerici a conferma.

A titolo di nota “storica”, da un punto di vista “storico” era molto forte una ideologia antisistema razionale, l’idea era quella di farlo saltare bloccandone il processo di accumulazione ed esistono molte tecniche per ottenere il risultato.

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kry
Scritto il 11 dicembre 2014 at 14:37

idleproc@finanza,

Grazie idleproc per le tue delucidazioni.

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paolo41
Scritto il 11 dicembre 2014 at 17:40

kry@finanza,

per precisare: la fabbrica Ferrari rimane in Italia (ci mancherebbe altro, avrai letto quanto vale il made in Italy nel caso probabile che venga quotata in borsa) e continuerà a pagare le tasse in Italia secondo la tassazione italiana. Pagate le tasse, parte degli utili viene portata a riserva e non paga tasse se non viene utilizzata e vengono distribuiti i dividendi; è sul valore dei dividendi che gli azionisti di maggioranza, avendo sede in Olanda, pagheranno le tasse che sono il 20% e quindi inferiori a quello che avrebbero pagato se la holding fosse rimasta in Italia.

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paolo41
Scritto il 11 dicembre 2014 at 18:12

idleproc@finanza,

concordo pienamente anche nello sviluppo storico; poi però rimango dell’avviso che se non arriva qualcuno a distribuire bastonate non risolviamo nulla. Personalmente continuo a tifare per Renzi che è l’unico che finora, almeno a parole, dimostra di avere le idee chiare…. ma non gli fanno usare il bastone.
Rimangono due alternative: o arriva la Troika oppure, come spero, prima o dopo salta tutta quella baracca di burocrati strapagati che costituiscono L’EU.

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kry
Scritto il 11 dicembre 2014 at 22:21

paolo41,

Grazie, avevo capito che spostando la sede legale la tassazione sugli utili andavano a quel paese ( fatalità doppio senso ).

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idleproc
Scritto il 11 dicembre 2014 at 22:37

paolo41,

Paolo, mi sa che non stai tifando e scommettendo su un cavallo…
Non dò mai consigli sulle scommesse, finanziarie o meno ma questo te lo posso dire senza entrare in contraddizioni etiche: “non è un cavallo”.

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