CINA: piano a chiamarla CRISI (così parlò il FMI)

Scritto il alle 10:45 da Danilo DT

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Che sulla Cina ci siano molte ombre all’orizzonte, oltre che temporali non tipicamente estivi ma più simili a tempeste tropicali, vista la violenza e l’influenza avuta sui mercati finanziari globali, è ben noto a tutti.
Però non dimentichiamo mai il ruolo dei personaggi chiave che siedono nelle “stanze dei bottoni”: cercare di mitigare il panico facendo vedere il bicchiere “mezzo pieno” anche se, forse, è già vuoto.
Mi ha incuriosito non solo l’istituzione in oggetto ma anche il personaggio che la rappresenta.
Parliamo infatti di FMI e del direttore esecutivo che, per gli italiani, è più noto come l’uomo della “spending review”, alias Carlo Cottarelli.

Inanzitutto la notizia e le impressioni dello stesso Carlo Cottarelli, sulla crisi e sulla svalutazione dello Yuan cinese. Una svalutazione che lo stesso Cottarelli considera fisiologica:

“Parliamo di un Paese che dovrebbe crescere quest’anno del 6,8%. Dal punto di vista della economia reale, l’economia cinese sta rallentando ma è del tutto fisiologico che ciò possa avvenire. Al momento l’economia cinese continua a crescere. Quello che è successo è uno shock sui mercati finanziari; ma è fisiologico. Le politiche monetarie cinesi sono state molto espansive negli ultimi anni e un aggiustamento ci deve essere ma è del tutto prematuro parlare di crisi della Cina”.

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STOP fermi tutti.

Prima cosa: il FMI prevede che la Cina crescerà per quest’anno il 6.8%? Oh mamma. Se queste sono le prospettive, allora siamo a posto. Per carità, non mi sorprenderei nemmeno che Pechino (per nulla trasparente, quando vuole) ci voglia far bere un dato del genere per il 2015. In realtà la situazione è molto peggiore. Uno che se ne intende per davvero è Alberto Forchielli, un personaggio che è co autore (col sottoscritto) del progetto “Piano Inclinato”.

In Cina, a parte i temporali monetari che hanno fatto dire su questo giornale a uno dei maggiori conoscitori dell’economia del Paese, Alberto Forchielli, che in realtà la crescita non è al 7% ufficiale ma giù al 4%, un velo di mistero e di angoscia avvolge la grande esplosione al cianuro avvenuta in quello che è considerato il porto di Pechino. (Source) 

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Ma come detto, il FMI la vede meno grigia. E, permettetemi, ci mancherebbe anche. Il suo ruolo è quello di “normalizzatore” del mercato. Pensate voi che cosa potrebbe accadere se il FMI andasse a ribadire quanto detto da Forchielli? Sarebbe un disastro. Ecco cosa dice Cottarelli.

“Monetary policies have been very expansive in recent years and an adjustment is necessary,” said Carlo Cottarelli, an IMF executive director representing countries such as Italy and Greece on its board.
“It’s totally premature to speak of a crisis in China,” he told a press conference. […]”China’s real economy is slowing but it’s perfectly natural that this should happen … What happened in recent days is a shock on financial markets which is natural,” he added. (Bloomberg) 

Intanto però la Cina sui mercati azionari è a -30%. La svalutazione dello Yuan è complice sia della volontà, come detto, di entrare nel paniere di valute dell’ SDR, ma soprattutto della necessità di ridare un po’ di smalto all’export. Ma mi sa che tutto questo potrebbe non bastare. La situazione, ad Oriente, è più complessa di quanto possa sembrare.

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Danilo DT

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6 commenti Commenta
aorlansky60
Scritto il 24 agosto 2015 at 11:24

…nel timore che non riesca a leggere la mia risposta – postata oggi su un thread sorpassato da altri nel frattempo :

@ Surfer

:-) …ancora grazie; non solo per la competenza e la dettagliata analisi, ma anche per la gentilezza e la disponibilità.

avrei ancora una domandina : leggendo la Tua analisi, ad un certo punto scrivi :
“In generale, visto il rischio di nuove bolle finanziarie, non Ci si dovrebbe quindi aspettare un’agevolazione del credito simile a quella che si è verificata dopo il crollo del 2008.

la domandina : anche in prospettiva di un [annunciato e paventato] aumento dei tassi in area Fed ?

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aorlansky60
Scritto il 24 agosto 2015 at 11:42

@ DT

“il FMI la vede meno grigia. E, permettetemi, ci mancherebbe anche. Il suo ruolo è quello di “normalizzatore” del mercato. Pensate voi che cosa potrebbe accadere se il FMI andasse a ribadire quanto detto da Forchielli? Sarebbe un disastro.

DT

hai perfettamente ragione in quello che dici qui;

Le parole, a parità di espressione, possono avere un valore assai diverso : dipende da CHI le pronuncia.

un conto è se un anonimo sconosciuto analista economico si mette a profetizzare disastri ammonendo circa lo squilibrio tra gli effettivi reali e la capitalizzazione raggiunta da CERTE società, per esempio…

un conto è se a farlo è l’FMI come lo potrebbero essere i board della Fed o della Bce… ma ve lo immaginate se uno di questi, dalla reputazione e credibilità ALTA, si rivolgesse al sistema e ai mercati, dicendo “beh, chiediamo scusa, ci siamo sbagliati… il ns tentativo di alimentare l’economia reale con QE a ripetizione e liquidità a dismisura è andato in realtà a fagocitare un sistema parallelo del quale abbiamo perso il controllo… pensavamo di favorire l’inflazione, invece abbiamo creato DEFLAZIONE… se qualcuno ha qualche idea per invertire il trend venutosi a creare, si faccia avanti, lo terremo in considerazione.” IMPENSABILE; pur di non far colare a picco tutto quanto, c’è da scommettere che arriveranno a dirci che il BIANCO è NERO e che il NERO è BIANCO, per salvare i (molti) interessi in gioco.

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ob1KnoB
Scritto il 24 agosto 2015 at 11:53

Aumentare di 3 punti il debito per aumentare di uno il gdp dovrebbe essere palese non essere efficiente. Nonostante questo le performances nelle valutazioni degli assets hanno creato un clima di compiacenza che superava le accezioni al paradigma. Ma l’overcapacity globale è ancora li’ (senza paradossi è addirittura aumentata) e se non viene finanziata a pioggia implode. I consumi Usa senza l’effetto obamacare sarebbero già in diminuzione da un paio d’anni. Senza l’effetto ricchezza dato dalla valorizzazione degli assets quelli cinesi non possono che scendere unitamente alla crisi dello shadow di quell’area e a catena sugli altri ‘emergenti’. I prezzi alla produzione sono in contrazione da tre anni: vi si puo’ leggere aumento della produttività o…..mancanza di domanda globale. La moneta non gira perchè sta rallentando vistosamente il trading mondiale e questo significa una cosa sola: o un altro giro di giostra con altri interventi monetari sempre più massicci o muoia sansone ed i filistei con una drastica pulizia dell’overcapacity. Con queste dinamiche comunque, per chi propende per la prima soluzione, gli utili aziendali sono ugualmente destinati a contrarsi.
Mala tempora

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Scritto il 24 agosto 2015 at 16:52

A-ONE (per TUTTI gli Altri, SEMPRE, il Signore Alberto Dott. Forchielli) ed il Signore Carlo Dott. Cottarelli, sono PERSONE SERISSIME, PERBENE, PREPARATISSIME.

In altri tempi, si sarebbe detto o scritto, di Loro: DABBENE.

Hanno ruoli e funzioni diverse – nel Loro lavoro e Professione.

L’uno, A-ONE è un'”operativo”; l’altro, il Dott. Cottarelli, un “tecnico”.

A-ONE è un “classico” (ossia, NON passa o NON passerà MAI di moda – perché ha il quid unico dell’Umanità; curiosità, solarità – CHE POCHISSIMI NEL SETTORE HANNO, REALMENTE, anche nel Privato!), il Dott. Cottarelli è “ragioniere” (ossia, soppesa attentamente ogni cosa – perché ha il dono, che può essere anche un Suo limite, di essere “freddo”).

Parliamo/Scriviamo di DUE PERSONE che hanno una cosa in comune: sono stati SERVITORI DELLA REPUBBLICA ITALIANA – in anni, decadi diverse; oltre che con mansioni e compiti particolari.

Ed entrambi, sono stati “cacciati” o “poco considerati” – nelle Loro vesti/qualità, oltre che responsabilità.

Per essere precisi – oltre che occore/va saperLo.

Surfer © サーファー

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Scritto il 24 agosto 2015 at 18:09

@finanza,

Ci mancherebbe, massimo rispetto per Cottarelli. Infatti ho detto che nella posizione che ricopre NON poteva dire altrimenti. Cosa cheinvece può fare Forchielli

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ob1KnoB
Scritto il 25 agosto 2015 at 13:28

ob1­K­noB@fi­nan­zaon­li­ne: La mo­ne­ta non gira per­chè sta ral­len­tan­do vi­sto­sa­men­te il tra­ding mon­dia­le e que­sto si­gni­fi­ca una cosa sola: o un altro giro di gio­stra con altri in­ter­ven­ti mo­ne­ta­ri sem­pre più mas­sic­ci o muoia san­so­ne ed i fi­li­stei con una dra­sti­ca pu­li­zia del­l’o­ver­ca­pa­ci­ty. Con que­ste di­na­mi­che co­mun­que, per chi pro­pen­de per la prima so­lu­zio­ne, gli utili azien­da­li sono ugual­men­te de­sti­na­ti a con­trar­si.
Mala tem­po­ra

Sembrava inevitabile dunque un altro giro. Boing! (onomatopeico) e dopodomani altre mene..
Cos’era una svalutazione preventiva? No…..

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