GUERRE DIFFERENTI: Cina contrasta i dazi di Trump

Scritto il alle 15:23 da Danilo DT

Se i dazi ci spaventano, la Cina risponde con quella che potrebbe essere una  era svalutazione competitiva, una guerra valutaria a risposta della guerra commerciale.

Anche se un po’ in sordina (i media danno la massima precedenza alla questione “migranti”) il commercio mondiale continua a subire le minacce e l’azione del neo protezionismo, con i dazi di Trump in primo piano. E non solo di Trump.

Infatti anche l’Unione Europea inizia a prendere posizione, ma non in modo effettivo ma solo (per fortuna) tramite minacce, proprio perché l’obiettivo è arrivare ad un tavolo di trattative con gli USA e mediare il tutto per evitare una guerra commerciare che rischia di creare solo grandi danni a TUTTI, USA compresi.

E cosa ha fatto Bruxelles? Ha minacciato di imporre dazi doganali sulle importazioni dei prodotti statunitensi per un valore di 300 miliardi di dollari. È questa sarebbe la risposta alle possibili tariffe di Washington sulle importazioni di automobili dall’Europa. Onde evitare di farsi trovare impreparati, quindi, l’UE minaccia e si dice pronta. Un pochino più diplomatico l’approccio invece di BMW e Hyundai, che hanno esortato il governo statunitense a non imporre tariffe doganali sulle importazioni di automobili.

Trump al momento latita, per fortuna. Tante parole e pochi fatti, e prende tempo anche con Canada e Messico, dicendo di aspettare le elezioni di Midterm di novembre.

Si compra quindi tempo. Ma il mondo non si fida di Trump, tanto che forse QUALCUNO già sta agendo. E quel qualcuno è proprio chi manca all’appello in questo post e che rappresenta il nemico numero UNO per il protezionismo commerciale USA, ovvero la Cina.

MA attenzione, qui la cosa si fa interessante. La Cina è conscia del fatto che se ci fosse un’imposizione di dazi paritetica su Import/export, ne uscirebbe con le ossa rotte in quanto l’export supera di gran lunga l’import. E allora cosa succede?

Nulla di ufficiale ma è una mia presunzione  vedendo che succede sul mercato. E ve lo spiego con questo grafico.

 

Chart Yuan USDCNH via Tradingview

Avete capito? Il rischio è che la Cina risponda alla guerra commerciale con la guerra valutaria, ovvero la svalutazione competitiva. Magari facendo che cosa? Vendendo US Treasury, che di certo non mancano alla banca centrale cinese.

 


Per carità, al momento non si vedono su mercato grandi scossoni soprattutto nei prezzi del T Note, ma se così fosse, i cinesi avrebbero trovato uno strumento per contrastare Trump. E proprio come nel caso dei dazi, anche questo fatto comporta, per forza di cose, il cambiamento degli equilibri economico finanziari globali. E tutto questo continuerà a lasciare indifferenti i mercati che, quando sentono odore di volatilità, reagiscono di conseguenza?

 

STAY TUNED!

Danilo DT

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2 commenti Commenta
luigiza
Scritto il 2 luglio 2018 at 16:11

>> …il tutto per evitare una guerra commerciare che rischia di creare solo grandi danni a TUTTI, USA compresi.

Ecco, così a pelle, ho l’impressione che mr. Trump stia alacremente lavorando per mettere in pratica il suo (completo) motto che gli ha fatto vincere le elezioni:
“America first ……. to go down a path to take a bath (a bloodbath?”.

Ce la sta mettendo proprio tutta.

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kry
Scritto il 3 luglio 2018 at 02:16

Non penso che i cinesi vendano i bond garantiti dal prestatore di ultima istanza della prima economia mondiale rischiando di portare a casa una minusvalenza … se mai continueranno a comprarne in modo da rivalutare il dollaro che per loro significa svalutare lo yuan.
Inoltre secondo me questi dazi servono per aiutare la FED ad oltrepassare il muro del 2% d’inflazione , perchè l’aumento dei prezzi dovuto ai dazi chi pensiamo che li paghi se non il consumatore americano

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