Scossa Nucleare: sostituire l’atomo con altre fonti?

Scritto il alle 11:12 da lampo

SCENARIO 1 – Graduale o rapida sostituzione del nucleare con altre fonti energetiche

Dopo aver discusso nella PRIMA PARTE che potete visualizzare cliccando QUI, nella seconda parte provo ad affrontare uno degli scenari futuri possibili. La possibilità di sostituire l’energia nucleare con altre fonti di energia.

I fattori che possono comportare questo scenario.

1) Sicurezza e conseguente atteggiamento dell’opinione pubblica.

Nella “breve” storia di utilizzo dell’energia nucleare sono avvenuti molti altri incidenti oltre a Fukushima, la cui situazione è ancora in fase di evoluzione ([1] e [2]).

Molti di voi sicuramente si ricorderanno di Three Mile Island e Chernobyl.

Per il solo Giappone eccovi un link dei vari incidenti avvenuti nel corso della storia:

Link Incidenti Nucleari nella Storia

Tanti vero? Ma provate a guardare qui:

Wikipedia – List of Civilian Nuclear Accidents

Ci siete ancora? State ancora leggendo? Bene! Un bel respiro profondo e rilassiamoci! Non vale la pena di infierire oltre. Ognuno di noi, oramai, si è fatta la propria opinione…

2) Acqua.

Molti di voi si chiederanno… che cosa c’entra l’acqua? Ma vi siete mai domandati perché molte centrali nucleari si trovano lungo le coste o comunque in prossimità di laghi o fiumi? La risposta è che hanno bisogno di molta acqua per poter raffreddare i reattori e generare elettricità elettrica. Un grafico mostra il consumo di acqua per tipologia di impianto per la produzione di energia elettrica ([3]).

Ma l’acqua, allo stesso tempo, è anche una potenziale causa di incidenti. Tempeste, uragani e tsunami (come quello causato dal recente terremoto) sono sempre in agguato.

E, purtroppo, il cambiamento climatico in corso… può comportare condizioni meteorologiche avverse, molto più severe del rischio massimo previsto in fase di progettazione dell’impianto nucleare (pensiamo solo all’innalzamento del livello degli oceani).

Per gli impianti situati nell’entroterra, un periodo di siccità o gran caldo, può comportare la riduzione del regime di produzione o addirittura blocco della centrale stessa, per… mancanza di acqua di raffreddamento. Assurdo! Proprio nel maggior picco di richiesta di energia elettrica dovuta all’uso dei condizionatori.

E se, in questi casi, dipendiamo per il 50% di energia elettrica dal nucleare… come provvediamo a produrla? Semplice… la compriamo all’estero! E’ già successo in Francia alcuni anni fa.

Sempre in Francia, il massiccio utilizzo di centrali nucleari (coprono oltre il 75% del fabbisogno di energia elettrica), impiega la metà dell’acqua dolce disponibile dei laghi e fiumi ([4])!

Adesso vi rendete conto di quanto sia importante la diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico (anche se spesso ricorrere prevalentemente ad una sola risorsa conviene dal punto di vista economico).

3) Responsabilità e costi assicurativi.

Di maggior gravità sono gli incidenti avvenuti e maggiori sono le responsabilità e costi assicurativi conseguenti.

Esistono vari trattati internazionali che disciplinano le modalità di risarcimento alla popolazione e alle nazioni limitrofe, oltre alla rivalsa nei confronti dei gestori delle centrali nucleari ([5]).

4) Uranio.

Ricordiamoci che l’uranio, il principale combustibile delle centrali, è una fonte limitata ed esauribile.

L’ultimo rapporto ci dice che, mantenendo il livello di consumo mondiale del 2008, l’uranio scoperto sarà sufficiente per i prossimi 100 anni.

E anche se, nel peggiore degli scenari, i consumi aumentassero (in base alle centrali nucleari in costruzione e in corso di pianificazione) meno della metà delle risorse attualmente conosciute, sarebbero esaurite ([6]).

5) Salute.

Non credo serva spiegare gli effetti sulla salute delle radiazioni nucleari. Ovviamente non mi riferisco solo alle fonti causate dall’impiego a scopo energetico dell’energia nucleare. Una semplice radiografia ci espone ad una dose non indifferente ([7]), anche se non farla rende difficile la diagnosi medica e la conseguente profilassi di cura.

Purtroppo pensiamo sempre che la fonte delle radiazioni siano le centrali nucleari. L’opinione pubblica conosce ancora poco gli effetti del radon, gas naturalmente presente nell’ambiente. Tende ad accumularsi nelle nostre case, specie prive di accorgimenti per ridurne la presenza ([8]). Ventilate gente!

La lista dei fattori che incidono su questo scenario potrebbe continuare… ma mi fermo qui. Risulta evidente che ricorrere a fonti alternative al nucleare comporterà inizialmente il maggiore utilizzo delle fonti che abbiamo esposto nella prima parte, tra cui il petrolio.

Solo nei successivi decenni, la ricerca scientifica e il massiccio impiego delle rinnovabili potrebbe cambiare qualcosa. Non per niente la Francia, una delle nazioni che ricorre di più all’utilizzo del nucleare per la produzione di energia elettrica, è fortemente impegnata nella “missione” in Libia.

Nella prossima parte provo a proporre altri scenari.

Lampo

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[1] Risulta che particelle radioattive sono state rilevate anche in Islanda. Fonte – Scientific American – Reuters: http://www.scientificamerican.com/article.cfm?id=radioactive-particle-traces
[2] Qui trovate invece un Update log della situazione riguardante Fukushima. Fonte – IAEA (International Atomic Energy Agency): http://www.iaea.org/newscenter/news/tsunamiupdate01.html. Speriamo che non sia più necessario aggiornare questa pagina.
[3] Fonte – World Nuclear Association: http://www.world-nuclear.org/info/cooling_power_plants_inf121.html
[4] Fonte – Project-Syndacate: http://www.project-syndicate.org/commentary/chellaney15/English
[5] Fonte – World Nuclear Association: http://www.world-nuclear.org/info/inf67.html
[6] Fonte – OECD, NEA e IAEA: http://www.oecd-nea.org/press/2010/2010-03.html
[7] Due link di approfondimento. Uno proveniente dalla WNA: http://www.world-nuclear.org/info/inf05.html e l’altro da Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Radioattivit%C3%A0
[8] Approfondimento. Fonte ISPRA: http://www.apat.gov.it/site/it-IT/Temi/Radioattivita_e_radiazioni/Radon/

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39 commenti Commenta
hironibiki
Scritto il 25 marzo 2011 at 12:24

Non solo il gas radon (che sinceramente non conoscevo sino ad oggi, non si smette mai di imparare ehehe) ma anche tutte le frequenze alle quali siamo ormai sotto posti 24 ore al giorno.. Tv satellitari, telefonini, internet.. oramai è tutto senza cavo però siamo sicuri che non nuoce alla salute? Sotto la metropolitana a Milano ora è possibile telefonare, questo vuol dire che i ripetirori di segnale sono stai piazzati. Ma questi ripetitori non fanno male? Credo che le malattie del futuro rimarranno le forme tumorali più disparate.

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hironibiki
Scritto il 25 marzo 2011 at 12:25

Se continuiamo così si virà meno e male a mio avviso

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vichingo
Scritto il 25 marzo 2011 at 12:50

il punto 5 è il più importante. Non ci basta respirare le famigerate polveri sottili, pm10 e altre sigle, che ci scatenano malattie polmonari gravissime, mangiare cibi ricchi di conservanti, coloranti che ci portano altrettante gravi malattie dell’apparato digerente, non basta l’esposizione continua a onde elettromagnetiche di cavi elettrici, telefonini, televisori, computer, ecc.; tutto questo elettromagnetismo poteva essere evitato, ad esempio interrando i cavi, anziché costruire tralicci o antenne sui condomini, causando a molte persone la leucemia e altre patologie, la lista potrebbe continuare a lungo…………………………il nucleare si aggiunge al disastro di cui sopra con danni irreparabili alle persone e all’ambiente. Le tecnologie “pulite” ci sono da più di cento anni, quale capitalista illuminato si offre per farle decollare? E’ inutile fare il filantropo “una tantum” per lavarsi la coscienza, occorrono decisioni più marcate per dare inizio alla vera rivoluzione in campo energetico.

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hironibiki
Scritto il 25 marzo 2011 at 14:18

vichingo,
Ma le cose non cambieranno.. Te lo immagini l’Enel che spende miliardi per eliminare i tralicci e interrare i cavi? No.. Non ce la vedo, molto meglio lasciare le cose come stanno (magari tralicci accanto ad asili/scuole) e fare utile con lauti dividendi piuttosto che investire in salute.
Che mondo schifoso.

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hironibiki
Scritto il 25 marzo 2011 at 14:24

http://milano.corriere.it/milano/gallery/milano/03-2011/corteo/2/corteo-25-marzo_b1f0a1ce-56d7-11e0-847d-b307f7e234b2.shtml#1

EHEH QUesta rende bene l’idea delle banche :mrgreen:

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lampo
Scritto il 25 marzo 2011 at 14:40

vichingo: il punto 5 è il più importante. Non ci basta respirare le famigerate polveri sottili, pm10 e altre sigle, che ci scatenano malattie polmonari gravissime

Su questo ho letto che proprio l’UE ha finanziato una ricerca per verificare gli effetti sulla salute delle polveri sottili, in particolar modo per quelli inferiori ai PM10.
L’iniziativa nasce da un’aumento dell’incidenza delle malattie in zone con alta concentrazione di particolato (in particolare al di sotto del PM10).
Mi ricordo che c’era già una rilevazione della diminuzione della longevità rispetto alle statistiche precedenti, in particolar modo nella pianura padana. Peccato… che in Italia si è fatto poco per disincentivare l’utilizzo di combustibili a basso particolato (es. evitare il diesel… che per esempio in Giappone… non sanno neanche cosa sia o quasi).

mangiare cibi ricchi di conservanti, coloranti che ci portano altrettante gravi malattie dell’apparato digerente

Siamo (o eravamo) il paese con la migliore e più varia cultura eno-gastronomica.
Forse ci vuole un po’ di educazione alimentare, insegnare a cucinare le migliaia di specialità regionali (che si fanno anche semplicemente… personalmente mi piace cucinare) e soprattutto leggere le etichette quando compriamo un prodotto al supermercato (molti cibi spazzatura sparirebbero dal commercio nel giro di poco tempo).

Le tecnologie “pulite” ci sono da più di cento anni, quale capitalista illuminato si offre per farle decollare?

Questa è una bella domanda. Il problema è che costano… e quindi ci vuole partecipazione popolare…
Il secondo problema è che sono tecnologie individuali, cioè utilizzabili direttamente dal singolo… e i vecchi gruppi industriali energetici e petroliferi come mantengono i loro profitti?
Quando si troverà una soluzione alla risposta di questa domanda… decolleranno (pensate solo a chi compra i brevetti di molte soluzioni di immagazzinamento energetico… e li lascia nel cassetto… in attesa del momento adatto, tipo le batterie).

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vichingo
Scritto il 25 marzo 2011 at 15:23

L’energia, come la salute, devono essere sotto il controllo di qualcuno. Pensa, invece, quanto è più democratico, sul piano energetico
essere autonomi, o quasi. Riferendomi, in particolare al fotovoltaico, spero che questa tecnologia decolli veramente, abbattendo i costi grazie alla ricerca, consentendo a tutti di poterne usufruire. Invece del conto energia, i nostri legislatori potrebbero proporre una forte detrazione, anche oltre il 55% da recuperare in cinque anni.

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lampo
Scritto il 25 marzo 2011 at 15:35

Vediamo… se avrò tempo proverò ad analizzare anche questo aspetto. Comunque non è che gli incentivi siano la panacea. Prova a chiederti come mai gli impianti fotovoltaici chiusi (nel senso che non immettono sul mercato l’energia superflua ma la immagazzinano in semplici batterie tipo auto) non godono degli incentivi…

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hironibiki
Scritto il 25 marzo 2011 at 16:05

INTANTO IN GIAPPONE:

15.49. Serio allarme sulle condizioni della centrale nucleare di Fukushima. Secondo quanto riportato dall’Asahi Shimbun, che ha a sua volta citato il Japan NRC, il livello di allerta è stato aumentato dal 5 (che significa incidente con più ampie conseguenze) a 6 “Grave incidente”. Manca dunque un gradino al livello di pericolosità 7 attribuito al disastro di Chernobyl. Quanto è peggio è che alcuni esperti ritengono che il livello arriverà a 7 nell’arco di due settimane.

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hironibiki
Scritto il 25 marzo 2011 at 16:06

Mi sa che ormai è fuori controllo :cry:

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Scritto il 25 marzo 2011 at 18:05

…intanto questo post è ai vertici della categoria ECONOMIA di Wikio. Complimentissimi all’autore!!!! :D

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lampo
Scritto il 25 marzo 2011 at 18:10

Dream Theater,

Grassie… quasi quasi sono orgoglione… della cosa. 8O Non bisogna mai illudersi.

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gainhunter
Scritto il 25 marzo 2011 at 19:12

vichingo,

Esistono degli impianti fotovoltaici autonomi (senza allacciamento all’Enel), e i costi per un impianto che possa soddisfare i miei consumi attuali (700 euro di bolletta Enel all’anno) costa da 35000 a oltre 50000 euro, e quindi si ammortizza in oltre 40 anni (e l’impianto ne dura 20)…
Ho fatto anche dei calcoli sugli impianti fotovoltaici collegati alla rete, senza calcolare gli incentivi e supponendo di vendere l’elettricità alla tariffa che si paga all’Enel (0.18-0.20 euro/kwh), e in questo caso l’impianto si ammortizza in almeno 25 anni. Considerando gli incentivi, il pareggio si raggiunge in circa 10 anni. E allora perchè il fotovoltaico non decolla?
Secondo me i motivi sono questi:
1) troppa burocrazia
2) poca pubblicità
3) sfiducia nel GSE (chi garantisce che i kwh prodotti vengano riconosciuti al 100%?), e infatti ci sono lamentele in questo senso
4) scarsa trasparenza/poca informazione su: smantellamento dei pannelli dopo i 20 anni, costi di manutenzione (pulizia) dei pannelli, costi di assicurazione e finanziamento
5) scarsa volontà di anticipare 15000-20000 euro o fare un finanziamento

E in più la domanda che mi faccio è: ma se è così conveniente il fotovoltaico, perchè l’Enel non fa contratti del tipo “io ti monto i pannelli solari gratis, tu non paghi l’elettricità fino a X euro annuali, e tutta l’elettricità prodotta in eccesso va a finire nella mia rete senza che io ti riconosca alcunché”?

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mattacchiuz
Scritto il 25 marzo 2011 at 19:44

attaulmente il fotovoltaico non è conveniente, e temo pure che sia, almeno se si considerano le tecnologie normali, non energeticamente conveniente. questo vuol dire che se uso 1 litro di petrolio per realizzare il pannello, i supporti, la realizzazione dell’impianto, allora nel corso della sua vita quello che restituisce è inferiore al litro di partenza… . praticamente è l’ennesimo spreco. il fatto stesso che senza incentivi non stia in piedi, è indice del fatto che fisicamente, ad ora, è energeticamente sconveniente. senza considerare poi lo smaltimento di kilometri e kilometri quadrati di pannelli…
va un pò meglio con i concentratori, ma senza sole diretto, zero energia. di fatto, si dovrebbe quintupplicare le dimensioni dell’impianto per garantire continuità e stoccaggio… e probabilmente ancora non ci saremo in terimini di stabilità della rete e cose simili…

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mattacchiuz
Scritto il 25 marzo 2011 at 19:51

e poi il dimensionamento… se piovesse per 14 giorni? servirebbe un impianto,considerando 8 ore di sole al giorno, almeno grande quasi 50 volte di più rispetto alla sua potenza di picco, e se i giorni diventano 15,tutti al buio…
in realtà i conti bisogna farli a partire dalla radiazione solare. questa porta sulla terra, se non erro, circa 70mila volte la quantità di energia che utilizziamo… non è poco, ma neanche tanto… considerando efficienze di trasformazione, considerando il fatto che la stragrande maggioranza del suolo deve essere radiata affiché le piante, gli animali e gli uomini possano crescere, considerando il fatto che i 2/3 del globo sono acqua, di quei 70 mila rimane davvero poco… e ricordatevi che pure l’energia eolica è energia solare…

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mattacchiuz
Scritto il 25 marzo 2011 at 19:53

purtroppo il nucleare e le sue evoluzioni sono fondamentali, oppure decidiamo, cosa che è la mia preferita, di rallentare. pesantemente.

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mattacchiuz
Scritto il 25 marzo 2011 at 19:54

certo, fondamentale con le tecnologie attuali. se un giorno capiremo come sfruttare i “raggi cosmici” magari le cose saranno diverse, ma per ora, di concreto oltre ai combustibili ( tra cui il nucleare ) rimane forse e in minima parte il geotermico, se dovessimo pensare di produrre tutto da fonti alternative.

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lampo
Scritto il 25 marzo 2011 at 20:37

mattacchiuz: purtroppo il nucleare e le sue evoluzioni sono fondamentali, oppure decidiamo, cosa che è la mia preferita, di rallentare. pesantemente.  

Condivido… ma ti rendi conto che vuol dire rimettere in discussione tutto il sistema economico attuale e soprattutto il mercato del lavoro. Cosa mettiamo a fare la gente… oppure dobbiamo lavorare tutti meno ore alla settimana… e pensa a mettere d’accordo tutte le nazioni… soprattutto i paesi emergenti

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mattacchiuz
Scritto il 25 marzo 2011 at 20:58

:-) lo so che da questo punto di vista le cose non tornano, e allora bruciamo tutto il combustibile possibile, e poi cmq impizziamo l’atomo! :-)

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lampo
Scritto il 25 marzo 2011 at 21:15

mattacchiuz,

Vediamo se con la terza parte… riesco a convincerti che quello che avviene è proprio come dici tu :wink::wink:

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gainhunter
Scritto il 25 marzo 2011 at 21:19

mattacchiuz,

Quindi il settore del fotovoltaico è l’ennesima bolla, che sta in piedi solo grazie agli incentivi statali (che paghiamo noi in bolletta). La speranza è che serva, tramite gli investimenti in ricerca dei produttori di pannelli, a continuare il miglioramento dell’efficienza e la riduzione dei costi fino a renderli convenienti anche senza incentivi.
Dal punto di vista energetico, effettivamente, bisognerebbe confrontare per esempio una centrale idroelettrica che produce x kwh e serve y abitanti con l’ipotetica installazione di pannelli solari su tutte le abitazioni servite…
Il bello del fotovoltaico è che coinvolge gli abitanti facendoli compartecipi della produzione di energia, ma a parte questo?

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gainhunter
Scritto il 25 marzo 2011 at 22:01

mattacchiuz: purtroppo il nucleare e le sue evoluzioni sono fondamentali, oppure decidiamo, cosa che è la mia preferita, di rallentare. pesantemente.  

Ci sono delle case ecologiche che sono quasi autonome, soprattutto per quanto riguarda il riscaldamento e il condizionamento, e costano un 20-30% in più. Questo è un modo per diminuire i consumi. Il telelavoro è un altro, così come la coltivazione di un orto. Alternative, non rinunce. Sicuramente non basta, ma se applicato in massa può dare buoni risultati. 8)

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gainhunter
Scritto il 25 marzo 2011 at 22:06

Dimenticavo, un clap clap per Lampo. Post molto interessante, non mi sono addormentato :lol:

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smsj
Scritto il 25 marzo 2011 at 22:11

Per il genere umano giocare con l’energia nucleare è da FOLLI.
E non dovrebbe servire la lezione di quanto accaduto in Giappone per rendersene conto.
Chi sostiene la necessità dell’energia atomica e mette a repentaglio la salute di chi non ne vuole sapere, in caso di incidente nucleare dovrebbe essere da questi ultimi incriminato per genocidio.
L’UOMO NON HA BISOGNO DI ENERGIA NUCLEARE.
NUCLEARE=MORTE
e Dio ci scampi dai tecnici sapientoni.

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gainhunter
Scritto il 25 marzo 2011 at 22:26

Il Giappone insegna che le centrali nucleari vecchie in zona sismica vicino all’oceano, in presenza di corruzione, sono molto pericolose.
Chi prende questo incidente come prova della pericolosità del nucleare fa solo demagogia: se il nucleare è pericoloso va dimostrato in altro modo.
A scanso di equivoci, io non sono schierato a favore del nucleare, in questo momento sto solo cercando di farmi un’idea.

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gainhunter
Scritto il 25 marzo 2011 at 22:34

Si può dire che i danni derivanti da un incidente nucleare possono essere enormemente maggiori rispetto a altri sistemi di produzione di energia, in cui invece sarebbero sicuramente circoscritti a una certa area.

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smsj
Scritto il 25 marzo 2011 at 22:37

gainhunter,

Non credo tu ti riferisca al mio commento tacciandomi di demagogia.
Infatti PRIMO avresti replicato a me e non con un commento generico.
SECONDO avrai certamente notato che ho scritto “non dovrebbe servire la lezione di quanto accaduto in Giappone per rendersene conto” ecc..

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lampo
Scritto il 25 marzo 2011 at 22:42

gainhunter,

grazie :P

smsj@finanza,

allora… non devo pubblicare la prossima parte 8O :wink:

più che il mio intento era proprio di creare un’idea … dalla quale partire ognuno autonomamente per i propri ragionamenti e decisioni.

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smsj
Scritto il 25 marzo 2011 at 22:46

Riflettete: NESSUNO, neppure i tecnici nucleari più accaniti e preparati escludono al 100% la possibilità di un incidente ad una centrale nucleare, per eventi naturali, terroristici, ecc ecc.
Quindi, visto che va di moda parlarne in finanza, un cigno nero può sempre verificarsi.
Nel dubbio, perchè correre questo rischio?
Per produrre qualche milione di ca**ate in più?

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smsj
Scritto il 25 marzo 2011 at 22:56

lampo,

No no Lampo, anzi, è molto interessante la tua analisi.
Sono io che sono un pò veemente su certi argomenti:
credo che il gioco non valga la candela e che l’atomo bisognava lasciarlo stare già molti anni fa, altro che uso pacifico dell’energia nucleare.
Ma si sa, senza energia il pil non cresce..

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gainhunter
Scritto il 26 marzo 2011 at 00:55

smsj@finanza,

Il mio commento è indirizzato a chi prende Fukushima come scusa per dire che non bisogna investire in nuovi impianti nucleari o che bisogna dismettere tutte le centrali nucleari e passare a altre fonti di energia, senza dare motivazioni circostanziate. Poi ognuno valuta se rientra o meno tra i destinatari del commento, anche perchè in un forum o su un blog spesso capita di fraintendersi.

Un matematico direbbe che Fukushima è l’eccezione che conferma la regola che le centrali nucleari sono sicure, perchè non è bastato un terremoto di magnitudo 9, da solo, per creare danni, ma è stato necessario che la centrale fosse molto vecchia e non in regola.
Uno pratico direbbe che anche una sola eccezione ucciderebbe troppa gente, e che finchè c’è corruzione il nucleare è meglio accantonarlo.

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mattacchiuz
Scritto il 26 marzo 2011 at 08:04

vi faccio un esempio.

un vecchio pendolino consumava quasi 6 Mwh ( 6 megawattora ) di energia elettrica.
questo vuol dire che in un ora di funzionamento ( suppongo al massimo di potenza disponibile ) questo si succhia l’energia prodotta da una centrale da almeno 6 megawatt).
Più o meno ( più meno che più ) un litro di gasolio contiene 10 kwh ( kilowattora ).
il problema adesso è trasformare l’energia chimica contenuta in 1 litro di gasolio in energia elettrica da immettere in rete e far giungere al pendolino. Ci sono per questo delle centrali che, nella migliore ipotesi, hanno efficienze dell’ordine del 55% -57%. prodotta sta corrente va immessa in rete e spedita dove serve, e se ne perde pure li di energia, ma facciamo finta di nulla.
alla fine, il 43% – 45% dell’energia disponibile in un litro di gasolio finisce per essere inutilizzabile.
questo implica che per far funzionare un ora un pendolino, servono:
6000 kwh ( 6 megawatt) / [ 10 kwh ( energia contenuta in un litro di gasolio) * 0.57 (Efficienza )]=
1050 litri di gasolio.
non male per far funzionare solo un pendolino… consuma quasi come un aereo da guerra sparato al triplo della velocità ( le potenze e quindi i consumi dipendono come il CUBO della velocità: raddoppiare le velocità a parità di tutto il resto implica moltiplicare per 8 le potenze… ).

per far funzionare lo stesso pendolino, se volessimo e pensassimo di poterlo fare con pannelli fotovoltaici con efficienza del, per essere buonissimi, 10% lungo tutte le otto ore di funzionamento giornaliere, servirebbe un campo fotovoltaico di 60000 metri, 5 volte un campo da calcio e funziona solo un treno… quando c”è il solo a picco, non ci sono nuvole o nebbia o smog, la temperatura dell’aria è sufficientemente bassa da mantenere il pannello nelle condizioni di massima efficienza.
questo vuol dire che se mi chiedessero di dimensionare un campo solare per rendere indipendente un pendolino, e permettergli di viaggiare 24 ore su 24 supponendo che debba anche essere autonomo per 14 giorni senza che il sole splenda in cielo, allora dovrei fare un campo di circa ( CIRCA ma temo siano molti di più ) 3 milioni di metri quadri. e non venitemi a dire che se a milano piove a roma splende il sole, perchè proprio una cosa simile non può nemmeno essere considerata se si vuole la certezza che quello funzioni.

ora non ci resterebbe che assicurare energia a tutti gli altri treni, pendolini, tram, industrie aziende case ospedali macchine elettriche, batterie etc etc etc… forse tappezzando le terre emerse, tutte le terre emerse, avremmo risolto il problema. guardate che sono conti fatti al volo, se volete possiamo farli in maniera più precisa, ma le dimensioni sono più o meno quelle.

l’eolico funziona un pelo meglio, poichè sfrutta l’energia solare un pò più concentrata. ma energia solare è. il motore dei venti sono i gradienti barici a loro volta indotti da differenti temperature in differente zone dell’atmosfera e della superficie terreste. in questo senso, solo poche zone di un paese ( un paese può essere più fortunato di un altro… ) si prestano ad ospitare questo tipo di impianti. il vento in pratica “raccoglie” l’energia termica lungo il suo cammino e la scarica sulle pale dell’aerogeneratore. ma se quest’ultimo avesse anche una buona efficienza ( e in genere non ce l’ha ) è il vento che non è un buon veicolo energetico, in quanto di tutta la radiazione solare che incide sulla terra, ne raccoglie e ne “trasporta” solo una minima frazione, altrimenti avremmo ovunque venti stile cicloni tropicali… .

l’idreolettrico ancora una volta è energia solare. la radiazione permette all’acqua di evaporare e ricadere poi sotto forma di pioggia in alta montagna. è un pò come il vento, solo che invece che aria, si sposta acqua ( vapore ). ovviamente le zone adatte per l’idroelettrico si contano sulle dita di due mani e un piede… . rimane l’unica fonte del genere che può essere pianificata attraverso la costruzione di dighe o canalizzazioni.

la verità ragazzi miei, è che o si riducono drasticamente i consumi, o tutto il sole del mondo non sarà sufficiente ( non sò quali tecnologie esisteranno fra 100 anni, ma rimane il fatto che si parte dalla radiazione solare e questa NON DIPENDE DALLA TECNOLOGIA )

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gainhunter
Scritto il 26 marzo 2011 at 10:00

mattacchiuz,

Molto interessante.
Capisco che il fotovoltaico da solo non può certo sostituire altre fonti di energia più efficienti.
Però supponiamo che io faccia un campo fotovoltaico di 3 milioni di mq, se piove il pendolino ha autonomia di 14 giorni, ma i giorni che non piove io produco energia in eccesso da 3 milioni meno 60000 mq di pannelli, energia che utilizzo per altri scopi (quel giorno muoverò altri 49 pendolini, risparmiando 51000 litri di gasolio). Ma quanto gasolio è stato consumato per produrre 3M mq di pannelli, e quanti sono i giorni di pieno sole per tutta la durata dei pannelli? E’ troppo complicato per me rispondere a queste domande :( , ma qui si può avere un’idea della convenienza energetica o meno del fotovoltaico.
L’altra cosa che non mi quadra con il tuo ragionamento è il fatto che sul tetto di una casa c’è spazio sufficiente per montare un impianto fotovoltaico che soddisfi interamente il fabbisogno di energia elettrica di quella casa (al di là della convenienza economica), usando il sistema di scambio di energia per risolvere il problema delle giornate non soleggiate. Se tutte le case montassero un impianto fotovoltaico, il fabbisogno energetico residenziale sarebbe in buona parte (escludendo i condomini) prodotta dal sole, o no?

Per quanto riguarda la tecnologia, io punterei a quella che permette di abbattere i consumi. :wink:

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vichingo
Scritto il 26 marzo 2011 at 10:53

Potrebbe essere interessante anche un mix di fotovoltaico e minieolico, parlando sempre per uso domestico. Di notte, quando non c’è il sole un po’ di vento c’è sempre. C’è un’azienda, quotata in borsa, Pramac, che si è specializzata nel minieolico
http://www.google.it/url?sa=t&source=web&cd=5&sqi=2&ved=0CE0QFjAE&url=http%3A%2F%2Fwww.ilsole24ore.com%2Fart%2FSoleOnLine4%2Fdossier%2FEconomia%2520e%2520Lavoro%2Frisparmio-energetico%2Fbusiness%2Fpramac-minieolico.shtml%3Fuuid%3D1493624c-0be5-11df-adf8-8d38f33e66af%26DocRulesView%3DLibero&ei=D7aNTbm9OoWAOtnElKEC&usg=AFQjCNHKjufvXN629Qi_LthEkTjBWFYVrg&sig2=VeJDxMhIUXSoQwPudwn6Tw
comunque grossi problemi per lo smaltimento dei pannelli solari non ne vedo, essendo il silicio un minerale che si trova anche nella sabbia, il resto è riciclabile, mentre le scorie radioattive dove le mettete?

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mattacchiuz
Scritto il 26 marzo 2011 at 13:32

gainhunter: Se tutte le case montassero un impianto fotovoltaico, il fabbisogno energetico residenziale sarebbe in buona parte (escludendo i condomini) prodotta dal sole, o no?

in generale se piove a milano e a bologna c’è il sole, potrebbe anche essere che lo scambio sia sufficiente, altrimenti se piove a milano bologna e roma… ciccia! :-)
fai conto che l’enel, se non sbaglio, considera il consumo medio per un’abitazione pari a circa 1.2 kwh, mentre il picco sono circa 3 kwh ( se li superi, ti salta il “contatore” e lo devi riaccendere manualmente ).
una buona idea sarebbe quindi dimensionare un impianto domestico per 1.2 kwh, pari circa a 10 mq di pannelli. allora durante il picco, la produzione è buona e soddisfa il tuo 1.2 kwh, quando piove o ci sono le nuvole invece produce 0.1 kwh, se ti va bene. se moltiplichi tutto questo per città intere, rischi pure di destabilizzare le reti elettriche nazionali, e avresti cmq bisogno di turbogas di backup… non so che senso abbia, se non rubare qualche soldo con gli incentivi.
ripeto, da questo punto di vista tutto dipende dalle tecnologie, ma solo per i consumi delle case private:1 pendolino = 5000 case… in termini di potenza, tralasciando amperaggi e voltaggi…

vichingo: otrebbe essere interessante anche un mix di fotovoltaico e minieolico,

si bello, ma vale il discorso di prima, anche se per me l’eolico è il migliore… il minieolico dovrebbe in certe situazioni essere reso obbligatorio e interamente spesato: tu in rete immetti solo quello che non consumi, ma l’impianto ti viene regalato dallo stato. per il resto non ci guadagni nulla, se si rompe te lo ripari a spese tue, oppure assorbi corrente e la paghi. altro che incentivi: sono alla fine il solito trasferimento di ricchezza, e per quei quattro privati che si sono fatti un impianto da 20 mila euro, ci sono aziende già ricchissime che si sono fatti impianti da megawatt, tutti interamente pagati, per i prossimi 20 o 30 anni, da noi, più del doppio di quel che valgono e 4 volte quel che producono. per me è uno schifo.

vichingo: comunque grossi problemi per lo smaltimento dei pannelli solari non ne vedo, essendo il silicio un minerale che si trova anche nella sabbia, il resto è riciclabile, mentre le scorie radioattive dove le mettete?  

il problema non è lo smaltimento del silicio, si sono pannelli pure in cadmio… il problema che serve energia anche nello smaltire: dal camion che viene a casa alla gru che va sul tetto, alle operazioni vere e proprie di smaltimento o di rimessa in opera… sono tutti litri e litri di gasolio che si bruciano. in un conto serio, va tenuto in considerazione anche questo. poi magari i pannelli funzioneranno per 100 anni, e allora in quel caso possiamo trascurarlo :-)
forse col solare a concentrazione le cose sono migliori, anche se aumentano i costi di realizzazione in quanto serve la cinematica e i controllori.
le scorie radioattive le si affossano subito uscita dal mar rosso… io non lo so se sono per il nucleare o meno, ma di sicuro vieterei ad esempio le miriadi di led presenti nei dispositivi, vieterei lampadari con più di 2 lampadine, vieterei ti acquistare più di un cellulare ogni 2 anni, etc etc etc… non so se gli altri sarebbero felici…
in ogni caso, la cosa migliore rimane il solare termico, che è guarda caso anche la cosa che il sole sa fare meglio: riscaldare! :-)

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gainhunter
Scritto il 26 marzo 2011 at 22:05

mattacchiuz: una buona idea sarebbe quindi dimensionare un impianto domestico per 1.2 kwh, pari circa a 10 mq di pannelli. allora durante il picco, la produzione è buona e soddisfa il tuo 1.2 kwh, quando piove o ci sono le nuvole invece produce 0.1 kwh, se ti va bene. se moltiplichi tutto questo per città intere, rischi pure di destabilizzare le reti elettriche nazionali, e avresti cmq bisogno di turbogas di backup… non so che senso abbia, se non rubare qualche soldo con gli incentivi.

E’ chiaro che se si pretende di usarlo come unica fonte di energia poi quando è nuvoloso manca la corrente. :-)
Supponiamo invece di montare un impianto da 20 mq su ogni casa: nelle giornate di pieno sole metà consuma e metà immette nella rete, nelle giornate nuvolose invece preleva praticamente tutta la corrente dalla rete. Se in un anno ci sono 180 giorni di sole e 180 giorni nuvolosi, di fatto il fabbisogno di corrente delle case è stato prodotto con il fotovoltaico, senza occupare terreni che non siano già occupati dalle abitazioni. Non abbiamo certamente eliminato l’altra fonte di energia (nucleare, idroelettrica, eolica, gas, ecc.), che ci sarebbe in ogni caso per dare energia alle aziende e al pendolino :P , ma il senso è che possiamo evitare di costruire una centrale in più o di comprare energia da altri, e quindi sfruttiamo di meno le risorse idriche oppure abbiamo meno scorie da smaltire, oppure diamo meno soldi a Gheddafi o a Putin, meglio darli agli italiani attraverso gli incentivi. :lol:
Poi su come sono stati concepiti e elargiti, stendiamo un velo pietoso…

E a proposito di smaltimento, è vero che per smaltire tutti i pannelli servono tonnellate di gasolio, ma servono anche per costruire e far funzionare quelle centrali che si eviterebbero con il fotovoltaico, e nel caso del nucleare anche per sotterrare le scorie.

mattacchiuz: in ogni caso, la cosa migliore rimane il solare termico, che è guarda caso anche la cosa che il sole sa fare meglio: riscaldare! :-)

Senza dubbio :wink:

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nervifrank
Scritto il 27 marzo 2011 at 20:47

gainhunter: [email protected],
Il mio commento è indirizzato a chi prende Fukushima come scusa per dire che non bisogna investire in nuovi impianti nucleari o che bisogna dismettere tutte le centrali nucleari e passare a altre fonti di energia, senza dare motivazioni circostanziate. Poi ognuno valuta se rientra o meno tra i destinatari del commento, anche perchè in un forum o su un blog spesso capita di fraintendersi.Un matematico direbbe che Fukushima è l’eccezione che conferma la regola che le centrali nucleari sono sicure, perchè non è bastato un terremoto di magnitudo 9, da solo, per creare danni, ma è stato necessario che la centrale fosse molto vecchia e non in regola.
Uno pratico direbbe che anche una sola eccezione ucciderebbe troppa gente, e che finchè c’è corruzione il nucleare è meglio accantonarlo.  

Nessun matematico sosterrebbe che l’eccezione confermi la regola. L’eccezione semmai la falsifica.
E’ un fondamento universalmente riconosciuto del metodo scientifico.

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hironibiki
Scritto il 28 marzo 2011 at 08:47

Bellissime le vostre analisi ma avete dimenticato un fattore secondo me molto importante. Supponiamo che di botto tutti passassero al fotovoltaico. La domanda crescerebbe di quanto.. diciamo del 1000% (dato a caso)? Le estrazioni di silicio ecc non ci starebbero dietro e il prezzo del materiale schizzerebbe alle stelle, così come il rame ecc ammesso che un tale aumento non ne implichi anche l’esaurimento.. No no no la soluzione migliore è e rimane secondo me quella di abbassare la produzione, ridimensionare e utilizzare meglio le risorse che abbiamo già. Ve lo immaginate se anche la Cina, India e paesi emergenti iniziassero magari a costruire centrali nucleari per aumentare ancora di più la produzione? Beh meno male che questa crisi ha rallentato la produzione di tutta la fuffa che alla fine tale rimane.
Chissenefrega se esce l’Ipad 2 o l’Iphone 5.. Ragazzi qui stiamo parlando della nostra salute, del nostro pianeta.. Di noi insomma. Però l’uomo è avido e come detto nei commenti il Pil non crescerebbe..

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gainhunter
Scritto il 28 marzo 2011 at 12:52

nervifrank:
Nessun matematico sosterrebbe che l’eccezione confermi la regola. L’eccezione semmai la falsifica.
E’ un fondamento universalmente riconosciuto del metodo scientifico.  

E menomale, a me lo dicevano a scuola e io pensavo “che ca**ata” :mrgreen:

hironibiki@finanza,

Infatti secondo me l’ideale è un mix di fonti (sia tradizionali, sia rinnovabili) e considero giusta la riduzione degli incentivi al fotovoltaico perchè il settore è totalmente drogato. Puntare al fotovoltaico residenziale sarebbe possibile, evitando anche gli sfruttamenti che ci sono oggi da parte di quelle grosse aziende che guadagnano migliaia di euro dagli incentivi che paghiamo noi.
Il problema di rallentare e ridimensionare i consumi è che non è realizzabile perchè non può essere imposto, per cui resta, secondo me, un’utopia. Dovrebbe esserci qualche evento disastroso (niente a confronto dello tsunami, del nucleare o della crisi attuale) per far prendere coscienza alla gente. L’alternativa è ridurre i consumi aumentando l’efficienza dei prodotti (motori turbo con cilindrata ridotta, come stanno facendo alcune case automobilistiche, case “ecologiche” con sistemi di riscaldamento e raffreddamento autonomi, ecc.).
Intanto però si possono diversificare le fonti…

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