La grande Illusione dei mercati

Scritto il alle 10:25 da [email protected]

Un Bull market non può durare all’infinito. Come pure una politica monetaria espansiva. [Guest post by Briz]

1) Assistiamo ad un bull market (Italia e Spagna escluse) che è iniziato ad aprile 2009 e sta per concludersi come ciclo espansivo delle borse. I cicli espansivi delle borse (controllate pure se volete) non durano mai oltre i 4/5 anni.

2) differentemente dagli altri bull market questo si è retto solo ed esclusivamente su droga finanziaria, un rialzo targato Fed. L’unico periodo simile è stato quello del 2001/2006, quando Greespan, anche a causa dell’attacco alle torri gemelle, lavorò pesantemente coi i tassi e contribuì a fare lievitare la bolla immobiliare e determinò l’inizio della catastrofe.

3) essendo questo ultimo bull market di carattere esclusivamente finanziario, completamente scorrelato all’economia reale (come era sempre avvenuto negli altri cicli) esso stesso verrà “assassinato” dal suo stesso “protettore”.

4) facilmente l’America entrerà in una fase di forte contrazione, se non addirittura di recessione, in quanto le politiche espansive delle Fed hanno impedito che si cercasse una strada virtuosa e reale ed ha provocato un adagiamento generale. In pratica tutto si è retto sui rialzi azionari, gli utili stessi delle società si sono basati sul sostegno della finanza, come pure le banche che hanno aumentato gli utili da trading e niente altro.

5) Il rinvio del tapering è stata una pessima mossa perchè ha creato maggiore incertezza ed infatti l’entusiasmo (differentemente dalle altre volte) si è spento subito. Il paradosso è che, fino al 19 settembre, un modesto tapering (10/15 miliardi di dollari) non avrebbe causato nessuno scossone, sarebbe stato dato per scontato e forse ci sarebbe pure stato un rialzo più genuino. Ora, dopo questa mossa, anche solo 5 miliardi potrebbero innescare il primo panico, perchè per la prima volta prenderebbe forma l’exit strategy. Per dirla tutta, dopo il 19 settembre, è presente una falsa convinzione che la Fed continuerà a lungo. Ma non sarà così!!!

6) L’Europa contrariamente alle parole (inattendibili) di Draghi ritornerà a soffrire, proprio a causa della Grecia, dell’Italia e della Spagna. E non sappiamo ancora gli effetti che potranno produrre le mosse del Giappone. Se il Giappone non riuscirà a creare inflazione nel 2014 potrebbe davvero essere un grosso problema.

7) abbiamo avuto una forte espansione sull’azionario grazie anche alla notevole forza delle commodity, che ha creato un inevitabile surriscaldamento su tutto il sistema e che sarà anche un attore importante nel pesante ribasso che ci sarà nel 2014.

8 ) fino a pochi mesi fa tutti erano convinti (Draghi stesso) che le banche avrebbero restituito i soldi alla Bce. Invece, stando alle ultime dichiarazioni di Draghi, la Bce è pronta (in caso di bisogno) a fare ripartire un altro LTRO. Questo dovrebbe farci riflettere sulle condizioni delle banche e sulla totale mancanza di denaro nel circuito dell’economia reale. In pratica una vera e propria ammissione di fallimento della politica monetaria. Il problema è che ad ogni fallimento (testimoniato coi fatti) delle politiche delle banche centrali fa seguito una cura con le stesse medicine che hanno provocato la cronicizzazione della patologia. La stessa Fed ha dovuto riconoscere (con una terza revisione al ribasso delle stime di crescita) che l’economia americana continua a stentare. In pratica tutto si è retto su Wall Street mentre Main Street è restata al palo. Leggetevi questo interessante articolo: 

Nessuno vuole negare che l’intervento della Bce ha contribuito a raffreddare la speculazione tra il 2011 ed il 2012, ci mancherebbe. Il problema è che tutto ciò non ha generato un processo virtuoso.

Anche in merito alla Fed non è mia intenzione negare che il primo e (forse) anche il secondo QE possano essere serviti per evitare un crack che sicuramente andava evitato. Ma il terzo QE è stato una decisione dissennata, nella tempistica e nei modi. Nella tempistica perchè non era presente nessun surriscaldamento sul sistema finanziario e l’economia stava progredendo pari pari a come è poi progredita successivamente alla decisione. Nei modi perchè la Fed non solo ha immesso denaro ma si è pure fatta carico di recuperare tutto il tossico presente in giro, arrivando a decidere di stampare il doppio degli altri due QE. A tutto questo aggiungiamo la decisione di settembre…addio. Quindi cerco di osservare con equIlibrio i vantaggi che inizialmente ci sono stati (perchè ci sono stati, inutile negarlo), ma ora tutto ciò sta portando dritti a conseguenze catastrofiche per un futuro non lontano.

Borsisticamente c’è ancora spazio per una tenuta dei listini, che tra alti e bassi potrebbero vedere nuovi massimi anche entro la fine del 2013. Per il momento siamo in una fase di “anestetizzazione” e quindi non vedo grandi crolli. Fare molta attenzione successivamente.

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1 commento Commenta
ivegotaces
Scritto il 5 ottobre 2013 at 11:19

Illusione o no io non mi trovo a mio agio ad essere investito al 100% in un’asset che flirta con i massimi storici. Non mi piace fare mille parole, mi baso sulle valutazioni, e sostengo ancora semplicemente che alleggerire – quindi non vendere tutto in una volta – le posizioni sulle borse (mi riferisco a quelle zeppe di multinazionali dedite ad un buy back selvaggio) e aumentare l’esposizione – quindi non comprare tutto in una volta – sulle asset class che sono in difficoltà tipo materie prime (oro in particolare) sia in questo momento, ma lo era anche ieri e a mio avviso lo sarà dopodomani, una scelta saggia.

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