DIL: una piccola vittoria italiana

Scritto il alle 09:25 da Danilo DT

DIL= Debito Interno Lordo e Rassegna Stampa + link finanziari

In questo weekend ho seguito in “diretta” con il blog  le varie vicende. Potete vedere i due post “Siamo sicuri che va tutto bene?” e “ Asta marginale BCE: picchi causati dalle banche irlandesi” quanto è avvenuto con diversi commenti molto interessanti. Ma di una cosa non abbiamo ancora parlato, e questa volta si tratta di un piccolo e grande successo italiano. Si tratta dell’intervento e delle proposte di Giulio Tremonti.

Già in mattinata Tremonti aveva sottolineato che i paesi del G20 riuniti al vertice di Parigi «sono d’accordo» sull’inserire il debito privato fra gli indicatori per calcolare se un paese provoca squilibri. «Lo abbiamo sempre detto – ha aggiunto il ministro dell’Economia – non era interesse dell’Italia ma logica comune considerare che hai due tasche, se hai in un tasca il debito pubblico ma nell’altra il privato non puoi guardare una tasca dello stesso vestito e non anche l’altra». Il nostro paese , ha ricordato, «ha un grande debito pubblico ma anche un minimo debito privato, questa è la posizione giusta». (Source)

Un passaggio, questo, che deve essere visto da noi italiani come un bel successo. Significa che Tremonti ha avuto la benedizione del G20 su una tematica che, a questo punto, non potrà non essere considerata in ambito di discussione del nuovo patto di stabilità dell’Eurozona, un patto che nelle prossime settimane dovrà essere definito. Per l’Italia è un successo notevole perché significa andare (molto probabilmente) a limitare un rischio di austerity durissima (essendo la coperta decisamente corta). Scenario inevitabile se veniva considerato solamente il debito pubblico, che ci vede decisamente mal messi sia come importo complessivo e sia nel rapporto col PIL. Invece, ci sono buone probabilità che venga preso in esame il cosiddetto DIL, il debito interno lordo, composto da debito pubblico + debito privato. Il famoso debito aggregato, insomma. Il ragionamento è molto semplice: è sbagliato considerare solo deficit e debito pubblico. Occorre valutare tutto il debito per avere un quadro complessivo giusto ed affidabile. Anche perché, vedendo cosa sta avvenendo nel settore bancario, è chiarissimo il fatto che il debito è sempre debito, spostalo dove vuoi, trasformalo anche in  altri tipi di prodotti, riconfezionalo, impacchettalo, ma è sempre lì, e non si auto estingue. Riprendiamo qui sotto, cosa dice Oscar Giannino nel sul blog:

La risposta sta nel debito privato, soprattutto nella ricchezza lorda e finanziaria netta delle famiglie. Parametri sui quali l’Italia sta benissimo: gli italiani sono da sempre formiche, non cicale. Il nostro debito pubblico tocca il 118% del Pil ed è il quarto al mondo per ammontare (il terzo è quello tedesco, dall’anno scorso). Ma se lo valutiamo alla ricchezza finanziaria netta delle famiglie italiane, ammonta al 67% rispetto al 70% in Francia, al 94% in Spagna, al 195% in Irlanda, al 260% in Grecia. Se lo pesiamo sulla ricchezza lorda delle famiglie, comprendendovi cioè anche gli asset immobiliari, allora l’Italia ha un debito pubblico di poco superiore al 30%, Portogallo e Spagna stanno al 60%, Irlanda e Grecia sono oltre il 100 e il 200%. (Source)

Preferisco invece non parlare delle altre cose discusse al G-20. come sempre tante promesse, tanti bei propositi e tanto fumo. Ma per una volta, ammettiamolo, usciamo da un G-20 con più speranza e positività per la nostra Italia. E credo che tutti, in fondo, abbiamo bisogno di un po’ di speranza in un futuro che al momento nasconde ancora tempi cupi.

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15 commenti Commenta
Scritto il 21 febbraio 2011 at 09:38

Verissimo, non vorrei che fosse proprio quello il parametro su cui baseranno la riduzione PUBBLICA del debito…
Comunque bella tabella che ho trovato su Forbes:
http://www.forbes.com/global/2003/0526/030chart.html
Buona giornata

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mattia06
Scritto il 21 febbraio 2011 at 11:47

Mi verrebbe da dire molto bene, ma conoscendo i nostri politici lo userebbero per latitare sulla diminuzione del debito pubblico!!!!

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hironibiki
Scritto il 21 febbraio 2011 at 11:49

Non capisco… Scusate ma che significa il debito privato + debito pubblico? E’ chiare che se un’azienda (in questo caso Italia) contrae un debito non può avvalersi sugli operai (in questo caso i cittadini) per estinguerlo, perchè allora sarebbe rivolta sociale. Io lavoro e metto da parte come una formichina e poi arriva lo stato sorridendo e mi toglie il capitale faticosamente accantonato. O ancora l’immobile.. Ma è ASSURDO! Non si può calcolare la spesa in questo modo. Ragionando per azienda, è l’azienda stessa che dovrebbe sanare il deficit senza pensare di effettuare un prelievo fiscale epocale sui dipendenti.
Sbaglio? Non mi è chiaro questo concetto. Se è come l’ho capito allora è ASSURDO!

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l.b.chase
Scritto il 21 febbraio 2011 at 12:00

Scusami amico mio, ma io non capisco proprio cosa ci sia da esultare sulla soluzione tremorti, anche perchè il debito privato basso c’è stato anche fino ad oggi, ma non mi pare che per questo i conti siano andati migliorando, anzi, siamo proprio qui a parlare del problema che l’italietta avanti così non ci può andare. E allora senza la famosa austeriti drastica di cui parli tu, come possiamo cambiare radicalmente le cose? Soltanto sventolando il basso debito privato degli italiani?? Ma veramente gli speculatori sono così polli che si lasciano incantare da queste cose?

E comunque se mi permetti l’equazione, la sintesi di questo modo di pensare tremortiano è: gli italiani sono mediamente ricchi = SE LO STATO DEVE METTERSI IN PARI, SA DOVE PRENDERE I SOLDI…
E ti pare che sia molto diverso da imporre da subito un’austeriti drastica? A me pare che sempre lì si vada a parare…
La realtà è che sono un branco di sbandati che hanno perso completamente il controllo della situazione a forza di preoccuparsi di fottere a destra e sinistra…

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Lukas
Scritto il 21 febbraio 2011 at 12:09

Qui si continua a far finta di ignorare…..che il debito pubblico Italiano…..è finito in gran parte sui conti correnti degli italiani stessi……anzi di una parte degli italiani !!!

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l.b.chase
Scritto il 21 febbraio 2011 at 12:11

Lukas,

bravo! 10 e lode!

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Lukas
Scritto il 21 febbraio 2011 at 12:15

Dunque è del tutto logico assumere il debito pubblico italiano al netto di quanto finito nei conti di una parte degli stessi……..altri paesi invece sommano debiti pubblici ( inferiore al nostro )….con debiti privati….enormemente superiori !!!

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hironibiki
Scritto il 21 febbraio 2011 at 12:32

Allora io farei mettere le manine nel portafoglio a Silvio piuttosto che farle mettere su qualcos’altro.. Ah poi anche Marchy-one (con la cassaintegrazione), politici in generis (magari fare uno storno del 50% per abbattere i costi…) e così via :mrgreen:

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Scritto il 21 febbraio 2011 at 13:19

@ L.b.chase:

non è che esulto, ma respiro. tu forse non immagini cosa sarebbe accaduto se si prendeva come unico riferimento il rapporto debito pubblico /PIL. Significava un salasso devastante nel breve per il popolo italiano, a suon di tagli e aumento imposte. Era questo che volevo sottolineare. Poi siamo d’accordo su un dato: il debito è debito. Quindi…

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buf
Scritto il 21 febbraio 2011 at 13:23

Concordo anche io sul fatto che non si puo’ andare a sbandierare in Europa che il debito pubblico italiano è garantito in larga parte da tutti quei risparmiatori che da sempre comprano titoli di stato. Quindi se ad un certo punto la crisi fara’ si che qualche piccolo risparmiatore, bisognoso di soldi, decide di non rinnovare i propri titoli per far fronte alle spese…che succede?
E poi in questo modo come gia’ detto da qualcuno si da adito ai politici di stare “tranquilli” di non fare nulla e di rimanere rilassati. Invece devono avere il fiato sul collo, non ai livelli del nord africa…ma dovrebbero avere paura e quindi essere motivati a darsi una mossa a tagliare dove c’è da tagliare ed a ridurre dove è possibile.

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l.b.chase
Scritto il 21 febbraio 2011 at 14:11

Dream Theater,

E ora che (secondo te l’abbiamo rimandato)? Pensi veramente che le cose miglioreranno per noi? O sarà soltanto spostata più avanti un’agonia che terminerà con uno shock ancora più grande quando non si portrà più rimandare?
Perchè non ti dimenticare che se non è stata trovata la ricetta per ridurre questi famosi debiti, non si è risolto niente e intanto il nostro caro testa d’asfalto che continua a dare priorità soltanto ai fatti propri distruggendo il sistema giudiziario, farà automaticamente in modo che il debito continui a crescere sempre di più. Poi vediamo se ci sarà o no il salasso di cui parli.

La realtà è che abbiamo gente a pilotare una nave (che sta andando alla deriva), che invece di essere dei professionisti, pensano soltanto a come fare per trafugare dalla nave quante più risorsi possibili per se stessi prima che essa affondi. In questo modo non si evita la deriva, si accelera!
Comunque ci rivedremo tra qualche giorno su questi schermi e ne riparleremo… (ammeno che non spengano le comunicazioni internet anche da noi :roll: )

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l.b.chase
Scritto il 21 febbraio 2011 at 14:14

buf@finanza,

Succede che li comprerà l’europa a tutto spiano fin quando gli resta un briciolo di credibilità alla carta straccia chiamata euro, dopo di che buonanotte al sonatore e dal giorno dopo si torna al baratto. Il problema è se a quel momento ci arriveremo prima noi, o i nostri amici correnti (cioè tutti gli altri paesi maiali)

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Scritto il 21 febbraio 2011 at 14:35

@ l.b.chase:

Sono d’accordo con te. Ci mancherebbe. Sono proprio io quello che da sempre dice che il debito viene solo trasferito e non trasformato. Quindi la somma delle parti è sempre uguale. La cosa che però è importante, secondo me, è evitare in questo momento manovre troppo traumatiche. E parlo da italiano. Meglio montare un piano di medio lungo periodo ri rientro, non pressante come invece poteva essere. E credimi, solo per questo. Perchè se prima eravamo nella kakka, non è che oggi lo siamo di meno, ma possiamo (SPERO) gestire le cose in modo migliore. Poi sulla classe politica, stendiamo un velo pietoso….

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gainhunter
Scritto il 22 febbraio 2011 at 08:04

Secondo me il motivo per cui va considerato anche il debito privato, non tanto oggi ma sempre, è che se c’è ripresa economica, sono i privati che investono e fanno crescere l’economia, e quindi se i privati sono pieni di debiti hanno poche risorse per creare nuove imprese, ecc., se invece sono pieni di risparmi queste risorse possono rivelarsi vincenti.
Ovviamente oltre al fatto che come ha detto Dream oggi considerare solo il debito pubblico porterebbe in poco tempo al default dell'”Italia privata”, con le sanzioni di rientro di cui si parlava qualche mese fa (comporterebbe finanziarie di 40-50 miliardi invece dei 10-15 che abbiamo ormai da diversi anni).

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gainhunter
Scritto il 22 febbraio 2011 at 13:33

Aggiungo che è proprio considerando solo il debito pubblico che lo Stato verrà praticamente obbligato a attingere alle tasche dei privati, mentre invece considerando il debito aggregato questo obbligo non c’è, e sarà facoltà del governo di turno farlo.

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