Credit Default Swap: l’ISDA e il caso Grecia

Scritto il alle 16:27 da lampo

Lo scorso 28 febbraio il nostro valoroso DT (comunicazione di servizio: manca l’emoticon con la linguetta  :wink: ) spiegava in questo post:

Grecia: fase due del bailout. Ora viene il bello.

della possibilità, in merito al piano di ristrutturazione del debito greco con i privati, che potesse scattare (con buona probabilità) il cosidetto “trigger”, ovvero la condizione per il pagamento dei Credit Default Swaps (CDS), perché era stata valorizzata l’ipotesi che tale piano mascherasse di fatto un vero e proprio default della Grecia (seppur parziale).

Come ben sapete la questione era stata sottoposta all’International Swaps and Derivatives Association, Inc. (ISDA), ovvero l’organismo che si occupa di vigilare sul contenuto di tali contratti e di determinare, attraverso apposite commissioni, se il verificarsi di un evento creditizio (in questo caso il piano di ristrutturazione) genera o meno il pagamento della controparte.

La decisione della competente Commissione in merito, era stata programmata per ieri pomeriggio… poi, con votazione unanime, spostata a stamattina.

Come già anticipato da DT in un commento… la decisione assunta è stata un NO, assolutamente.

Qui trovate il dettaglio del comunicato:

EMEA Determinations Committee Statement March 1, 2012

Ho aggiunto alla decisione la parola “assolutamente” perché è stata assunta all’unanimità.

Eccovi il dettaglio della votazione con… nomi e cognomi:

Sicuramente questa decisione innescherà delle conseguenze sul mercato dei CDS, in particolare su quelli “naked”.

Voglio infine precisare che il controvalore dei contratti di swap che, in tale decisione, erano in gioco non era enorme: un ammontare, come nozionale netto, pari a 3,2 miliardi di $, sparpagliati in 4183 contratti (fonte).

Ho più volte sostenuto, in diversi commenti, che il mercato dei CDS si sarebbe sgonfiato, anche per le diverse regolamentazioni che sono entrate in vigore a partire da metà novembre scorso (in futuro, tempo permettendo, proverò ad approfondire).

Se andate a vedere come, da tale data, si sono comportati i prezzi di questi strumenti (in particolare sugli stati sovrani)… vi accorgerete che hanno subito un costante trend in discesa… anche se con qualche momentaneo spike verso l’alto.

Non ditemi che è dovuto ad un calo del rischio… visto le agenzie di rating si sono prodigate nelle loro valutazioni… al ribasso dopo tale data!

Di una cosa siamo certi: i CDS non funzionano più bene come prima per misurare il rischio del sottostante.

Per il resto… vedremo cosa si inventerà l’ingegneria finanziaria.

Buona riflessione.

Lampo

P.S.

Per chi volesse analizzare tutte le richieste formulate all’ISDA e le decisioni assunte, può consultare questo link (c’è anche il recente caso della Kodak).

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12 commenti Commenta
bergasim
Scritto il 1 marzo 2012 at 16:35

I cds funzionano benissimo solo quando c’è da incassare i premi, poi quando c’è da pagare ecco che nascono i problemi.
Come si puo pretendere che chi emette i cds, componga poi l’organo che si deve pronunciare per dire poi se di deve pagare o no, assolutamente assurdo e ridicolo, oltre che illegale.
Nuonva definizione di CDS

C CREDITO
D DEGLI
S SCEMI

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lampo
Scritto il 1 marzo 2012 at 16:41

bergasim,

Sai benissimo che ne abbiamo discusso… certamente ora sarà interessante cosa si inventeranno per misurare il rischio… visto che i CDS, con il comportamento dei loro prezzi, venivano largamente utilizzati ed erano entrati nella concezione comune degli investitori.

Poi la domanda da porsi è: in quale situazione di rischio siamo oggi?

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aaaa47
Scritto il 1 marzo 2012 at 17:19

al momento la grecia sta pagando regolarmente tutti i suoi bond (cedole e rimborsi), sarebbe stato ASSURDO far scattare i cds
i cds scatteranno quando qualcuno verra’ OBBLIGATO ad accettare le perdite

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lampo
Scritto il 1 marzo 2012 at 17:27

aaaa47@finanzaonline,

Sul fatto che “la Grecia” stia pagando regolarmente gli interessi sulle precedenti emissioni dei suoi bond… ho qualche dubbio, visto che mi risulta… li stia pagando l’ UE (tramite BCE, EFSF e via dicendo) e l’FMI con gli aiuti staccati.
Quindi la collettività europea in primis e poi i greci, con i soldi che la Grecia aveva precedentemente versato alla UE e al FMI, in base alle sua quota di adesione.

Per il resto concordo che, dato il caso, il niet deciso dall’ISDA era alquanto probabile, vista la legislazione in materia.

Permettimi però che tale decisione, anche se corretta e avvalorata dalle regole decise pochi anni fa (nel 2009 se ricordo bene)… avrà alcune conseguenze sui mercati, visto che molti investitori… non sono proprio degli inesperti in materia!

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aaaa47
Scritto il 1 marzo 2012 at 17:37

lampo…mi meraviglio…
la collettivita’ presta i soldi alla grecia, la grecia rimborsa i bond e paga le cedole

allo stesso modo le vecchiette italiane comprano i bot e btp e con quei soldi rimborsano i bond precedenti

quindi al momento non vedo per quale motivo dovrebbe scattare il default o i cds
i cds scatteranno quando qualcuno sara’ obbligato a perdere
ma se lo swap viene accettato in maniera VOLONTARIA, tecnicamente non sarebbe default a meno che non si scoprisse che era volontario perche’ qualcuno ti puntava la pistola, o perche’ tihanno promesso un regalino…magari di 500MLD…ma sarebbe impossibile da dimostrare…
quindi al momento questa news e’ una non-news

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lampo
Scritto il 1 marzo 2012 at 17:49

aaaa47@finanzaonline,

Forse non mi sono spiegato: concordo sul fatto che non poteva scattare il “trigger” (l’ho detto anche l’altro ieri, con una certa ironia, in un mio commento)… mi sarei meravigliato del contrario, come decisione.
Concordo che si tratta di una accettazione VOLONTARIA… anche se, permettimi, imposta da un accordo e dalle urgenze finanziarie del momento (comprese quelle di protezione del credito senior verso la Grecia)

Sulla situazione del debito che si è venuto a creare e le modalità di rimborso (chiunque li acquisti e quindi aiuti anche nel rimborso dei precedenti) nutro qualche perplessità sul fatto che possano continuare ancora per molti anni con questa politica di rifinanziamento del debito pubblico, vista la curva demografica, la globalizzazione avvenuta negli ultimi anni, ecc. ovvero argomenti che abbiamo spesso discusso sul blog.

Francamente preferisco e mi sento più sicuro quando acquisto dei bond governativi (e di aziende) di stati la cui economia è più reale (fondata sul lavoro e consumi, con poco indebitamento governativo ed una inflazione sotto controllo) rispetto a quella di alcuni nostri paesi occidentali, fondata su numeri e delle innumerevoli statistiche, la cui interpretazione è spesso opportunamente pilotata dai mass-media finanziari, e dove appaiono soldi… (LTRO I e II, QE, ecc.) che poi spariscono, al momento opportuno.

In questo senso il comunicato dell’ISDA la considero una news, cioè dovrebbe far riflettere sullo stadio a cui siamo arrivati, pur di mantenere entro certi livelli, la FIDUCIA degli investitori.

Poi ripeto: l’ISDA ha agito correttamente (dimostrato anche dal voto unanime).

Tutto qui.

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arzan
Scritto il 1 marzo 2012 at 18:28

E’ la prima volta che scrivo su questo blog.
Mi interesso di economia e finanza (in parte anche per motivi professionali).
Non sono un trader, ma se in questi ultimi 2/3 anni sono riuscito a mantenere il mio capitale e ad agiungerci un pò di interessi, lo devo soprattutto alla lettura di I&M.
Trovo articoli e commenti molto interessanti.
Complimenti a tutti.

Ma ora passo al motivo del mio intervento (ammetto di essere leggermente fuori tema, trattandosi di CDS Italia e non Grecia – mi scuso in anticipo)

Vi segnalo un articolo dal sito dell’associazione di consumatori ADUC.

Parla di Stato Italiano e derivati. Alcuni grandi giornali economici esteri
affermano che l’Italia è la nazione con più contratti di derivati in pancia.
Circa 30 miliardi di euro.

Monti avrebbe chiuso un contratto a inizio gennaio; ed alcuni parlamentari si
stanno interessando della cosa.

Avete informazioni in merito ?

http://www.aduc.it/comunicato/stato+italiano+maggiore+utilizzatore+strumenti_20030.php

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Scritto il 1 marzo 2012 at 18:42

OTTIMO LAMPONE! (che significa Grande Lampo!) :mrgreen:

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lampo
Scritto il 1 marzo 2012 at 19:00

Dream Theater,

:mrgreen:

arzan@finanza,

Avevo letto qualche settimana fa un articolo dell’Espresso, che faceva anche il nome della banca che ha partecipato alla “triangolazione”:
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/super-regalo-a-morgan-stanley/2173399/10

Il secondo link dell’articolo che hai citato, spiega molti degli aspetti che hai richiesto, con tanto di cifre:
http://www.ifre.com/derivatives-dealers-look-to-reduce-italy%E2%80%99s-swaps-portfolio/20046258.article

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Gigi
Scritto il 1 marzo 2012 at 20:02

Ottimo post Lampo. Complimenti!
Importante rifletterci su: potrebbe essere l’inizio di una rivisitazione dell’architettura finanziaria oggi in essere.

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idleproc
Scritto il 2 marzo 2012 at 08:41

Non c’entra con l’argomento ma mi ha sorpreso quanto ho letto su ZH.
http://www.zerohedge.com/news/next-leg-ponzi-revealed-central-banks-begin-buying-us-stocks-outright-starting-today

Quanto è esteso il fenomeno per cui le banche centrali investono riserve di valuta in titoli azionari?
Che implicazioni potrebbe avere in futuro?

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l.b.chase
Scritto il 2 marzo 2012 at 12:12

Io credo che il nostro caro lettore aaaaaaaaaa faccia un po’ finta di non capire qual’è il concetto e cioè che se non fosse perchè la bce trucca il banco a quest’ora altro che cds scattati ci sarebbero… Però attento caro aaaaaaaaaaa che per quanto si possa truccare il banco, prima o dopo salta lo stesso e dopo altro che scatto dei cds….

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