REDDITO di CITTADINANZA e QUOTA 100: impatto reale su OCCUPAZIONE

Scritto il alle 08:06 da Danilo DT

Viva l’Italia.
Anche perché è il paese dei grandi sogni. Ma a sognare sono i cittadini, il che ci può anche stare, e non solo loro. Perché anche chi ci governa probabilmente continua a sognare. O forse crede di essere in un sogno che presto si tramuterà in un incubo.
Ma la cosa bella e che riescono anche a negare la realtà che loro stessi mettono nero su bianco.
Andiamo con ordine.

Voi tutti conoscete la diatriba sul “Reddito di Cittadinanza”. Se CLICCATE QUI leggerete anche il mio parere sull’argomento, sempre se siete interessati. Oltre a questo, poi, c’è a famosa quota 100.
Insomma, tutto questo dovrebbe portare benefici al paese e soprattutto all’occupazione. Stime del Governo, in ambito di reddito di cittadinanza ci dicono quanto segue.

(…) I 6,1 miliardi che nel 2019 andranno a finanziare il reddito di cittadinanza spingeranno il pil di meno di 0,2 decimi di punto. Ma a regime la misura potrebbe dare al governo oltre 12 miliardi di spazio fiscale aggiuntivo, vale a dire maggior deficit non soggetto ai paletti della Commissione europea. (…) [Source

Impatto limitato, ci può stare anche perché si offre uno stipendio a chi non ce l’ha o magari non gli fa più comodo averlo… E in merito a quota 100 ecco l’impatto, secondo il premier Conte:

“Un’importante azienda di stato, Eni, mi ha anticipato, ma non è la sola, che nel 2019 per un lavoratore che andrà in pensione con questa riforma ne verranno occupati 2-3″.“ [G. Conte] 

Allo stesso tempo ecco cosa ha ribattuto Salvini:

“Contiamo che il diritto alla pensione per un milione di italiani possa trasformarsi in diritto al lavoro per un altro milione di italiani che non deve scappare all’estero” [M.Salvini] 

Bellissima notizia, quindi quota 100 funziona e con il reddito di cittadinanza si fa un bel passo in avanti. Già. Peccato che forse i conti non tornano un gran che.
Secondo una stima condotta dalla Fondazione Studi consulenti del lavoro, è verosimile aspettarsi l’ingresso di un giovane under 30 nel mondo del lavoro ogni tre pensionati ‘in uscita’. Il rapporto sarebbe dunque di 1 a 3. Secondo i professionisti, quindi, circa 116 mila ragazzi under 30 faranno ingresso nel mondo del lavoro in virtù di 314 mila richiedenti accesso al prepensionamento. Ipotizzando tassi differenziati per fondo previdenziale, infatti, si stima una percentuale di turnover pari al 37%. Questo quindi è un altro film rispetto a quanto ci è stato paventato. E allora a questo punto, tanto vale rimanere sulla riva del fiume ed aspettare che succede. E poi tra qualche mese potremo dire chi aveva ragione.
O forse non è necessario.

Basta andarsi a prendere il DEF per capire come stanno le stime ufficiali del Governo. Ottimistiche direte voi… Ed invece no! Perché il DEF stesso dice che ci sarà un calo dell’occupazione.

‘Quota 100′ avrà effetti nulli sulla crescita e pressoché inesistenti sui consumi. E’ quanto emerge dalle tabelle, allegate al Def, che valutano l’impatto delle misure bandiera del governo M5S-Lega. L’anticipo pensionistico sostenuto dal Carroccio incide sul Pil di quest’anno per lo 0,0%; il prossimo anno e nel 2021 solo dello 0,1% per poi tornare a impatto 0 nel 2022. Sul fronte dei consumi l’impatto si gioca sempre sui decimali: 0,1% quest’anno, 0,2% nel 2020-2021; e nessun effetto nel 2022. Quanto all’occupazione, nel 2019 l’inciodenza è sotto il segno negativo nel 2019 a -0,3% e nel 2020 a -0,2%; per poi invertire la rotta nel 2021 (0,1%), come nel 2022.
Quanto al reddito di cittadinanza, l’incidenza sul pil sarà dello 0,2% nel 2019 e 2020; dello 0,1% nel 2021 e dello 0% nel 2022. Sul versante dei consumi, invece si stima un effetto positivo dello 0,5% quest’anno, poi 0,2% nel 2020, e 0,1% nel 2021 e 2022. La misura dei pentastellati impatta l’occupazione dello 0,1% quest’anno per poi salire allo 0,2% nel 2020 e allo 0,4% nel 2021 e 2022. (AdnKronos

Almeno in passato ci lasciavano col beneficio del dubbio, qui nemmeno quello. O magari speravano che nessuno se ne accorgesse?

E forse non è nemmeno troppo un caso che proprio ieri il FMI se n’è uscito con uno studio proprio sulla crescita dei principali paesi del globo. Indovinate un po’ come è messa l’Italia? Fanalino di coda? Certo che si…

(…) The global economy has slowed sharply since last summer and will rely on a “precarious” boost from a few emerging markets to reverse the loss of momentum, the IMF has predicted in its latest economic forecast. Cutting its outlook for 2019 and 2020, the fund judged that advanced economies would “continue to slow gradually” into next year while emerging economies would play a more positive role, led by an end to crisis conditions in Turkey and Argentina and stabilisation in the all-important Chinese growth rate. (…) The forecasts came in the IMF’s twice-yearly World Economic Outlook, published on Tuesday, which suggested that financial markets had recently become too optimistic about the global outlook since the start of the year. (…) The forecasts for advanced economies suggested there would be some recovery from specific woes last year in Germany, France and Italy, but there would be no return to the rapid expansion of 2017 and instead “a return to tepid potential growth” by 2020. (FT

Forse qualcosa non quadra. Di certo a livello globale (CLICK HERE) ma se il mondo al raffreddore, il Bel Paese ha la polmonite cronica.

PS: come detto, il DEF di ieri ci ha confermato quanto temevamo. Il deficit/Pil sale a 2,4%  e il rapporto debito/Pil è dato al nuovo record di 132,6%. Ho parlato con un amico che si è spulciato i dati del DEF e secondo lui lo stesso INCLUDE già l’aumento dell’IVA che tutti oggi stanno schivando. Quindi, cari amici, siamo cornuti e mazziati. Evviva.

 

STAY TUNED!

Danilo DT

(Clicca qui per ulteriori dettagli)

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5 commenti Commenta
draziz
Scritto il 10 aprile 2019 at 17:50

Ciao DT,
premesso che solo pensare di aumentare l’IVA in un Paese già depresso da crisi dei consumi vuol dire decretarne un’ulteriore peggioramento, alla faccia del PIL. Non sarebbe un’operazione di economia, ma di sterminio programmato, con tutti i significati che si voglion dare.
Ne abbiamo già parlato: come fa l’Italia a crescere solo frazionalmente?
Lo zero virgola da anni…il 4% in quasi 10 anni?
Il debito non centra niente.
E non mi si dica che è colpa del “nanismo” delle imprese…chissà allora dove dovrebbe essere la Cina, con milioni di microimprese…
Un bel post con una serie di motivazioni causa della perenne underperformance una buona volta?
Un caro saluto.

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paolo41
Scritto il 11 aprile 2019 at 12:08

difficile riuscire ad ascoltare le baggianate che continuano a dichiarare questa banda di ciarlatani….. il problema è che presto tutto si tradurrà in un mezzo disastro non appena superate le elezioni europee …….

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Scritto il 13 aprile 2019 at 18:51

draziz@finanza,

Amico mio, ne ho parlato abbondantemente in passato! Prova a vedere nel capitolo dedicato all’economia italiana, troverai tanta roba. Poi un giorno magari mi metto lì e faccio un post sull’argomento anche se, vista la vastità della cosa, ci vorrebbe un libro….

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luigiza
Scritto il 15 aprile 2019 at 13:42

>> Forse qualcosa non quadra.

Nell’Economia del mondo reale certamente no, ma L’Economia Voodoo può questo e pure altro. I saltimbanchi al confronto delle vestali di quella sono dei dilettanti.

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