Recovery Fund e MES: condizionalità che per noi è necessità

Scritto il alle 07:59 da Danilo DT

In questi giorni tiene banco ovviamente la discussione su MES e Recovery Fund. Secondo alcuni, l’accoppiata #NextGenerationEU e #ESM è il preludio alla fine della nostra autonomia, ovvero un mezzo per arrivare al Commissariamento dell’Italia.
Certo, se qualche sognatore decisamente a corto di cultura finanziaria, poteva immaginare un Recovery Fund totalmente a fondo perduto, forse sarà rimasto (giustamente) deluso.
Ma signori, cosa volevate, anche un “grazie” dai paesi “virtuosi” il nostro brillante andamento della gestione finanziaria del paese?

Esiste poi una problematica sulla tempistica, e questo è probabilmente il problema più grande. Infatti le erogazioni non partiranno (a rate e sotto condizioni) prima del 2021. Peccato che le necessità siano immediate, e quindi il rischio liquidità non si può scartare.
Inoltre c’è la condizionalità, ma ripeto quanto dicevo prima: volevate anche un “bruciateli tutti” da parte dell’Olanda? In passato abbiamo avuto modo di vedere come le sovvenzioni europee e il deficit pubblico sia stato utilizzato non per manovre strutturali. Negli anni il nostro debito ha finanziato soprattutto una redistibuzione del reddito, quindi un “helicopter money” all’italiana che alla fine ha contribuito ad aumentare il risparmio ma non ha migliorato la situazione economica, visto che quei soldi non hanno certo “stimolato” produttività e PIL.

L’UE ora ci sta lanciando una ciambella di salvataggio, ma condizionale. Il messaggio è chiaro: signori, questi soldini, sia quelli a fondo perduto che quelli a debito, dovranno avere delle chiare direzioni e da parte vostra vogliamo vedere non un impegno informale ma concreto. La condizionalità è legata quindi a quelle riforme impopolari che l’Europa vuole imporci. Riforme che nessun partito in Italia vuol prendersi la briga di fare perché altrimenti passerebbe dalla parte del CATTIVO diventando impopolare e politicamente finito.

E poi c’è il MES.
Disponibile a un tasso d’interesse prossimo allo zero, inferiore a quello dello European Recovery Fund. Il che già la dice lunga sulla sua convenienza economica. Ma attenzione, anche qui c’è una brutta bestia, la condizionalità.
I soldini del Mes potranno solo essere utilizzati per interventi legati alla sanità e alla scuola, priorità su cui il Governo italiano si è impegnato ad intervenire immediatamente. Ripeto, due priorità su cui il nostro GOVERNO si è impegnato ad intervenire SUBITO visto le carenze inaccettabili. E quindi dove sta il problema? E’ forse il nome MES che vi spaventa? Peccato che “quel” MES non esiste più, quindi i parallelismi che si leggono su una potenziale Grecia 2.0 sono frutto di ignoranza, la logica è che c’erano dei fondi a disposizione e che quindi si possono sfruttare in modo diverso, con una condizionalità diversa. Ma c’è poco da fare, la gente continua ad essere legata e vecchi stereotopi o se preferite dalla sindrome del 90 gradi dove qualsiasi cosa succeda si sente odore di fregatura.

Certo, non possiamo dire che i soldi li regalano, come è giusto che sia. Non possiamo certo dire che sarà una passeggiata, e questo lo avrete capito. Ma spiegatemi una cosa. Cosa diavolo pretendete? Anche perché ricordo un piccolo dettaglio. Se per il Recovery Fund si parla di 2021, per il MES si parla di SUBITO.

Piuttosto che litigare e continuare in sterili discussioni, cerchiamo di capire COME sfruttare l’occasione e soprattutto come GESTIRE al meglio le risorse che l’Europa ci mette a disposizione.
A conti fatti, da Bruxelles arriveranno fondi indispensabili per la sopravvivenza italiana. E parlo di SOPRAVVIVENZA. Non ci sono gli Eurobond, ma la possibilità per la Commissione di indebitarsi sul mercato è un passo verso una autonoma capacità finanziaria che porterà ad una maggiore Unione Europea. Il Covid-19 per assurdo ci ha unito di più. Per costrizione, ma così è successo. E la stessa crisi ci ha fatto vedere quanto l’UE sia necessaria per l’Italia. Alla faccia di chi pensa che “soli è bello” e Lira meglio di Euro. In questo momento l’importante è venirne fuori, perché, ci tengo a precisarlo, QUESTA è l’Italia. Un paese che non sa più crescere da anni, e che nessuno in Europa batte, in negativo. Dite che è tutta colpa dell’Euro? Perché il nostro Euro era più cattivo di quello degli altri paesi?

STAY TUNED!

Danilo DT

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2 commenti Commenta
pdf79
Scritto il 29 luglio 2020 at 09:38

Caro Danilo non capisco la logica “europeista”, gli olandesi ecc. vogliono garanzie perché non si fidano e quindi sono furbi e intelligenti.
Poi però diventano cretini e invece di aprofittare di un avversario a terra lo aiutano a rialzarsi invece di finirlo.
La verità è che a Olandesi e company non frega niente dell’ Italia, l’unica cosa che interessa loro è che “la rana bollita” Italia comtinui a stare nella pentola e si preservi lo status quo cercando di accaparrarsi più risorse possibili, punto.
A me piace essere padrone del mio destino, altri preferiscono che gli si tenga la manina mentre percorrono la vita.
Scelte entrambe rispettabili, temo soltanto che quelli che sognano l’unione europea come “madre affettuosa” si sveglieranno ritrovandosi da soli in in brutto posto e con la “madre” in fuga.
Saluti a tutti.

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Scritto il 30 luglio 2020 at 09:16

Posso anche darti ragione. Il problema si chiama ALTERNATIVA. E quella che si può definire ALTERNATIVA per noi è troppo pericolosa. Secondo il mio parere, ognuno poi è libero di pensarla come vuole

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