LE BASI della RIPRESA ECONOMICA

Scritto il alle 07:58 da Danilo DT

Negli ultimi giorni avrete letto nei miei post un atteggiamento abbastanza positivo, nei confronti dei mercati.
Non voglio ripetermi e annoiarvi, lascio a voi l’onere di prendere i vari articoli (uno, due, tre, quattro, cinque).

La morale dei miei ragionamenti è sintetizzabile in questi termini. Le banche centrali si sono mosse coese a favore della crescita economica “a tutti i costi”, il G20 ha alleggerito i toni tra USA e Cina (per il momento) e la mancata procedura di infrazione nei confronti dell’Italia ha fatto il resto.
Partiamo da quest’ultimo fattore, non indifferente per gli asset italici.
Tanto per cominciare un po’ mi fa sorridere il fatto che “il governo del cambiamento” ha fatto esattamente una MANOVRA CORRETTIVA come gli altri governi. Ma questo non è certo venuto fuori (perché come la definireste voi?)

Senza poi dimenticare che la Commissione Europea non ha volutamente abbassare la scure su di noi perché ha accettato una manovra ricca di voci “una tantum” di dubbi requisiti qualitativi (un esempio: se faccio staccare a CDP un mega dividendo, è ovvio che poi la indebolisco patrimonialmente, no?). Ma tant’è e per noi va bene cosi, torna la fiducia e gli asset italici, protagonisti con le ricoperture, riprendono fiato.
Il problema vero è che tutto (e non solo in Italia) necessita di due attributi:

CREDIBILITA’
SOSTENIBILITA’

La stessa crescita economica, è credibile e sostenibile? E soprattutto ci sono i presupposti a livello strutturale per mettere le basi ad un futuro economico più solido?
Guardate il mondo in cui ci troviamo negli occhi.

Qual è il tasso di crescita atteso e quale quello che sconta il mercato? Prendete diversi indicatori anticipatori. Riuscirà l’economia a sorprendere tutti e riprendersi in modo vigoroso e, appunto, sostenibile?
Inoltre, le tensioni commerciali (ora è il turno dell’Unione Europea) non rischiano di mettere a rischio il sistema di scambio multilaterale?
E poi, il problema debito, fino a quando non sarà un problema? Basterà tenere compressi i tassi verso il basso per un tempo indefinito?
E poi ovviamente le banche centrali: l’ho ripetuto fino alla noia. La politica monetaria espansiva, può essere da sola il motore che garantisce una crescita economica realistia e sostenibile?

Quindi, è chiaro che se i mercati mettono il turbo è sull’euforia delle aspettative. Ma poi bisognerà vedere come si concretizzeranno, e appunto quanto saranno sostenibili e ancor prima credibili. Senza poi dimenticare che già oggi si inizia a scontare un taglio di 100 BP della FED e di 10 bp forse già a luglio della BCE. Aspettative, tutte aspettative in parte già scontate, come già si è parzialmente digerita l’ipotesi “nuovo QE Europeo”.
Ma forse c’è ancora dello spazio per l’euforia, il sentiment guida il mercato è sarebbe errato non seguirlo, ancor peggio andarci contro.
Prepariamoci al primo importante check. Il pit stop si chiama “trimestrali”. La stagione degli utili è alle porte. Già da subito capiremo come stanno le cose. Intanto come dicevo qualche segnale contrastante lo possiamo (facilmente) trovare.

Vi propongo il più semplice e comune grafico a livello globale, ovvero il JPM Global Manufacturing Index. Siamo SOTTO area 50. E la sua tendenza si accomuna con gli indici PMI manifatturieri delle varie aree geografiche. Quindi tutto il mondo frena. E questo invece è il benchmark, quello che può essere tranquillamente un sostituto dell’MSCI World Index. Ovviamente lo SP500. Notate la divergenza.

Già, bell’enigma. Ci vuole un aiutino. La chiamata da casa? No, meglio gli acquisti in casa. M&A e altre alchimie finanziarie, che hanno superato di brutto le spese in R&D (ricerca e sviluppo).

Nel 2018, le 500 maggiori società statunitensi hanno speso il 33% in più per i loro programmi di riacquisto di azioni (buyback) rispetto a quanto si investe in ricerca e sviluppo. Quest’anno la tendenza sembra continuare, poiché come risulta da dati  S&P Global, e  Federal Reserve Bank of St. Louis,  negli USA si spenderanno 642 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo nel 2019 e oltre 1.085 miliardi di dollari per i buyback. Lo sviluppo lo si fa in casa, ma sviluppando e pompando i prezzi in borsa, come ormai succede da anni in un meccanismo perverso che non può essere infinito, ma che intanto regge la baracca. E di certo non quelle basi solide di cui si parlava prima.

STAY TUNED!

Danilo DT

(Clicca qui per ulteriori dettagli)

Questo post non è da considerare come un’offerta o una sollecitazione all’acquisto. Informati presso il tuo consulente di fiducia.
NB: Attenzione! Leggi il disclaimer (a scanso di equivoci!)

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1 commento Commenta
alplet
Scritto il 5 luglio 2019 at 09:50

Io sono spesso uno un po’ ribassista. Però, riguardo la procedura d’infrazione che l’Italia ha evitato e anche la designazione della Lagarde come futura testa della BCE, direi che sono delle chiare indicazioni di paura per ciò che può accadere: la recessione USA che coinvolgerà un po’ tutti; e quindi l’UE sta cercando di prepararsi. Per quanto riguarda l’avviso di un nuovo QE da noi, la BCE si muove prima per cercare si di fare il possibile, ma anche perché se non lo facesse sarebbe probabilmente peggio e si prenderebbe tutta la colpa.
I dati sul lavoro USA di oggi pomeriggio ci diranno se siamo molto vicini a una svolta o non ancora.

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