La grande sfida a cui è chiamata la GERMANIA

Scritto il alle 07:41 da Danilo DT

Il rallentamento globale, ma per molti è temporaneo perché dovuto al coronavirus il quale, una volta circoscritto, verrà “dimenticato” e quindi le varie economie si riprenderanno con un movimento a “V”.
Questo è quanto stanno scommettendo i mercati, ovviamente ben supportati dalla politica monetaria.

Intanto però ci sono delle economie che, a prescindere dal CoronaVirus, stanno frenando da tempo. Prendiamo ad esempio la situazione quantomeno complessa dell’Eurozona. E nella fattispecie parliamo della “locomotiva tedesca”. Già la settimana scorsa abbiamo visto gli ordini manifatturieri relativi a dicembre, in discesa del 2.1%, con l’export in forte rallentamento. Ma ecco il PIL. Che di certo non si fa notare per brillantezza, visto che certifica un’economia inchiodata (e il cross EURUSD ne esce fuori fortemente condizionato).

(…) L’economia tedesca non dà segni di ripresa. Il Pil, nel quarto trimestre del 2019, registra una variazione pari a zero rispetto al trimestre precedente. (…) Il dato è inferiore alle attese degli analisti che prevedevano un +0,1 per cento. La stagnazione tedesca si ripercuote sull’intera Eurozona, che nel quarto trimestre cresce di appena lo 0,1% secondo la stima flash di Eurostat. A livello tendenziale, ovvero rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, le rilevazioni mostrano una crescita dello 0,4 per cento. L’Italia, con -0,3%, è penultima nella Ue, prima della Finlandia il cui Pil cala dello 0,4%. La Germania appunto è ferma, la Francia scende dello 0,1%. Finlandia, Italia e Francia sono gli unici in territorio negativo. (…) [Source] 

Germania IFO e PIL

Gli indici IFO ci stanno illustrando un possibile minimo periodale, ma resta il fatto che se non riparte in fretta e furia la locomotiva dell’Eurozona, tutto il resto dei paesi membri non riparte di certo.,.
Prendiamo ad esempio la produzione industriale. Se confrontiamo i dati di Italia e Germania è evidente la totale correlazione ma anche la cronica debolezza italiana che in questo contesto di mercato, per assurdo, è meno forte di quella tedesca. Ma partiamo su basi ben differenti, non dimentichiamolo mai.

Produzione industriale Italia e Germania

Quindi è chiaro, per far ripartire l’Eurozona, per ridare ossigeno all’economia sono necessari
a) da una parte un rasserenamento a livello commerciale in ambito di Coronavirus
b) dall’altra un raffreddamento delle tensioni commerciali legate ai potenziali dazi USA
c) ed infine…è il momento di fare uno sforzo.
Ma lo sforzo lo può fare solo chi se lo può permettere, ovvero la Germania. Ma in che modo? Con una politica fiscale espansiva ed adeguata.

Germany household & public debt (GDP)

Per farla breve, i tedeschi devono mettere mano al portafoglio e per una volta spendere e spandere. Gli altri ne beneficeranno indirettamente ma se la cosa non parte da loro, la Germania non parte di certo.
E allo stesso tempo Berlino non può dire agli altri paesi membri di mettersi al loro pari e di fare uno sforzo fiscale perché…non hanno spazio. Che dite? Per una volta le Germania ci stupirà? Non so perché ma la vedo non così semplice da attuare.

STAY TUNED!

Danilo DT

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2 commenti Commenta
paolo41
Scritto il 18 febbraio 2020 at 17:08

anche l’indice ZEW odierno è in forte calo….

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pdf79
Scritto il 18 febbraio 2020 at 22:03

Che la germania spenda di più è impossibile mentalmente per loro.
I tedeschi sono culturalmente impreparati a essere una potenza dominante, vorebbero tanto essserlo ma non lo sono come gli Stati Uniti o la Cina, ci hanno provato nella prima e nella seconda guerra mondiale con la tradizionale guerra militare, adesso ci hanno provato con la guerra economica via unione europea e euro (ironia della sorte l’Unione Europea è nata per mitigare le ambizioni tedesche) il risultato finale sarà lo stesso.
Purtroppo per loro (meglio per noi) stavolta hanno un esercito di cartone e una popolazione con una grossa fetta di immigrati che di sicuro non si riconoscono nella grande germania ma al massimo nella grande Turchia.
Noi come al solito staremo dalla parte degli sconfitti e saremo gli ultimi a lasciare la nave affondante dell’unione europea.
Più di Italexit il pericolo per il carrozzone UE è la Frexit, dove si stanno accorgendo che invece di essere padroni alla pari con la germania sono garzoni come gli altri.
Saluti a tutti.

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