FED PIVOT: non per forza il TOP dei tassi è indice di ripartenza

Scritto il alle 07:52 da Danilo DT

In molti sperano di aver visto il TOP dei rialzi delle banche centrali e quindi, grazie a questo, si aspettano poi la ripartenza dei mercati.
La logica ci può anche stare, perché nel pensiero del risparmiatore, una volta arrivato il massimo livello della restrittività della FED, la speranza va verso al ribasso dei tassi di interesse e poi a raffica una reazione positiva dell’equity ecc ecc.

Ma se poi succede un’altra cosa?
E se le banche centrali invertono la marcia per colpa della recessione? I mercati festeggeranno ugualmente?
E se ci fossero altri motivi?

Quanto ho scritto sopra, vuole semplicemente dire che non sempre le cose vanno nel modo che si spera anche se le logiche portano a fare certi ragionamenti.
In passato infatti il FED Pivot (così è definito) ha avuto spesso effetti deleteri. Non ci credete? Il grafico qui sotto credo vi possa spiegare tutto. A seguito del TOP, i mercati hanno sempre reagito in modo non proprio entusiastico. Ma questa volta magari è diverso, soprattutto se le notizie arrivano dall’Ucraina.


Durante i mercati ribassisti alimentati dalla crisi – come il crollo delle dotcom del 2001, la crisi finanziaria legata al settore immobiliare del 2008 e il crollo causato dalla pandemia del 2020 – un rapido allentamento della politica monetaria è stato l’antidoto. Questa volta, tuttavia, l’inasprimento della politica monetaria sarà probabilmente la causa del rallentamento economico, poiché i banchieri centrali sono costretti a combattere l’inflazione; Storicamente, questo tipo di mercato orso tende ad essere più prolungato.

Quindi, in un ciclo guidato dalle politiche monetarie, qual è il metodo per cercare di identificare i minimi di mercato? Secondo me ci sono almeno due condizioni necessarie:

  • In primo luogo, l’inflazione deve raggiungere un picco evidente. Domanda. Possiamo con matematica certezza dire che lo abbiamo raggiunto? Anche se non ne abbiamo la certezza, vediamo solidi segnali sia di una domanda più debole, il che suggerisce un’inflazione in fase di stabilizzazione nei prossimi mesi. È importante sottolineare un’ultima cosa: il picco inflattivo potrebbe (a conferma del grafico sopra illustrato) potrebbe portare un top anche dei rendimenti dei bond. Ma non è assolutamente detto che per l’equity avverrà in modo sincrono l’inversione rialzista, proprio a causa del rallentamento globale, alias recessione, alias stagflazione in molte aree.
  • Le azioni potrebbero dover scendere ulteriormente, e questo l’ho accennato proprio prima, sulla base di una valutazione da rivedere del potenziale degli utili societari per l’anno successivo. E ve lo ripeto: siamo sicuri che gli analisti di Wall Street abbiano già realisticamente tenuto conto della potenziale profondità e ampiezza di un rallentamento economico e del conseguente colpo all’occupazione e alla domanda dei consumatori? Gli stessi hanno quindi già ragionato in modo veramente realistico in merito al raffreddamento potenziale degli utili societari ?
  • Cosa privilegiare? Quali settori preferire in questo contesto? Ovvio, lontani dal growth ancora per un po’, meglio puntare a settori più difensivi come sanitario, finanziario, energetico, industriale e difesa, con buoni dividendi alle spalle. Ma questa è la teoria. Per la pratica lasciamo l’onere all’esperienza dei vostri consulenti di fiducia.

STAY TUNED!

Danilo DT

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1 commento Commenta
aiccor
Scritto il 8 Novembre 2022 at 12:25

il pivot prelude all’allentamento dei cordoni sui tassi, quindi rialzo delle quotazioni dei bonds quindi capitali che defluiscono dalle borse per andare a cercare profitti sulle obbligazioni. Ci sta che le borse soffrano

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