Criptovalute: concetti chiave per capire dove andrà il BITCOIN

Scritto il alle 14:26 da Marco Dal Prà

 

Questo articolo è scritto per coloro che, in barba a tutti gli avvertimenti, stanno “giocando” con le criptovalute. Lo scrivo perché pur non essendo un esperto di finanza, ma un tecnico elettronico, ho potuto leggere più volte delle valutazioni sull’opportunità di investire in criptovalute, palesemente errate, fatte da persone che in tutta evidenza non avevano studiato nemmeno i concetti più elementari del sottostante tecnologico, tanto da mettere seriamente a rischio i propri fondi.

Vediamo di capire qualcosa di più.

 

Premessa fondamentale

Bitcoin è nato nel 2008 come risultato di una serie di discussioni tecniche che sono intercorse tra alcuni programmatori molto esperti. Da quello che si può leggere nei post pubblicati, volevano creare una moneta non controllabile dai governi, inseguendo degli ideali di libertà e di privacy. Per capirlo basta leggere i messaggi che si sono scambiati tra il 2008 e il 2009, ancora oggi disponibile in internet  [ Link Qui ], messaggi che smontano le sciocchezze che alcuni giornali ancora si ostinano a scrivere quando parlano di Bitcoin.

Ripeto, erano tecnici informatici preparati ed anche molto noti, come Hal Finney, quindi le affermazioni che accomunano Bitcoin agli spacciatori, ai terroristi, o agli anarco-capitalisti, sono tutta fuffa senza alcun fondamento, inventata solo per aumentare i click nei siti web.

Infine, di sicuro non volevano creare uno strumento per investimenti !

Lo scopo di Bitcoin era quello di creare un contante elettronico sicuro, affidabile e funzionante in modo decentrato.

Oggi i massimalisti ritengono che questa “moneta elettronica” surclasserà le attuali valute dei governi, quindi non ritengono Bitcoin un investimento, ma una vera e propria migrazione verso un diverso sistema monetario.

Fin qui gli elementi fondamentali sui quali si basano le cripovalute. Ma in questa situazione quali scenari si configurano per gli investitori? Vediamoli assieme.

 

Gli scenari di oggi

Le criptovalute fanno emergere delle “tipologie” di investitori che non esistevano prima del loro avvento. Provo ad elencarne alcuni:

  1. Persona che non capendoci nulla di criptovalute, si tiene alla larga.
  2. Quello che credendo di sapere tutto, mette i suoi risparmi sul primo annuncio che vede sui social network, spiegando come diventare ricchi con le “Coin”, garantendosi la perdita immediata di tutti i soldi versati (non scherzateci, purtroppo accade quasi tutti i giorni);
  3. Persona che ha “sposato la causa” e gradualmente trasforma buona parte dei propri fondi nella criptovaluta in cui crede ciecamente (massimalista);
  4. Investitore che non si è innamorato di nessuna cripto in particolare ma sfrutta la volatilità giornaliera per fare trading (questi sono bravi, ma è una professione a tutti gli effetti, per addetti ai lavori; gente che non ha certo bisogno di delle mie lezioni !);
  5. Investitore che diversifica il proprio portafoglio investendo a lungo termine (*) una parte dei propri fondi in criptovalute ;
  6. Persona che investe parte del proprio patrimonio in alcune criptovalute, facendo delle valutazioni sommarie (**) o per sentito dire, senza un chiaro obiettivo di tempo, ma sperando nella buona sorte.

 

(*) Che significa a lungo termine ?

So che questa parte dell’articolo susciterà qualche mal di pancia, ma a mio modo di vedere tra le criptovalute attualmente disponibili e di buona capitalizzazione solo Bitcoin offre delle garanzie a lungo termine.

In primo luogo mi sentirei di escludere le criptovalute che hanno una gestione in qualche modo centralizzata o con pochi nodi, tanto che a lungo termine non si può escludere che vengano chiuse da qualche autorità di vigilanza o da banali vicende giudiziarie (vedi quello che sta succedendo a Tron proprio in questi giorni).

In secondo luogo, le criptovalute che hanno una infrastruttura “hardware” di grandissima solidità, impossibili da spegnere perché distribuite nel globo con migliaia di “server” sempre online, sono principalmente due: Bitcoin ed Ethereum.

In queste due cripto, inoltre, la potenza di calcolo che mettono in gioco i minatori (oltre 1000 MegaWatt), rende praticamente impossibile “taroccare” i dati contenuti nelle rispettive blockchain.

Cryptocurrency Mining Farm

 

Per questo motivo vengono definite “inalterabili”, perché sono criptovalute che offrono una elevatissima sicurezza, nel senso di impossibilità di creare “soldi falsi”.

Altre cripto, al contrario, hanno dimostrato dei limiti in questo senso, come ad esempio Bitcoin Cash o Ethereum Classic o Verge.

Infine, ultima considerazione: Bitcoin rispetto ad Ethereum ha un software molto più semplice ed una blockchain talmente snella da poter essere gestita da un cellulare (ad esempio HTC Exodus 1s), quindi resta la cripto con la migliore affidabilità e prospettiva di funzionamento a lungo termine.

Non per niente le piattaforme americane che arrivano dal mondo della finanza hanno iniziato a proporre servizi “cripto” basati su Bitcoin (ad es. Fidelity, Bakkt, Ledgerx, ecc.).

Non sono qui a sostenere che le altre scompariranno, anzi ho sempre sostenuto che ci sono cripto orientate a specifici servizi, ma che Bitcoin ha molte più possibilità di rimanere rispetto a tante altre.

 

Attenti ai cambiamenti

Ricordiamoci comunque che le criptovalute sono software, e i software si possono sempre aggiornare con nuove e più potenti funzionalità (che potrebbero influire molto sui prezzi), dalle quali potrebbero scaturire decisioni relative ai vostri investimenti.

Al contrario potrebbero emergere delle falle, anche pericolose, anche queste con possibili influenze sui prezzi.

Quindi, se avete investito in questo mondo, dovete sempre tenervi aggiornati sulle evoluzioni tecnologiche. Gli unici che non toccano le proprie cripto e non si fanno influenzare dalle notizie che si vedono tutti i giorni, sono coloro che le hanno adottate per una questione “ideologica”. Si tengono le loro “coin” nel wallet indipendentemente da come vada il mercato, vedendole in un’ottica a lunghissima distanza.

Per tutti gli altri consiglio di iscriversi a qualche newsletter sul mondo “crypto” per sapere quantomeno una volta alla settimana, cosa sta succedendo.

 

Gli errori-orrori da non fare

Le criptovalute sono “asset” ad altissima volatilità e quindi ad altissimo rischio : usarle per gettare i propri soldi dalla finestra non è una buona idea. Piuttosto dateli in beneficenza.

Oppure restate in attesa della prossima puntata, nella quale parleremo degli errori più comuni, quelli dell’investitore identificato al punto 6 (**), errori banali, assolutamente da non fare.

 

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2 commenti Commenta
pdf79
Scritto il 11 luglio 2019 at 21:42

Ciao mi metterei nella categoria 5 (ma più leggo e più penso che siamo tutti nella categoria 6), tranne il fatto che non ho ancora investito un euro in cripto valute, ne ho acquisite alcune gratuitamente per sperimentare.
Posso dire che ho contattato “professionisti” o sedicenti tali per poter investire in cripto valute, ma il problema è che essendo tutto nuovo non ci sono riferimenti, mi è sembrato tutto fumoso e meno rischioso investire direttamente in un paniere di cripto valute.
Attendo tuo articolo sul punto 6, e volevo chiederti per bitcoin ho letto che un problema potrebbe essere che la maggior parte dell’infrastruttura hardware e localizzata geograficamente in asia? vero? problema reale?
Grazie mille della tua eventuale risposta e per i tuoi articoli.

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Scritto il 11 luglio 2019 at 22:51

pdf79@finanza,

Il punto 6 dovrebbe arrivare a breve, ma vorrei curarlo meglio di altre volte (tempi della famiglia permettendo).
Per la questione geografica è vero che molti Miners di bitcoin sono in Cina, ma è un falso problema, in quanto se un minatore dovesse prendere il sopravvento (cosa economicamente costosissima) lo si vedrebbe con largo anticipo nei siti specializzati, come questo
https://coin.dance/blocks/thisweek
In pratica se un minatore dovesse malauguratamente ampliare il parco delle proprie macchine ed avvicinarsi al 50%, proprio questi grafici in tempo reale farebbero scattare un certo panico nel mercato (lo chiamate Sell, se non sbaglio) e lo stesso minatore si troverebbe economicamente in pericolo, In pratica non gli conviene.
Magari in futuro potrei fare un pezzo in argomento.
Grazie per l’idea.

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