CINA: il ritorno del Dragone!

Scritto il alle 09:01 da Danilo DT

L’indice dei direttori degli acquisti (Pmi) del settore manifatturiero cinese è salito a quota 52 a marzo, da 35,7 di febbraio. Un BOOM che sancisce il ritorno della macchina economica cinese. Ma attenzione a come si leggono certi dati.

La notizia ha fatto sobbalzare un po’ tutti. Un indicatore che era collassato e che nell’arco di un mese ha regalato un recupero sontuoso, andando addirittura oltre a dove si trovava prima della crisi Coronavirus che ha portato al Lockdown in Cina.
Il dato arriva dall’Ufficio nazionale di statistica cinese (Nbs).

(…) Un numero superiore a 50 indica espansione, mentre uno inferiore riflette una contrazione. “Il rimbalzo è arrivato nell’ambito degli sforzi del paese nel coordinare il controllo dell’epidemia e lo sviluppo economico e sociale”, ha detto lo statistico dell’Nbs, Zhao Qinghe. Con cambiamenti positivi in atto nel controllo e nella prevenzione delle epidemie domestiche, il 96,6 per cento delle grandi e medie imprese cinesi ha ripreso la produzione, con un aumento di 17,7 punti rispetto a un mese fa. (…) [Source

Nulla da dire, un super risultato sulla carta. Ma in pratica bisogna usare prudenza perché sarà pur vero che la produzione è ripartita al 97% ma bisogna capire come viene calcolato questo indicatore, oggi a 54 dopo aver fatto un minimo il mese scorso a 35.70.
Premessa: il China NBS Manufacturing PMI è una statistica che funziona più o meno cosi. Vengono interpellati un gruppo di imprenditori ai quali viene posta la domanda: come la vede la sua attività in prospettiva prossimamente?

E’ quindi chiaro che il mese scorso il pessimismo fosse alle stelle mentre oggi, con la ripartenza del 97% delle aziende, la situazione come PROSPETTIVE è sicuramente migliorata.
Anzi, se poi andiamo a vedere il sottoindice per la produzione, è persin meglio visto che segna 54,1 punti, contro i 26,3 punti del mese prima. Innanzitutto l’aumento mensile non significa necessariamente che la produzione sia tornata ai livelli pre-epidemici e che è necessario osservare più dati. Almeno l’andamento in tre mesi.
Inoltre ci sono ancora altri indicatori decisamente più importanti di un sondaggio che devono essere monitorati con attenzione.
Prendiamo ad esempio il dato sulle vendite retail e sulla produzione industriale effettiva.

Prima di “cantare vittoria” bisogna vedere questi indicatore che invertono. Solo allora potremo dire che il buon vecchio dragone cinese è tornato a sputare fuoco. Ma per avere l’aggiornamento di questi due dati, occorre aspettare il 17 aprile. Nel frattempo monitoriamo cosa succede.

STAY TUNED!

Danilo DT

(Clicca qui per ulteriori dettagli)

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5 commenti Commenta
kry
Scritto il 1 aprile 2020 at 11:44

Qui sembra che in Cina parlino di un altro ritorno

https://scenarieconomici.it/cina-paura-della-seconda-ondata-tutti-i-cinema-chiusi/

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john_ludd
Scritto il 1 aprile 2020 at 14:22

kry@finanza,

sì ma gran parte delle fabbriche sono aperte, il problema semmai sono gli approvvigionamenti, anche la Cina è sensibile come gli altri, tutto è inter connesso. Ma si sono organizzati al meglio, i lavoratori operano su più turni per mantenere il distanziamento, tutti hanno mascherine e guanti. Il problema per ora insolubile in Cina e altrove sono i settori dei servizi come cinema, teatri, grandi centri commerciali, parchi gioco, ristoranti, discoteche, pub, alberghi. Per questi non c’è alcuna soluzione in vista, forse qualche stop and go, ma i danni saranno permanenti e considerando che sono una componente primaria dell’economia propendo per l’ipotesi di Roubini, una “ripresa” a I e un’economia che non tornerà ai livelli di prima neppure alla lontana. Anche dopo l’eventuale arrivo di un vaccino i mutamenti negli usi e consumi saranno comunque permanenti e alcuni settori non si riprenderanno mai, faranno compagnia ai produttori di macchine da scrivere.

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kry
Scritto il 1 aprile 2020 at 15:46

john_ludd@finanza,

Ciao John ,
sono organizzati e aperti , producono a turni 24h su 24 ma non mi è chiaro a chi vendono.

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john_ludd
Scritto il 1 aprile 2020 at 16:16

kry@finanza,

ci sono 1400 milioni di persone in Cina, e il materiale sanitario che arriva (o meglio dovrebbe) arrivare in Italia e altrove indovina chi lo produce ?

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kry
Scritto il 1 aprile 2020 at 19:32

john_ludd@finanza:
kry@finanza,

ci sono 1400 milioni di persone in Cina, e il materiale sanitario che arriva (o meglio dovrebbe) arrivare in Italia e altrove indovina chi lo produce ?

https://www.huffingtonpost.it/entry/la-guerra-e-la-diplomazia-delle-mascherine-tra-europa-e-cina_it_5e8209aec5b6cb9dc1a4371a?utm_hp_ref=it-homepage

speriamo che migliorino

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