Bitcoin si veste da “bene rifugio” e monopolizza i mass media

Scritto il alle 12:03 da Marco Dal Prà

La criptovaluta Bitcoin in questi giorni ha bussato tre volte alla porta dei beni rifugio. E questa volta non serve andare oltre oceano ma è sufficiente ascoltare quello che hanno detto commentatori e siti di informazione italiani. Finalmente si iniziano a vedere commenti equilibrati sulle criptovalute ed in particolare su Bitcoin anche sui canali “ufficiali” del mondo economico e finanziario.

 

Confronto Oro vs Bitcoin

Il primo a notare certi andamenti tipici da ricerca dei beni rifugio è, ad esempio, l’analista finanziario Federico Izzi (noto anche con l’alias Zio Romolo) che segue da tempo il mondo delle criptovalute. A proposito dei movimenti di bitcoin in questi gioni, in un post su Facebook dello scorso 8 Gennaio, ha così commentato:

Per la prima volta nel corso degli ultimi 3 anni le quotazioni del Bitcoin si dimostrano sensibili ad eventi macro. Da grafico è evidente un’ alta correlazione tra Gold e BTC durante i minuti dei due eventi in Iraq”.

Il grafico pubblicato da Federico Izzi su FB

Fuori uno.

 

Corriere Economia

Sempre lo stesso giorno, nelle pagine del portale Economia del Corriere della Sera, usciva un articolo a firma del giornalista finanziario Gabriele Petrucciani, “Come investire con la crisi: non solo oro. Il Bitcoin rialza la testa, in attesa dell’halving” (Link Qui).

E’ certamente un segno di come certi argomenti non siano più tabù nemmeno per i grandi giornali.

Fuori due.

 

Le Fonti TV

Sempre il giorno 8, ecco un’intervista curata da Annalisa Lospinuso sul noto canale di informazione economica e finanziaria “Le Fonti”, dove ha parlato l’analista Eugenio Sartorelli, che tra i tanti asset da utilizzarsi come “rifugio” nei momenti di crisi ha citato con disinvoltura anche Bitcoin.

Qui un breve estratto presente su Youtube.

E fuori tre.

 

Un ultima segnalazione

Colgo l’occasione delle news di questi giorni per segnalare infine una recente pubblicazione del direttore del Fidelity Digital Asset, che il 9 Gennaio scorso è uscito con un “2019 Bitcoin Retrospective“, un report molto attento e dettagliato sulla regina delle criptovalute.

Il report è lunghissimo (Link Qui), ma per capire il senso è sufficiente leggere le 10 righe del capitolo “In Conclusion”. In parole povere, lo staff tecnico di Fidelity si aspetta che lo sviluppo tecnologico e l’adozione di Bitcoin continuino anche per il 2020 e per gli anni a seguire.

Come uso ripetere, il mondo sta cambiando. E questi sono ulteriori segni.

 

Link Utili

Federico Izzi sul portale Cryptonomist.

La sezione Economia del Corriere della Sera.

L’articolo di Fidelity Digital Asset.

 

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5 commenti Commenta
john_ludd
Scritto il 13 gennaio 2020 at 13:24

Bene rifugio ? Un valore intangibile che risiede su una rete di computer che è la prima a venire colpita nel caso in cui i beni rifugio davvero servono ? Può essere colpita e affondata nel caso più ovvio, oppure avere accesso limitato e super controllato come in Cina e più presto che tardi anche qua. In ogni caso il contrario di un bene rifugio. Ma l’uomo moderno è un cerebroleso, ha paura della propria ombra, ha sostituito la vita sociale che era la propria forza e sostegno, immergendosi in una realtà virtuale che per definizione non esiste. Non arriva a comprendere che sicurezza e libertà sono antitetiche dunque invece che cercare un compromesso ragionevole, ricercando il massimo della sicurezza si è rinchiuso in una gabbia tecnologica della quale non ha le chiavi e dalla quale uscirà solo da morto. Si merita quel che ha, una vita triste, banale, piatta, monotona, spesa male.

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pdf79
Scritto il 13 gennaio 2020 at 20:40

Grazie del post come sempre, anch’io come john ho dei dubbi sulla validità del bitcoin come bene rifugio in quanto residente su una rete di computer ( se ho oro fisico in mio possesso lo posso immediatamente usare, il bitcoin necessita di un infrastruttura per poterlo usare), seguendo il mondo delle cripto valute mi sono convinto che una criptovaluta per diventare bene rifugio come l’oro, deve essere disponibile sul telefonino o altro dispositivo detenuto e riconosciuto come indispensabile dalla popolazione, per avere una criptovaluta bene rifugio deve essere la polazione a forgiare la catena che la tenga legata alla criptovaluta e quindi ne determini lo stato di riserva di valore.
Come al solito grazie a john che con i suoi commenti sulla situazione umana mi rasserena sulla mia condizione.
Saluti a tutti.

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Scritto il 13 gennaio 2020 at 21:17

pdf79@finanza,

Segnalo che dal 9 Gennaio 2009 ad oggi:
– è Fallita la Grecia,
– sono andate in default le banche Cipriote,
– è affondato il transatlantico Costa Concordia,
– sono esplosi 3 dei 4 reattori della centrale nucleare di Fukushima,
– sono caduti 2 Boeing 737 Max 8
– sono crollati ponti ed hanno chiuse autostrade.
– I social network hanno contato numerosi Black-Out….
Bitcoin invece ha sempre continuato a funzionare. Anche nei cellulari.
E questo dato è pubblico.
Per quanto riguarda l’Euro e il Dollaro ed altre valute “moderne”, sappiamo benissimo che sono “virtuali”, basate su nulla. Lo sanno bene le banche centrali, infatti alcune come, Russia e Cina in testa, stanno comprando oro.
Altre nazioni (europee), proprio recentemente, il proprio oro lo hanno fatto rimpatriare.
Per quanto riguarda l’oro in possesso dei privati cittadini, per essere corretti è necessario completare il quadro con tutte le informazioni. I Pro ma anche i Contro.
In proposito consiglio di consultare Wikipedia, per vedere cosa ha fatto Franklin D. Roosevelt il 5 aprile 1933
https://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_esecutivo_6102

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john_ludd
Scritto il 13 gennaio 2020 at 22:06

Sono tutte chiacchiere inutili, non esiste dato o ragionamento che tenga. La decisione è sempre almeno al 50% emotiva. In assenza di dati precisi, come sempre accade in ciò che realmente conta, il processo evolutivo ci ha concesso un modo diretto di decidere, senza pesare i pro e i contro. Immagina di essere un uomo primitivo, senti un rumore, cosa fai, ragioni, applichi il calcolo delle probabilità ? Oggi è 1000 volte peggio. Le informazioni necessarie a una decisione corretta non ci sono, né le possiamo ottenere in tempo utile e questo vale per l’uomo qualunque così come per la mega organizzazione che ha a libro paga 100 PhD, anzi quest’ultima sarà nella condizione peggiore possibile per prendere una decisione men che sciagurata esattamente quando è necessario, mentre opera meglio del singolo individuo quando non serve. Dunque a seconda della propria storia, delle proprie esperienze, la base emotiva sul quale poggiare una decisione può essere del tutto diversa da persona a persona, da gruppo a gruppo. Questo sarebbe un grande valore, elemento decisivo per la sopravvivenza, ma ecco che la civiltà moderna lo cancella, premia l’omogeneità di giudizio, punisce il diverso, assimila, conduce alla zombificazione delle menti, tenta di sopprimere l’istinto, ma non può, quello salta fuori comunque, ma non è stato propriamente allenato, resta solo la parte più primordiale, dal profondo dell’amigdala, la paura pura e semplice, quella dell’orda che fugge calpestando i propri simili. La storia non avrà pietà, non l’ha mai avuta. Ma cos’è poi la storia ? Un processo che brucia ogni cosa e non lascia neppure le ceneri.

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john_ludd
Scritto il 13 gennaio 2020 at 22:19

Marco Dal Prà,

10 anni, ma anche 25, non sono niente, sono irrilevanti per capire se un tal strumento è robusto o meno. Se poi di reattori ne saltano 300 e non 3 ti voglio proprio vedere a contare i bitcoin. Oggi monta lentamente e inesorabilmente la paura, quella di perdere quello che si ha nei paesi ricchi e quella di non riuscire ad ottenere quella che si vorrebbe negli altri. Quando monta la paura ognuno reagisce cercando una potenziale via di fuga, configurata sempre allo stesso modo, cioè la mia via funziona perché sono furbo e ho capito tutto e non posso emotivamente accettare di sbagliarmi, la tua invece no in quanto è diversa dalla mia che è corretta (e sei pure un potenziale competitor per le risorse scarse rimaste in caso di reale kabum dunque è meglio se sparisci). Dunque c’è chi seppellisce oro in cantina, altri si sigillano in un network, in tanti confidano nello stato e nei suoi titoli di stato che in maniera seriale quest’ultimo azzera quando si trova ad averne emessi troppi etc … Ognuno è folle a modo suo, le anatre siberiane, quelle no, sono ok.

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