Bitcoin è morto… 350 volte! Viva il Bitcoin (che tanto non muore)!

Scritto il alle 15:33 da Marco Dal Prà

C’è un sito americano che da tempo si dedica a collezionare articoli nei quali giornalisti ed esperti hanno fatto previsioni di morte imminente per Bitcoin, previsioni che naturalmente ad oggi hanno fallito su tutta la linea.

Purtroppo questi “esperti” non si rendono conto della dimensione che ha l’infrastruttura Hardware che regge alcune criptovalute, così continuano a giudicare la tecnologia sulla base del valore del momento.

Ecco quindi dei “granchi” colossali, ovvero sentenze di morte emesse contro Bitcoin fin dal 2010 e che alla fine non hanno trovato alcun riscontro.

Ebbene nel momento in cui scrivo queste previsioni, sentenze e dichiarazioni di morte sono oltre 350: le potete trovare tutte elencare nel sito 99Bitcoins di cui alla fine trovate il Link.

 

Naturalmente non sto qui ad elencarle una per una, ma nell’elenco si può trovare veramente di tutto: dalla classica accusa che Bitcoin è uno schema piramidale e continua a collassare alla sentenza inappellabile secondo la quale Bitcoin non è altro che un escremento bovino….

Secondo me non ci sono nemmeno tutte, perché mancano le numerose accuse del più blasonato oppositore (o forse detrattore) di Bitcoin, cioè quelle dell’economista americano Nouriel Roubini, che ritiene Bitcoin la più grande truffa della storia….

 

La realtà invece ci racconta un’altra cosa.

Da quello che posso vedere, leggendo tante notizie che arrivano da tutto il mondo, invece le cose stanno prendendo tutt’altra piega.

Ad esempio leggo che Coinbase, uno degli exchange più famosi al mondo, con sede a San Francisco, ha stipulato un accordo con VISA per emettere una carta di credito ricaricabile con Bitcoin ed altre criptovalute [qui la notizia riportata dalla CNN].

Oppure che in Francia le Assicurazioni sulla Vita potranno essere basate anche su investimenti in criptovalute, come deciso da un recentissimo provvedimento (Link qui).

E ancora, che in Venezuela sono state acquistate 12 tonnellate di generi alimentari grazie a Bitcoin [notizia riportata anche da siti italiani].

Oppure che il New York State Department of Financial Services (NYDFS) ha autorizzato la piattaforma Bitstamp ad offrire servizi che consentono ai suoi clienti di acquistare e vendere Bitcoin a New York, insieme ad altre virtuali (come riportato anche dal sito italiano cyptominando).

Insomma, forse inizierò con l’età ad avere problemi alla vista, ma non vedo né per Bitcoin né per la Blockchain nessuna morte imminente.

 

A proposito di sistemi di pagamento…

Infine cambiamo argomento ma non troppo.

Guardate questo “bizzarro” sondaggio che è stato svolto su Twitter da parte del Fondo Monetario Internazionale lo scorso 10 Aprile.

Hanno chiesto “Come pensi che si pagherà il pranzo tra 5 anni?” Ebbene su 37660 voti, sapete cos’ha risposto il 56% ?

Criptovalute !

Se non lo vedevo non ci credevo, ma sarà vero?

Francamente questa percentuale mi sembra sproporzionata, eccessiva.

Mi chiedo inoltre perchè l’IMF si sia “sognato” di fare un sondaggio del genere, che dall’esito sembra un vero e proprio autogol.

Ma forse anche no.

Questo risultato mi fa venire in mente tre possibili interpretazioni : a) Twitter è un social network infestato da massimalisti Bitcoin e da giovani affascinati dalla tecnologia (ipotesi molto probabile visto che il CEO di Twitter è a favore delle crypto), oppure b) Le criptovalute hanno conquistato la simpatia della generalità del pubblico (ipotesi poco probabile), oppure c) Il sondaggio è stato “ammaestrato” dallo stesso Fondo Monetario Internazionale perché vuole farsi autorizzare da banche e governi ad emettere la sua SDR in versione Crypto (ipotesi da non scartare).

Non so quale sia quella corretta, ma come diceva Giulio Andreotti “A pensar male si fa peccato ma qualche volta ci si azzecca”.

 

 

Link utili

La classifica delle 350+ “morti” di Bitcoin

 

 

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3 commenti Commenta
pdf79
Scritto il 17 aprile 2019 at 23:32

Vorrei chiederti se si può paragonare questa fase della blockchain ai primordi del world wide web, se la risposta è si quello che vediamo adesso sembrerebbe avere poco a che fare con il “google” di domani, o no?
In merito alla prima domanda vorrei chiederti che percentuale delle “migliorie” apportate dalle varie criptovalute sono open source, se ipotizzassimo che le migliorie siano open source bitcoin come “marchio” avrebbe un vantaggio notevole, sarebbe un pò come se yahoo avesse potuto copiare google.
Ti ringrazio anticipatamente se vorrai rispondermi o segnalarmi link al riguardo.
Saluti Buona Pasqua

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Scritto il 22 aprile 2019 at 21:26

pdf79@finanza,

Carissimo Pdf79,
Sicuramente questa fase della Blockchain è assimilabile ai primordi del web, soprattutto come conoscenza e cultura di massa.
Ma Bitcoin è nuovo solo da punto di vista conoscitivo.
Ricorda che sta funzionando ininterrottamente dal Gennaio 2009 senza problemi e viene costantemente aggiornato dalla community di sviluppatori.
Per tutte le altre criptovalute invece si tratta di software in una fase di startup.
Certamente Bitcoin potrebbe essere superato, ma ne dubito perché l’esperienza consolidata è difficile da superare.
L’arrivo di Lightning Network, inoltre, potrebbe far fare a Bitcoin un salto sopra tutto il sistema, comprese banche, carte di credito, paypal e compagnia.

Per quanto riguarda le migliorie, tutte le criptovalute sono interamente Open Source, fin dall’inizio;
Le trovi nel portale Github.com
Tutte sono state “copiate” a partire da Bitcoin e naturalmente si sono copiate tra di loro.

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pdf79
Scritto il 27 aprile 2019 at 08:12

Grazie mille della risposta, in questi giorni ho letto sulle criptovalute e ho fatto alcune prime valutazioni, ci sono sostanzialmente 3 tipi di criptovalute:
A)le criptovalute che vogliono essere sostitute delle valute fiat
B)le criptovalute che offrono “servizi e strumenti” per le criptovalute al punto A
C)criptovalute che sono”carburanti” per la blockchain di specifici progetti.
Il problema pricipale di tutte è che non hanno un utlilizzo di massa.
La criptovaluta che avrà un adozione di massa vincerà la gara per diventare la criptovaluta “regina”, non si sa chi sarà, ma dovrebbe avere:
1)facile conversione fra valute fiat e altre criptovalute (le poche che sopravviveranno)
2)transazioni immediate
3)costi di transazione zero
Detto questo alla fine sono più interessato alle criptovalute del punto C, perché le criptovalute che servono come “carburante” per servizi specifici hanno un valore indipendentemente dalla possibilità o meno di diventare la criptovaluta “regina” e hanno buone probabilità di sopravvivere all’affermazione di un altra criptovaluta.
Criptovalute interessanti per me appartenenti al punto C sono (con descrizione un tanto al chilo):
1)VECHAIN (VET) tracciabilità dei prodotti e utilizzo per lotta alla contraffazione dei prodotti,
interessante perché sfrutta l’interrogazione a costo zero della blockchain
2)POPULOS ( PPT) servizio di factoring per le imprese, esistono già servizi che prestano denaro fiat sul web ma una volta che la criptovaluta “regina” avrà preso piede bisognerà pur impiegarla
3)STORJ (STORJ) cloud storage decentrato, con tutto lo spazio web non utilizzato che c’è e si creerà bisognerà farlo rendere, potrebbe essere un airbnb dello spazio web
Con questo sistema di scelta si dà una bella sfoltita alle 2000 criptovalute esistenti se invece uno vuole fare il minimo sforzo può comprarsi la CRYPTO20 (CR20) che è praticamente un fondo d’investimento che investe nelle prime 20 criptovalute a maggior capitalizzazione.
Ricordo a tutti che gli strumenti indicati NON sono regolamentati.
Comunque vada l’impatto sulle banche, il sistema finanziario, i sistemi fiscali degli stati sarà devastante.
Adesso mi sto concentrando su capire come acquisire e conservare piccole quantità di criptovalute nel tempo in modo sicuro e veloce, per investimenti di lungo periodo.
Se qualcuno ha una visione differente o vorrà segnalarmi criptovalute del segmento C grazie da subito.

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