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ZEW e frenata economica: i mercati divisi tra realismo e (incoerente) ottimismo

Scritto il alle 14:38 da Danilo DT

eurozona frenata economia

L’ottimismo è il profumo della vita! Ma rischia anche di essere un modo per illudere le masse quando non riesce ad autoalimentare la crescita economica e continua a vedere le cose in modo positivo mentre, invece, la realtà è ben diversa.

Ben poche parole ma tanti fatti. L’agenda di oggi era ricca di dati importanti per tastare il polso alla situazione economica dell’Unione Europea. Dati sull’inflazione tedesca, dati sulla produzione industriale italiana, dati sullo ZEW sempre tedesco. Insomma, i numeri che ne derivano ci illustrano un’Unione Europea indebolita. E il sentiment tende a cambiare. Ecco fatto, l’illusione dell’ottimismo sta iniziando a scemare e questo può rappresentare un serio pericolo anche per i mercati finanziari. E non bastano le parole dell’esponente della Fed, Lael Brainard, la quale ha allontanato il rischio di un aumento dei tassi negli Usa a settembre. Qui si parla di motivi strutturali, si parla di una crescita economica che in Europa non c’è. E se gli USA rischiano di annaspare…che ne sarà di noi?

Il calendario MACRO di oggi

Economic Calendar  13 settembre 2016

E’ chiaro che la banca centrale europea non riesce a stimolare i consumi e la domanda di beni, e questo indipendentemente dal comportamento della FED. Malgrado questo, la media degli analisti sono a favore di un aumento dei profitti in Europa per il 2017, pari al 13%. Ma come è possibile mantenere queste aspettative? Non è possibile! E quindi è ovvia una ripercussione sulle quotazioni di borsa.

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Dite che la stabilizzazione delle materie prime ha aiutato le aziende e che i mercati emergenti, in buona ripresa, sono stati un elemento positivo per i titoli quotati? Tutto questo è vero ma è già prezzato nelle quotazioni. Senza poi dimenticare l’effetto di un rallentamento globale condito con un aumento dei tassi USA sugli emerging markets. E una frenata macroeconomica, che vedete nel calendario macroeconomico anche sullo ZEW dell’Unione, ve lo testimonia.

A questo punto, ci vuole un miracolo. Politica fiscale? Anche se questo fosse IL miracolo, le dinamiche nel realizzarla mi fa pensare che avrebbe effetti tardivi ormai. Politica monetaria? Si sa, è poco efficace ma gonfia gli asset. This is the right way?

Riproduzione riservata

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Danilo DT

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6 commenti Commenta
draziz
Scritto il 13 settembre 2016 at 14:54

Però la politica fiscale raggiunge direttamente le tasche dei consumatori, una sorta di helicopter money, la politica monetaria no. Anzi finisce in direzione opposta, cin gli effetti che vediamo…
Asset gonfiati, stipendi torturati, deflazione strisciante ed aumento medio del debito…

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Scritto il 13 settembre 2016 at 16:55

Vero, il problema è che l’unica cosa che potrebbe servire in quanto andrebbe realmente a colpire i consumi. Il problema è il POTERLO fare… Coperta corta amico mio… E non siamo noi ad aver messo i paletti…

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emzag
Scritto il 13 settembre 2016 at 18:04

Vorrei far notare che anche una politica fiscale potrebbe risultare inefficace perchè e si stimolano i consumi in regime di cambi fissi, ossia senza poter svalutare, aumentano anche gli acquisti per beni di esportazione che sono in molti casi migliori dei nostri. Il cambio fisso in sostanza svaluta il prezzo dei beni esteri e la gente se li compra vanificando (per l’Italia) i vantaggi di una politica fiscale espansiva.

“In” €uro nulla salus.

Il problema interessante è perché insistono sul cambio fisso sapendo che porteranno alla rovina l’Unione rischiando anche a livello globale.

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Scritto il 13 settembre 2016 at 22:41

Noi qui continuiamo a parlare a condividere punti di vista ma i tecnocrati euro ieri sono fermi nelle loro idee. Preferiscono distruggere lentamente l’Europa che non tentare qualcosa di diverso. Sono arroccati nelle loro convinzioni.

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draziz
Scritto il 14 settembre 2016 at 07:50

Concordo pienamente. Mortificare i consumi senza agire sul cambio, o comunque senza svalutazione, ci porterà ancora più in fondo.
Se poi pensi che oramai tutti cercano di acquistare prodotti a basso costo che nella maggior parte dei casi provengono da Repubblica Ceca, Romania, Bulgaria, Polonia…Cina sopra tutti.
L’Italiano medio, che pensa di essere intelligente, da anni predilige acquisti a sconto e di marche estere…di fatto regalando il lavoro ad operai di altre nazioni.
Nella pratica ha anche ragione: come si fa a sostenere un tenore di vita tra i più alti del mondo occidentale se il prelievo a tutti i livelli è cresciuto a dismisura e le retribuzioni sono ferme al palo? Per le aziende maggiori retribuzioni vogliono dire maggiori costi e maggior contribuzione e via così, con il cane che si morde la coda.
E’ evidente che l’intervento deve essere dall’alto e che così si può fare solo una fine: tutti uguali, ma tutti poveri.
emzag@​finanza,

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draziz
Scritto il 14 settembre 2016 at 07:55

Certo. Hanno un programma.
Livellare il potere di acquisto dei partecipanti all’Unione europea…
Ma soprattutto, portare lo standard di vita medio globale a livelli paragonabili in tutte le nazioni.
…e poiché è più difficile, ci vuole più tempo, far crescere quello dell’operaio indiano o cinese allora intervengono direttamente su quello occidentale.
Pensa anche ad un pianeta di 7 miliardi di bipedi che vogliono la seconda casa, la macchina da 200 kmh, le vacanze alle Maldive…
La chiamano sostenibilità…sì, indotta…
pig_org@fi­nan­za,

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