WORST CASE SCENARIO: il mercato ragiona di pancia

Scritto il alle 10:01 da Danilo DT

Wall Street ieri era chiusa per lutto. Un caso abbastanza singolare, per commemorare la morte dell’ex Presidente Bush.
Ma la seduta di due giorni fa non è stata meno triste. Un vero capitombolo. Interessante vedere le motivazioni che si sono cercate per trovare delle giustificazioni.

a) La borsa è crollata perché non ci si fida della tregua USA-Cina
b) La borsa è crollata perché poi il giorno dopo era chiusa per lutto
c) La borsa è crollata perché il differenziale di rendimento USA (spread 10yr-2yr) si è appiattito e tende allo zero

(…) Gli operatori stanno uscendo dall’azionario, si rifugiano nel T-bond e il movimento sta accelerando. Il costo di finanziamento del decennale americano è infatti sceso nettamente al di sotto del 3%, con gli investitori che hanno ridotto le loro aspettative sulla velocità della crescita economica Usa negli anni a venire. Inoltre il gap sui rendimenti dei Treasury a 2 e a 10 anni si è ridotto sui minimi dal 2007 e quindi la curva si è appiattita. Gli investitori seguono con apprensione la curve dei rendimenti perché i tassi a breve termine hanno superato quelli di lungo periodo prima di ogni recessione a partire dal 1975. (…) Gli investitori ritengono poi meno probabile che la Federal Reserve continui ad alzare i tassi di interesse per mantenere l’inflazione sotto controllo. (…) [Source

Solo un flash su quanto si dice in questo articolo. Assolutamente comprensibile la logica “safe haven” dove si vende equity e si compra T-Note perché si ha la percezione di tipo bidirezionale (quindi che è verificabile in due direzioni) che i tassi non saliranno come si pensava a causa di un rallentamento globale che procurerà meno inflazione.

Ma attenzione a quanto si dice dopo. I tassi a breve che superano i tassi a lungo non sono per forza il segnale dell’arrivo della recessione. Quantomeno nel breve periodo. Sicuramente non solo un bel segnale ma facciamo attenzione, non sono il canto del cigno. Il grafico del differenziale USA 10-2 ve l’ho già illustrato sopra. Ma proviamo a “condirlo” con alti due grafici. Il tasso di disoccupazione e la fiducia dei consumatori.

Cosa notate? Che con l’aggiunta di questi due grafici è evidente che è prematuro parlare di vera recessione. Quindi è evidente che il mercato si muove, oggi, sulla paura di quanto è imponderabile. Sicuramente siamo verso la fine del ciclo, e ci sono meno certezze rispetto ad un paio di anni fa. E soprattutto le tensioni globali, sia a livello di politica monetaria, di diplomazia, ecc ecc, non mancano. Ma oggi si sta scontando già quello che potremmo definire un “worst case scenario”. Lo scenario peggiore. Poi per carità, il mercato ha sempre ragione, ma in questo momento mi sembra che lo stesso stia ragionando con la pancia. E dopo tanti anni di festa ci può anche stare. Ma se così fosse, allora tutto quanto stiamo vivendo potrebbe essere molto incoerente.

Chiudo con questa slide che descrive quanto vi ho detto. Poi come sempre, tutto è possibile, ci mancherebbe.

STAY TUNED!

Danilo DT

(Clicca qui per ulteriori dettagli)

Questo post non è da considerare come un’offerta o una sollecitazione all’acquisto. Informati presso il tuo consulente di fiducia.
NB: Attenzione! Leggi il disclaimer (a scanso di equivoci!)

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10 commenti Commenta
paolo41
Scritto il 6 dicembre 2018 at 14:05

…… pancia contro pancia…..
il fermo della CFO della Huawei, figlia del fondatore…… la pancia di Trump
sconti e tasse su auto elettriche e diesel ….. legifero e mi rimangio tipico del M5s… vomitevole in termini di…..pancia….

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alplet
Scritto il 6 dicembre 2018 at 16:30

Ripeto una cosa per l’ennesima volta: non è prevedibile quando arrivano le recessioni (ovviamente non è prevedibile il momento esatto).

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Lukas
Scritto il 6 dicembre 2018 at 18:48

Caro Danilo…….. non è che mi diventi bullish proprio ora ?

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Lukas
Scritto il 6 dicembre 2018 at 18:54

al­plet@fi­nan­za,

Caro Aplet…parafrasando il mitico Boskov…..tecnicamente recessione è quando per due trimestri consecutivi il il Pil ha il segno meno davanti……..ciò detto….i mercati non aspettano certo questo dato……scontano tutto prima con anticipo, come stanno cominciando a fare già dagli inizi di ottobre. Io sono Net short già da alcune settimane……

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alplet
Scritto il 7 dicembre 2018 at 09:41

Lukas,

I massimi del Mib sono stati a maggio; quelli dello S&P a luglio (o giù di lì): chi ha chiamato una recessione su quei massimi?

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Scritto il 7 dicembre 2018 at 12:56

Lukas,

No, cerco solo di essere realista

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[email protected]
Scritto il 7 dicembre 2018 at 14:52

Volevo far notare come si evince dal grafico che la recessione non parte nella fase di flattening dei tassi bensì nella successiva fase di forte steepening a seguito del crollo dei tassi a breve. Mettiamoci nei panni di un investitore americano, oggi dopo anni di ottimi rendimenti azionari ha la possibilità di consolidare i risultati parcheggiando i propri soldi nei titoli di stato a breve e ottenere un rendimento reale positivo…..

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Scritto il 7 dicembre 2018 at 14:59

[email pro­tec­ted],

Esatto. RENDIMENTO REALE positivo. IMHO la soglia del dolore (ovvero l’area di allarme) è quota rendimento reale >1%. Ci stiamo ballando sopra

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alplet
Scritto il 8 dicembre 2018 at 15:49

Sembra che politicamente e socialmente ci sia ebollizione in Europa: se arriverà anche la recessione americana, le cose saranno peggiori.

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Scritto il 10 dicembre 2018 at 08:32

al­plet@fi­nan­za,

Siamo come una borsa con beta maggiore rispetto a SPX

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