WEEKLY REWIND: PIL Italia e banche sugli scudi

Scritto il alle 14:03 da Danilo DT

 

I contributi alla crescita del PIL Italia

I contributi alla crescita del PIL Italia

Evviva evviva. Possiamo sentirci molto orgoglioni se il nostro PIL ha avuto la mirabolante capacità di crescere di un sontuoso +0.1% sul trimestre precedente. Un dato che su base annua ci regala emozioni e crescita economica.

Secondo i dati Istat nel quarto trimestre 2015, il pil è cresciuto di appena lo 0,1% sul trimestre precedente, confermando il progressivo rallentamento della crescita, partita con un più 0,4% e affievolitasi nei trimestri successivi allo 0,3%, poi allo 0,2%. Sia pure con qualche elemento positivo, che spinge il Tesoro ad un moderato ottimismo sulla possibilità di avvicinare quest’anno l’1,6%, il risultato è che il pil dell’anno scorso, depurato dei fattori stagionali e da quelli di calendario, quindi su base omogenea, è salito solo dello 0,6% rispetto al 2014. (Source) 

PIL ITALIA 4° trimestre 2015

PIL ITALIA 4° trimestre 2015

Ho capito, non volete stracciarvi le vesta dall’entusiasmo. Anzi, vi consiglio di stare molto vestiti perché il dato, seppur deludente, ha anche la sorpresina che lo rende ancora più debole. Infatti…

Ottocento milioni di euro. Sono stati i tre giorni lavorati in più l’anno scorso rispetto al 2014, che valgono per l’esattezza 813 milioni, a salvare il prodotto interno lordo italiano da una figura “statistica” anche peggiore di quanto non sia la realtà dell’economia, tornata comunque a crescere dopo tre anni. (…) A spingerlo allo 0,8% comunicato a Bruxelles, un livello un po’ più vicino alle stime dell’esecutivo (0,9%), sono stati quei tre giorni lavorati in più. Il divario si spiega anche con gli arrotondamenti, che hanno ridotto allo 0,6% un valore dello 0,64%, e spinto allo 0,8% un rialzo che era dello 0,76%.

PIL: i principali paesi a confronto

PIL: i principali paesi a confronto

Hai capito? Abbiamo avuto più giorni lavorativi e quindi il PIL è stato migliore. Ma allora io HO la soluzione! Aboliamo i sabati e le domeniche così il 2016 si chiuderà con un sontuoso tasso di crescita alla cinese! Ok, forse non è la soluzione giusta. Intanto però l’inghippo è stato scoperto. Saremo anche gufi ma la trasparenza a certe persone manca proprio. Tutti capaci a cantare sempre vittoria, ma mai a guardare in faccia la realtà.
Ormai viviamo in un mondo fatto di carta, di favole e di parole. E di fiducia. Quando infatti manca la fiducia, i mercati scendono. Ed è proprio così che si è chiusa la settimana a causa della mancanza della fiducia.

Tutte banche tra i peggiori titoli del paniere principale. Oggi il comparto è tornato bersaglio di vendite sui timori per l’elevata mole di crediti deteriorati che ha spinto la Banca Centrale Europea ad accendere un faro anche su Banca Carige. (Source)

Di nuovo la caccia alle streghe bancarie. LEGGETE QUI il mio punto di vista sull’argomento…. 

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1 commento Commenta
paolo41
Scritto il 6 marzo 2016 at 14:53

quanto alla comunicazione della BCE su Carige non condivido il metodo che ha messo praticamente in crisi tutto il sistema bancario italiano nella giornata di venerdì ed una situazione analoga si è già verificata anche in precedenti occasioni. La sorveglianza BCE dovrebbe indirizzarsi esclusivamente al diretto interessato e alla Banca d’Italia sia per una questione di privacy sia per evitare facili aggiotaggi da parte dagli speculatori.
Tranquilli che da un episodio del genere qualcuno si è fatto lauti guadagni!!!!!
Poi se io, per caso, ho azioni, faccio per dire, azioni Intesa o Unicredit perché devo subire perdite perché Carige non ha fatto i compiti a casa come richiesto da BCE?????
Ma i nostri controllori interni stanno sempre zitti o ci speculano anche loro…. privatamente????

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