WEEKENDER: e ora molto dipenderà dal prezzo del petrolio

Scritto il alle 15:21 da Danilo DT

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Che settimana amici lettori!
Anche se tutto poteva portare ad un periodo di tregua post Banche Centrali, ecco invece che la guerra si scatena su altri fronti, e la volatilità trova subito l’occasione per tornare a salire.
Protagoniste ancora le banche a Piazza Affari, mentre invece negli USA la borsa torna a salire, anzi, la tua tendenza continua ad essere chiaramente rialzista, malgrado tutto e tutti.
MA attenzione, malgrado un quadro che potenzialmente sembra positivo (potenzialmente ma occhio che anche Wall Street sta per arrivare in area di ipercomprato) c’è un elemento di disturbo che non dobbiamo sottovalutare. Un elemento che poi è un meeting importante, a Doha, dove i “potenti dell’oro nero” si troveranno per decidere una possibile strategia comune sul petrolio in data 17 aprile.
L’obiettivo teorico sarebbe riportare il petrolio quanto meno in area 50 $ per barile. Una condizione che sembrava condivisa un po’ da tutti i paesi produttori in difficoltà proprio a causa del crollo dell’oro nero. Ma c’è l’intoppo. Tutti sarebbero d’accordo a tagliare la produzione. Tranne una nazione.

L’Arabia Saudita aderirebbe a un piano condiviso nel congelamento della produzione di petrolio se ci sta anche l’Iran; lo ha detto il principe Saudita, Bin Salman, in un’intervista rilasciata a Bloomberg. Alcuni analisti avevano speculato sulla possibilità che Riyad potesse unilateralmente operare un blocco della produzione sugli attuali 10,2 milioni di barili al giorno, ma il principe Salman ha sonoramente smentito: “Se tutti i Paesi, inclusi Iran, Russia, Venezuela, i Paesi Opec e tutti i maggiori produttori decidessero di congelare la produzione, saremmo fra loro”. (WSI) 

Finora l’Iran ha manifestato, al contrario, la volontà di sfruttare appieno la rimozione delle sanzioni occidentali per ritornare a pompare greggio ai livelli precedenti all’isolamento internazionale. Per anni Teheran è rimasta fuori dal mercato e ora è fortemente intenzionata a non mollare la produzione. Quindi o si raggiunge un accordo comune, altrimenti non si fa nulla. Mancano ancora 2 settimane, vero, ma occhio che le decisioni molto probabilmente verranno prese prima ed in tal caso, il meeting diventerebbe quasi un “proforma”:. Ma se l’accordo non fosse raggiunto, quali sarebbero gli effetti sul mercato? Oggi il petrolio si sta muovendo in controtendenza rispetto allo SP500, il che rappresenta un’anomalia. Guardate il grafico.

Grafico: Petrolio WTI vs SP500

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Che stia per partire una “decorrelazione”? in realtà non ce n’è veramente motivo, quindi occhio che uno dei due grafici probabilmente convergerà verso l’altro, che potrebbe garantire ancora un mercato molto emozionale. Ma come sempre io vi ho parlato in questa sede di UN tassello sui cui costruire l’operatività per la prossima settimana. Ci sarà ancora molto altro e per questo…come sempre STAY TUNED!

Intanto eccovi il Weekender, il meglio della settimana, tutto da leggere e condividere, nella speranza di poter contribuire alla Vs consapevolezza finanziaria.
E se sosterrete il progetto, non potrò che ringraziarvi. (in ROSSO gli articoli più letti)

Il meglio della settimana: The Weekender

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Danilo DT

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2 commenti Commenta
massi88firenze
Scritto il 3 aprile 2016 at 19:34

personalmente notando la forte discrepanza che si sta creando tra i listini usa e gli europei, ho impostato la mia operatività entrando long su europa e short su usa.

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Scritto il 3 aprile 2016 at 22:59

mas­si88­fi­ren­ze@fi­nan­zaon­li­ne,

Spread trading contro gli USA quindi? Scelta aggressiva, adesso, magari poi paga

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