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WALL STREET: uptrend confermato anche dal COT Report. Orsi alla “brace”?

Scritto il alle 15:30 da Lukas

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Unidirezionalità anche per i dati del CFTC. Ora diventa interessante per i ribassisti che rischiano seriamente di farsi male.  Solita analisi del COT Report. [Guest post]

Cari amici, nella settimana appena trascorsa, i mercati finanziari internazionali, in un clima di crescente incredulità e scetticismo, hanno continuato imperterriti ad alimentare il positivo scenario degli ultimi mesi. In particolare, i mercati azionari Usa continuano a stabilire nuovi record ma, nonostante quello che pensano in tanti, non si scorge allo stato nessuno degli elementi che giustifica l’ipotesi della formazione di una bolla.

Lo scenario intermarket, infatti, non denota alcun sensibile mutamento rispetto alle dinamiche degli scorsi anni. In particolare, il dollar index registra una fase di stazionarietà, ma non inverte l’up trend degli ultimi 5 anni, nonostante i dichiarati propositi di svalutazione della nuova amministrazione Usa. Del tutto analogamente, le commodities, dopo aver rimbalzato dai drammatici minimi dello scorso anno, non sembrano, allo stato, aver la forza per far lievitare ulteriormente le loro quotazioni. Una dinamica simile si registra anche nel settore obbligazionario. Infatti, dopo il forte rimbalzo dei tassi registrato negli scorsi mesi, i rendimenti dei bond, sia Usa che europei, stazionano ancor oggi su livelli di gran lunga inferiore alla loro media storica. Il permanere delle condizioni sopra descritte ci conferma che siamo ancora ben lungi dall’essere in una situazione diversa da quella che ha caratterizzato l’economia mondiale nell’ultimo decennio. Situazione, lo si ricorda, contrassegnata da un moderato tasso di crescita del PIL globale, e con molte aree affette da striscianti fenomeni deflattivi. Situazione che ha, però, nel contempo, favorito un notevole contenimento dei costi di produzione, e di conseguenza una crescita moderata e costante degli utili delle società quotate.

Quest’ultima considerazione, sottovalutata per anni dai più, ha alimentato uno dei più lunghi bull market della storia dei mercati azionari. La favorevole circostanza, ossia il progressivo contenimento dei costi dei principali fattori produttivi, peraltro, non è ancora venuta meno, e ciò, a mio avviso, avvalora l’ipotesi dell’ulteriore prosecuzione del bull market in corso.

Ciò premesso, passo ad esaminare i nuovi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : – 7.565

Large Traders : + 18.390

Small Traders : – 10.825

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Anche in quest’ultima ottava, si riconferma, pertanto, la configurazione del mercato dei derivati azionari, che già da molti mesi asseconda l’eccezionale bull market azionario Usa. Anzi, a dire il vero, questa settimana registriamo variazioni nelle posizioni nette dei vari operatori, pari a 10.066 contratti, che ne rafforzano e consolidano l’assetto. In particolare, gli Small Traders, confermano ancora una volta il loro ben noto atteggiamento contrarian, cedono infatti l’intero lotto dei 10.066 contratti long, e portano la loro posizione Net Short sui livelli più estremi degli ultimi anni. I Large Traders, invece, in perfetta coerenza con il loro comportamento trend following, acquistano 4.347 contratti long e consolidano la consistenza della loro attuale posizione Net Long. I Commercial Traders, infine, si dimostrano ancora molto fiduciosi e sicuri di se stessi, acquistano infatti i residui 5.719 contratti long, e riducono ulteriormente la consistenza loro abituale posizione di copertura, Net Short. Le movimentazioni di quest’ultima ottava, a mio avviso, confermano e danno ulteriore supporto alle considerazioni già espresse nelle precedenti settimane. Esse, ci dicono, infatti, che, in questo particolare momento, il mercato azionario Usa è nel pieno controllo delle “ Mani Forti “, che attendono misure ed azioni, da parte dell’Amministrazione Trump, particolarmente favorevoli ai loro interessi. Dopo l’ultima fase di rialzi, molti paventano il rischio del formarsi di una bolla, personalmente non credo a tale ipotesi, sia per il permanere delle favorevoli condizioni intermarket, che per la situazione evidenziata dal Cot Report sul mercato dei derivati azionari Usa. Sarebbe infatti la prima volta che uno storno, una correzione, o ancor peggio un’inversione, sia annunciata da una posizione Net Short degli Small Traders. Certo il ritmo dell’attuale up-trend è alquanto eccessivo, l’S&P 500 è già a quota 2.350, ed il mio target di fine anno è pari a 2.430 punti, ma si sà che il mercato, nel breve periodo, quasi sempre eccede sia al rialzo che al ribasso. Nel più lungo periodo, invece, il mercato torna sempre ai suoi valori di equilibrio. Per il momento, però, lo ribadisco, la scelta più logica e saggia è senza, alcun dubbio, quella di assecondare il trend .

Futuro prossimo che si prospetta, pertanto, al momento, ancora positivo, che cercherò, come sempre, di tradare con il mio originale trading system, fondato sullo sfruttamento e sulla valorizzazione dell’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, descritto negli studi e nelle ricerche dei professori Jegadeesh e Titman, ed illustrati nel mio sito http://longtermmomentum.wordpress.com/. In questo primo periodo del nuovo anno il mio portafoglio “ Azioni Italia – LTM “, registra una performance positiva, pari al + 0,44 %. Performance ancora esigua, ma superiore a quella realizzata dal Ftse All Share, pari, nel contempo, al – 0,48 %. Una sovra-performance dello 0,92 %, inferiore per ora alle nostre attese, fondate sulla circostanza che, negli ultimi 4 anni, il nostro approccio operativo ci ha regalato una sovra-performance media annua pari al + 20,8 %. In perfetta coerenza con l’analisi sopraesposta e con la mia positiva view d’ordine generale, questa settimana, riconfermo la mia esposizione sul mercato azionario italiano, costituita dall’85 % di posizioni long, e dal 15 % di posizioni short, ossia da una posizione Net long pari al 70 % del mio portafoglio. Chi desiderasse approfondire e ricevere maggiori informazioni sul mio trading system e sulla composizione del portafoglio “ Azioni Italia – LTM “ può consultare, se vuole, direttamente il mio sito.

Vi ringrazio per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di Intermarketandmore buon trading.

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2 commenti Commenta
atomictonto
Scritto il 20 febbraio 2017 at 22:11

Esattamente come prima della Brexit….COT Report tutto SuperLong….poi -14% in 2 sedute.

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Lukas
Scritto il 20 febbraio 2017 at 22:22

atomictonto@finanza,

Beh allora potresti aprire una bella posizione short……il 14 % in un paio di sedute non sarebbe affatto male !!!!

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