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WALL STREET: una garanzia per la prosecuzione dell’uptrend!

Scritto il alle 14:54 da Lukas

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I mercati continuano a tenere il passo. E bisogna ammettere che la (nostra) corretta lettura del COT Report ci ha aiutato non poco. Small Traders che continuano ad essere net short e garantiscono ancora positività in borsa.  [Guest post]

Cari amici, nella settimana appena trascorsa, le dichiarazioni rassicuranti della Yellen circa l’evoluzione futura della politica monetaria Usa hanno tranquillizzato i mercati finanziari internazionali. In particolare, l’ipotesi di un aumento alquanto graduale dei tassi Usa ha molto rassicurato le borse americane che hanno festeggiato con nuovi record storici sia sul Dow che sull’S&P 500.

Le dichiarazioni della Yellen hanno, comunque, avuto riflessi non solo sulle borse, ma sull’intero scenario intermarket. In primo luogo nel settore valutario, ove si registra un’accelerazione del processo di deprezzamento del dollar index. Nell’ultima ottava la valuta Usa cede, infatti, un ulteriore 0,9 %, e dall’elezione di Trump il deprezzamento è pari già all’8 %. Notizie più confortanti giungono, invece, dal settore delle commodities. Nell’ultima ottava rimbalzano, infatti, dell’1,1 % in termini nominali, ma è già da qualche settimana che sembrano aver arrestato il loro nuovo e preoccupante down-trend. Inevitabili effetti si sono registrati anche nel settore maggiormente interessato dalle dichiarazioni della Yellen, ossia nel mercato obbligazionario. L’ipotesi di un aumento moderato e graduale dei tassi FED ha, infatti, molto raffreddato i bollori dei rendimenti registratisi nelle scorse settimane. In particolare, i rendimenti dei bond decennali Usa sono arretrati di 6 bps, stornando sino a quota 2,33 %. Evidenzio inoltre che la yield curve Usa appare oggi più inclinata di qualche settimana orsono, e ciò fa ben sperare sul prolungamento di questo peculiare ed anomalo ciclo economico. Ciclo economico caratterizzato da bassi prezzi delle materie prime, da bassi tassi interesse, da moderazione salariale, e con una domanda aggregata alquanto contenuta. Tutte condizioni iper favorevoli per la crescita delle quotazioni azionarie che, infatti, non si arrestano, e che proseguono invece a lievitare con una linearità ed una coerenza quasi disarmanti.

Ciò premesso, passo ad esaminare i nuovi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : – 34.877

Large Traders : + 35.384

Small Traders : – 507

spx-index-cot-report-2017

Coerentemente anche il mercato dei derivati azionari Usa conferma la sua favorevole configurazione.

Nell’ultima ottava registriamo, infatti, variazioni quasi impercettibili nelle posizioni dei diversi operatori, pari complessivamente a soli 286 contratti. In particolare, gli Small Traders, cedono altri 200 contratti long, e confermano, a torto, tutta la loro sfiducia e la loro ormai palesemente errata posizione Net Short. I Large Traders, cedono anch’essi 86 contratti long, ma confermano appieno la loro solitaria posizione Net Long. I Commercial Traders, invece, acquistano l’intero lotto dei 286 contratti long e riducono leggermente la loro sempre solida posizione di copertura Net Short. Le esigue ed impercettibili movimentazioni di quest’ultima ottava ci dicono che al momento i mercati azionari Usa sono abbastanza stabili e tranquilli. In perfetta coerenza con il permanere delle favorevoli condizioni intermarket non intravvedono cioè particolari turbative e pericoli all’orizzonte. La posizione net short degli small traders, notoriamente operatori contrarian, conferma che sui mercati non v’è ancora alcuna pericolosa esuberanza. Anzi lo scetticismo diffuso che accompagna i nuovi record del mercato azionario, costituisce, per paradosso, una vera polizza assicurativa. Come già evidenziato in precedenti post, a me il mercato azionario Usa, rappresentato per tutti dall’S&P 500, non appare affatto in bolla. Rispetto alla mia personale retta di regressione risulta al momento solo leggermente sopravvalutato. Sopravvalutazione di circa 100 punti, pari cioè a circa il 4 % degli attuali valori.

Sopravvalutazione esigua e fisiologica che potrà facilmente esser riassorbita dal mercato. Confermo pertanto il mio target di fine d’anno per l’$&P 500 pari a 2.430 punti. Aggiungo, inoltre, che le mie personali, e del tutto opinabili, previsioni, prevedono che l’up trend dei mercati azionari proseguirà, seppur con moderazione, anche nei primi 6 mesi del 2018 sino a raggiungere, per l’S&P 500, quota 2.560.

Futuro prossimo che si prospetta, pertanto, incerto, ma ancora favorevole, che cercherò di tradare con il mio originale trading system, fondato sullo sfruttamento e sulla valorizzazione dell’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, descritto negli studi e nelle ricerche dei professori Jegadeesh e Titman, ed illustrati nel mio sito http://longtermmomentum.wordpress.com/. Dall’inizio dell’anno il mio portafoglio denominato “ Azioni Italia – LTM “, registra una performance pari al + 9,65 %. Performance positiva ma inferiore a quella realizzata dal Ftse All Share, pari, nel contempo, al + 13,22 %. Una sotto-performance, sperasi temporanea, del 3,57 %, che dimostra che nei primi 6 mesi dell’anno l’effetto momentum ha alquanto latitato sul nostro listino. Circostanza che non fa, tuttavia, venir meno la fiducia nel nostro approccio operativo, che negli ultimi 4 anni ci ha regalato una sovra-performance media annua pari al 20,8 %. In coerenza con l’analisi di mercato esposta e con la mia view d’ordine generale, questa settimana, incremento dal 55 al 65 % l’entità dell’esposizione long del mio portafoglio costituito dal 82,5 % di posizioni long e dal 17,5 % di posizioni short . Chi desiderasse approfondire e ricevere maggiori informazioni sul mio trading system e sulla composizione del portafoglio “ Azioni Italia – LTM “ può consultare, se vuole, direttamente il mio sito.

Vi ringrazio per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di Intermarketandmore buon trading.

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3 commenti Commenta
nordsudovestest
Scritto il 18 luglio 2017 at 10:42

(…) “Ciclo economico caratterizzato da bassi prezzi delle materie prime, da bassi tassi interesse, da moderazione salariale, e con una domanda aggregata alquanto contenuta. Tutte condizioni iper favorevoli per la crescita delle quotazioni azionarie che, infatti, non si arrestano, e che proseguono invece a lievitare con una linearità ed una coerenza quasi disarmanti”. Praticamente è il ritratto di un’economia reale DE-flazionistica (cosa dovuta principalmente al debito), mentre la sola ed unica inflazione è in Borsa. Divaricazione totale. Come faccia questa situazione, prolungandosi, a non esasperare sempre di più la sopravvalutazione degli asset finanziari – praticamente autoreferenziali – non si sa.
E’ davvero come dice Bill Gross : una volta la regola era “compra bass e vendi alto”, ora è “compra alto e incrocia le dita”. Tutti riconoscono le anomalie, ma se tutti concordiamo sull’anomalia non bisognerebbe neppure scordarsi di riconoscere che un’anomalia è tale proprio in quanto transitoria, e può finire da un momento all’altro senza essere telefonata da nessuno. Questa dura già da anni e quindi, per essere un’anomalia, ormai assomiglia a una roulette russa. Saluti.

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Lukas
Scritto il 18 luglio 2017 at 13:31

nordsudovestest@finanzaonline,

Ritratto di un’economia reale deflazionistica ? …..definizione esagerata direi.
Diciamo che siamo in un ciclo economico del tutto peculiare…..ove per quasi 9 anni la crescita si è mantenuta modesta e moderata……..non sollecitando di conseguenza alcuna tensione inflazionistica. Crescita ed inflazione modeste……un connubio storicamente favorevole per i mercati azionari……quindi nulla di nuovo sotto il sole. Certo non durerà in eterno……ma questo è un altro discorso.

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omnia_funds
Scritto il 18 luglio 2017 at 18:11

Ottima analisi come sempre.
Nel rispetto della mia strategia nel mercato US porto l’esposizione al più coerente 20% dal 25.
E venduto a prezzi correnti , per essere precisi 183,50, la “N” dei ormai rimasti FAANG ovvero NETFLIX…
Saluti

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