WALL STREET: un lento e progressivo deterioramento della situazione

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Dopo tanti mesi di ininterrotta positività, anche il COT REPORT inizia a dare segnali di debolezza.  GUEST POST: Analisi dei dati del CFTC secondo la personale visione di Lukas.

Cari amici, nella trascorsa settimana, i mercati finanziari hanno espresso andamenti assolutamente interlocutori, non fornendo alcuna nuova indicazione circa gli andamenti futuri dei principali asset della finanza mondiale.

Lo scenario intermarket, infatti, ha registrato, dal punto di vista valutario, una sostanziale stabilità delle quotazioni del dollar index, stornato solo dello 0,1 %. Analoga stabilità hanno segnato le quotazioni delle commodities che, in termini reali, registrano un incremento dello 0,15 %, che conferma il buon trend di crescita degli ultimi 6 mesi, pari al 9,5 %. Più significative, invece, le movimentazioni registrate sul mercato obbligazionario. Il bond decennale Usa segna, infatti, un rendimento del 2,66 %, ossia 6 bps in meno della scorsa settimana. Anche il bund tedesco registra un rendimento inferiore a quello della scorsa settimana, pari all’1,48 %, ormai molto lontano dall’1,93 % registrato solo ad inizio 2014.Una situazione di stabilità sostanziale si è registrata anche sui mercati azionari. In particolare, il nostro benchmark di riferimento, l’S&P 500, ha segnato uno storno impercettibile dello 0,08 %, che mantiene in positivo dello 0,81 % il saldo complessivo di quest’anno, confermandone l’andamento laterale ed incerto di quest’inizio d’anno.

Dopo tale premessa, passo ad esaminare i nuovi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : – 39.616

Large Traders : + 9.753

Small Traders : + 29.863

Trova, dunque, ancora conferma, seppur con difficoltà crescenti, la configurazione complessiva del Cot Report sui derivati azionari Usa, ormai in auge dal lontano luglio dell’anno 2012. Questa settimana registriamo movimenti dei diversi operatori pari a 8.618 contratti, che vanno peraltro nella stessa direzione di quelli registrati sette giorni orsono, e che ne indeboliscono ulteriormente la consistenza. In particolare, i Large Traders, cedono altri 932 contratti long, e riducono la loro posizione Net Long al di sotto delle 10 mila unità, ossia ad un livello molto incerto e prossimo ad una possibile inversione. Anche gli Small Traders si mostrano molto meno ottimisti di sette giorni orsono, cedono infatti altri 7.686 contratti long, e nelle prossime settimane rischiano seriamente di ritrovarsi ad esser gli unici operatori in posizione rialzista, che com’è noto non è un bell’auspicio per l’evoluzione futura del mercato azionario. Di contro, i Commercial Traders, anche questa settimana, sono stati costretti a fronteggiare da soli le vendite delle altre 2 categorie di operatori, e ad acquistare l’intero lotto degli 8.618 contratti long, ed a ridurre di conseguenza la loro posizione Net Short.

Le movimentazioni di quest’ultima settimana, indeboliscono pertanto ulteriormente il quadro complessivo del mercato dei derivati azionari Usa, facendo presagire un storno settimanale degli indici azionari Usa, che indebolirebbe l’attuale situazione tecnica laterale, e che potrebbe costituire il preludio dell’ormai tanta invocata, e forse salutare, correzione.

Andamento sino ad oggi laterale, non semplice da tradare, attraverso i direzionali ETF, sicchè molto meglio si è rivelato puntare sullo stock picking sul ben più dinamico listino azionario italiano, da me effettuato secondo la strategia “LONG TERM MOMENTUM“, previo un check-up settimanale, che individua e seleziona indici, settori e titoli che presentano le migliori performance negli ultimi 6-12 mesi. Check-up che, anche questa settimana, conferma, che l’indice Ftse All Share, con il suo + 13,2 % dall’inizio dell’anno, risulta essere ancora il migliore degli indici occidentali. Il mio portafoglio, dopo un’eccellente ultima settimana, registra, invece, una performance del + 28,2 %, ossia ben il 15 % in più dell’incremento registrato dall’indice globale. Questa settimana, tuttavia, prendo atto dei rischi crescenti circa l’evoluzione futura del mercato azionario, e riduco la mia esposizione sui titoli finanziari, il mio portafoglio, sarà quindi costituito da tutti titoli a media e piccola capitalizzazione appartenenti ai settori dei servizi al consumo, dell’edilizia, dell’ auto, e dei servizi finanziari

Vi ringrazio, come sempre, per la vostra stima e fiducia, e formulo a TUTTI gli amici di Intermarketandmore i miei auguri di una nuova proficua settimana di trading .

Lukas

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Commenti (n° 3)Commenta

  1. Fuori Tema. Surfer stasera ci fai visita con l’indovinello della settimana? Che dici di puntare 100$ put Apple base 500. Buona giocata.

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  2. scalpercarson scrive:

    I bulls il triangolo non lo hanno considerato… Certo è che la forza deli hft in acquisto sul Dow Jones è semplicemente imbarazzante, vediamo come romperà il triangolo postato nel grafico in basso, certo è che dopo un + 160 % – minimi 2009: 6469 fino 16644 massimi 2014 – mi pare un po’ difficile considerare il triangolo sotto un segnale di continuazione… Pero’ I bears sono ancora in letargo

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  3. scalpercarson@finanza,

    Vedremo domani sera l’evoluzione del cot report sui derivati azionari usa. Anch’io trovo logica una correzione …non pronunciata però……max 7/8 % dai livelli attuali. Tuttavia, dato il protrarsi delle politiche monetarie espansive su scala globale, nulla può esser considerato scontato. Per tale motivo, anche se ci fosse la correzione, per fine anno mi attendo valori superiori a quelli attuali, ossia quota 2000 punti per l’S&P 500.

    Ciao Scalpercarson.

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