WALL STREET: tempo di correzione ma per il breve periodo

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GUEST POST – Wall Street appare più debole mentre invece PIazza Affari è in gran forma. Analisi dei dati del CFTC secondo la personale visione di Lukas.

Cari amici, nella scorsa settimana, come temevamo, i mercati azionari, dopo mesi di ininterrotti rialzi, hanno registrato uno storno consistente, seppur nell’ambito di un scenario intermarket contraddittorio, poco chiaro e sostanzialmente privo di elementi di rilevante novità.

Lo scenario intermarket, infatti, ha registrato, dal punto di vista valutario, un deciso storno delle quotazioni del dollaro Usa, pari a circa l’1%. Tuttavia, aldilà delle contradditorie ed imprevedibili risultanze settimanali, le quotazioni della valuta Usa, da ormai 4 anni, risultano sostanzialmente immutate e stabili. Ciò che invece sembra embrionalmente mutare, è il trend delle quotazioni delle commodities, che dopo 3 anni di ininterrotti ribassi, pari a circa il 20 %, da alcune settimane mostrano una leggera ripresa, anche se non si può certo già parlare di un’inversione del trend.

In concomitanza, con la ripresa delle quotazioni delle commodities, sembra, invece, del tutto contraddittoriamente, invertirsi la corsa al rialzo dei rendimenti del mercato obbligazionario. Il decennale Usa a fine settimana ha segnato, infatti, un rendimento del 2,72 %, ben 10 bps in meno di sette giorni orsono, ed ormai ben 31 bps in meno di quanto registrato alla fine del 2013. Analogamente Il bund tedesco, registra un rendimento dell’1,66 %, ossia ben 9 bps in meno della scorsa settimana, e ben 27 bps in meno dalla fine del 2013.

Ciò testimonia, ancora una volta, che le risultanze del mercato obbligazionario, e dei mercati finanziari in generale, sono ormai del tutto sganciati dalle vicende delle economie reali. Tra l’altro, lo storno dei rendimenti di quest’inizio d’anno, smentisce, in maniera del tutto inattesa, anche gli effetti annunciati del tapering. I bond, privi del sostegno della Fed, non dovevano infatti veder scendere le loro quotazioni ? Invece, si assiste, da oltre un mese, ad un continuo lievitare delle loro quotazioni, dato che verso di essi si dirigono a ritroso gran parte dei fondi che nel 2013 erano affluiti copiosamente sui mercati azionari, che non a caso da qualche settimana mostrano segnali di crescente debolezza. In particolare, il nostro benchmark azionario di riferimento, l’S&P 500, nell’ultima settimana ha registrato il maggior storno settimanale degli ultimi 20 mesi  e dall’inizio dell’anno segna già un calo del 3,14 %.

Dopo tale premessa, passo ad esaminare i nuovi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : – 64.107

Large Traders : + 30.804

Small Traders : + 33.303                  

Si riconferma, seppur in ulteriore indebolimento, la configurazione complessiva del Cot Report sui derivati azionari Usa, in auge ormai da ben 18 mesi. In quest’ultima settimana, registriamo movimentazioni nelle posizioni dei diversi operatori pari a 11.617 contratti. In particolare, i Large Traders riducono ulteriormente il loro ottimismo cedendo altri 10.692 contratti della loro posizione Net Long, che raggiunge il minimo ammontare degli ultimi 14 mesi. Gli Small Traders riducono anch’essi di 925 contratti la loro, del tutto abituale, posizione Net Long, e dopo molti mesi, risultano sinistramente gli operatori più ottimisti. Per contro, i Commercial Traders acquistano 11.617 contratti Long, e riducono ulteriormente la loro ancora ingente posizione di copertura Net Short. L’ulteriore indebolimento settimanale della configurazione del mercato dei derivati azionari Usa, segnala che i mercati azionari, dopo molti mesi, son giunti quasi sulla soglia dell’attesa, e da molti auspicata, correzione. Soglia, che tuttavia, non è stata ancora varcata, e che mi induce, anche per questa settimana, a non mutare, la mia ormai datata vision rialzista sull’andamento dei mercati azionari Usa ed occidentali.

Vision rialzista, perseguita, come ormai ben noto, non tramite i direzionali ETF, bensì attraverso lo stock picking condotto sul listino azionario italiano, sulla base della strategia “LONG TERM MOMENTUM“, ossia scegliendo, previo un check-up settimanale di borsa italiana, indici, settori e titoli che presentano le migliori performance negli ultimi 6-12 mesi. Check-up che, questa settimana, evidenzia, anche per borsa italiana, un deciso peggioramento. L’indice Ftse all Share registra, infatti, dall’inizio dell’anno, un guadagno dell’ 1,9  %, rispetto al 5,1 % di sette giorni orsono. Tuttavia, avendo puntato, prevalentemente, sui titoli dell’indice Ftse Small Cap, che negli ultimi 6 mesi registra una perfomance di ben 20 punti percentuali superiore all’indice globale di borsa italiana, il mio portafoglio non ha subito la stessa debacle settimanale, anzi registra un guadagno del 6,6 %, rispetto al 6,2 % della scorsa settimana, ossia ben il 4,7 % in più dell’incremento registrato sinora dall’indice globale di borsa italiana. Questa settimana, pertanto, riconfermo tutti i miei settori d’investimento privilegiati, ossia servizi al consumo, finanza ed edilizia, e modifico solo 2 dei 10 titoli che compongono il mio portafoglio, che sarà ora costituito da 7 titoli del Ftse Small Cap, da 1 titolo del Ftse Mid-cap, da 1 titoli del Ftse Micro Cap e da 1 titolo del Ftse Star .

Vi ringrazio, come sempre, per la vostra stima e fiducia, e formulo a TUTTI gli amici di Intermarketandmore i miei auguri per una nuova proficua settimana di trading .

Lukas

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Commenti (n° 5)Commenta

  1. lucianom scrive:

    Finalmente un po’ di aria fresca, speriamo che duri , non dico per tornare in attivo ma almeno per recuperare qualche perdita. So che è troppo presto, ma lasciami sperare… :wink:

  2. lucianom,

    Ciao Lucianom, come stai ?…era da un sacco di tempo che non ti leggevo.

    Quanto al merito, che dire…dopo ben 18 mesi di rialzi…..pressochè ininterrotti….ci sta che il mercato corregga un pò di eccessi accumulati….comunque siamo ancora nell’ambito di una fisiologica correzione…….ed il mio cot report……non ha ancora decretato l’inizio di una vera e propria inversione…….quindi non lasciarti andare a facili entusiasmi….e mi raccomando stai in campana :mrgreen:

  3. idleproc scrive:

    Buon divertimento.
    Aggiungeranno alle patrimoniali con nomi fantasy già in corso un’altra patrimoniale sulle patrimoniali.

    “The Bundesbank’s tough stance comes after years of euro zone crisis that saw five government bailouts. There have also bond market interventions by the European Central Bank in, for example, Italy where households’ average net wealth is higher than in Germany.

    “(A capital levy) corresponds to the principle of national responsibility, according to which tax payers are responsible for their government’s obligations before solidarity of other states is required,” the Bundesbank said in its monthly report.”

    http://www.reuters.com/article/2014/01/27/us-eurozone-crisis-bundesbank-idUSBREA0Q0HV20140127

  4. idleproc scrive:

    Il sistema produttivo privato nazionale è ormai quasi demolito.
    Quello pubblico è in svendita da tre decenni come il patrimonio pubblico con nessuna riduzione del debito e con una resa reale infima.
    Regalato, a tutti i livelli da quello centrale fino a quelli comunali.
    Il risparmio privato che sarebbe indispensabile per riprenderci ora viene attaccato…
    Concorrente eliminato e colonia assicurata.

  5. idleproc scrive:

    :evil: