WALL STREET: storia già vista, in attesa di una mini correzione

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GUEST POST – dopo il rimbalzo della settimana scorsa, ci aspettiamo l’ennesima correzione sempre all’interno del trend rialzista. Analisi dei dati del CFTC secondo la personale visione di Lukas.

Cari amici, nella settimana trascorsa, come avevamo previsto, i mercati finanziari hanno espresso andamenti diametralmente inversi a quelli della precedente ottava, perpetuando la lateralità e non sciogliendo le incertezze emerse in quest’inizio d’anno circa gli andamenti futuri dei principali asset della finanza mondiale.

Lo scenario intermarket, ha infatti registrato, dal punto di vista valutario, una rimbalzo delle quotazioni del dollar index dello 0,5 %. Continua, invece, la lievitazione delle quotazioni delle commodities che, in termini reali, registrano un incremento settimanale dell’1,4 %, che porta l’incremento complessivo degli ultimi 4 mesi ad un apprezzabile + 9 %, che sembra voler scongiurare nuove tensioni deflazionistiche. Molto marcate, in senso inverso a quelle della precedente settimana, le movimentazioni registrate sul mercato obbligazionario. Il bond decennale Usa segna, infatti, un rendimento del 2,72 %, ossia 10 bps in più della scorsa settimana. Meno effervescente, invece, il bund tedesco che segna un rendimento dell’1,52 %, ossia solo 2 bps in più della scorsa settimana, ed ancora 41 bps in meno dell’1,93 % registrato ad inizio 2014.

Quindi, calo marcato dei rendimenti obbligazionari, non solo tedeschi, ma dell’intera Europa, che testimonia ed evidenzia che le ipotesi di crescita economica nel vecchio continente restano ancora molto incerte, e che il pericolo deflazionistico non è affatto scongiurato, rendendo sempre più plausibile e giustificato un eventuale quantitative easing da parte della BCE. Si conferma, inoltre, la forte ripresa della correlazione inversa tra bond ed azioni, da vedersi con preoccupazione, poiché la stessa è caratteristica di fasi economiche deflazionistiche, a mio avviso, ancora non del tutto scongiurata. Il nostro benchmark azionario di riferimento, l’S&P 500, infatti, a fronte dello storno registrato, soprattutto dei bond Usa, ha registrato, in settimana, uno consistente rimbalzo del 2,71 %, che riporta in positivo dello 0,9 % il saldo complessivo di quest’anno. Rimbalzo che, come ben illustrato dal seguente grafico, ne conferma l’andamento laterale ed incerto di quest’inizio d’anno.

Dopo tale premessa, passo ad esaminare i nuovi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : – 48.234

Large Traders : + 10.685

Small Traders : + 37.549

Trova, dunque, conferma, seppur sempre più a fatica, la configurazione complessiva del Cot Report sui derivati azionari Usa, in auge ormai dal lontano luglio dell’anno 2012. In quest’ultima settimana registriamo movimentazioni dei diversi operatori pari a 11.114 contratti, che sembrano volerne indebolire la consistenza.

In particolare, i Large Traders, questa settimana cedono altri 7.280 contratti long, portando la loro posizionenNet Long a livelli esigui e molto prossima all’inversione. Anche gli Small Traders si mostrano meno ottimisti,ne cedono 3.834 contratti long e presto potrebbero ritrovarsi ad esser gli unici in posizione rialzista, chennon è certamente un bel viatico per il mercato azionario. Per contro, i Commercial Traders, si vedononcostretti a fronteggiare da soli le vendite delle altre 2 categorie di operatori, ed acquistano l’intero lotto deglin11.114 contratti long, riducendo la loro posizione Net Short ad un livello inferiore alle cinquantamila unità.

Le movimentazioni di quest’ultima settimana, indeboliscono pertanto il quadro complessivo del mercato dei derivati azionari Usa, e fanno presagire un nuovo storno settimanale degli indici azionari Usa che ne confermerà ancora l’andamento laterale ed incerto di quest’inizio d’anno.

Andamento laterale, non affatto semplice da tradare, attraverso i direzionali ETF, meglio puntare sullo stock picking sul ben più dinamico listino azionario italiano, da effettuare secondo la strategia “LONG TERM MOMENTUM“, previo un check-up settimanale, che individua e seleziona indici, settori e titoli che presentano le migliori performance negli ultimi 6-12 mesi. Check-up che, questa settimana, conferma che l’indice Ftse All Share con il suo + 14 % dall’inizio dell’anno è sempre il migliore degli indici occidentali. Il mio portafoglio, invece, ha un po’ sbollito gli eccessi rialzisti della scorsa settimana, e ridotto la performance ad un ancora apprezzabile + 24 %, ossia il 10 % in più dell’incremento registrato dall’indice globale. Questa settimana, prendo però atto della minore effervescenza dell’indice delle small cap, e riposiziono ulteriormente il mio portafoglio, che sarà ora costituito da 1 titolo del Ftse Mib, da 3 titoli dell’indice Mid-cap e da 6 titoli dello Small cap, tutti appartenenti ai settori dei servizi al consumo, della finanza, dell’auto e dell’edilizia. Vi ringrazio, come sempre, per la vostra stima e fiducia, e formulo a TUTTI gli amici di Intermarketandmore i miei auguri di Buona Pasqua e di una nuova proficua settimana di trading .

Lukas

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Commenti (n° 2)Commenta

  1. Grande Lukas, chi avesse seguito il tuo trading system dal 2012 sul mercato Usa non se ne sarebbe pentito…

  2. pinco14@finanza,

    Grazie Pinco….oggi invece la situazione si è fatta piu’ difficile…..spazi per salire ancora non ne vedo tanti….credo che qualche occasione in più vi sia sulla borsa italiana….rimasta molto indietro negli anni scorsi.