WALL STREET: squilibri all’orizzonte

Scritto il alle 22:35 da Lukas

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Tira aria di correzione? In effetti qualcosa si sta muovendo proprio in quella direzione con le “mani forti” che continuano a coprirsi, anche se bisogna sempre fare attenzione a parlare di inversione di tendenza con un trend così impressionante.  [Guest post]

Cari amici, nella settimana appena trascorsa, l’ennesimo assurdo attentato terroristico ha solo scalfito la quiete dei mercati finanziari internazionali. Reazioni finanziarie molto composte, del tutto analoghe a quelle verificatesi in precedenti e tragiche occasioni, che testimoniano l’assoluta irrilevanza economica politica e militare degli attentatori e dei loro folli ispiratori. Irrilevanza che rende ancor più tragico ed inaccettabile il sacrificio umano delle innocenti vittime.
Come accennato, lo scenario intermarket ha registrato solo modeste ed incoerenti variazioni. In particolare, il dollaro Usa rimbalza dello 0,4 % e sembra voler finalmente arrestare il suo down-trend, in voga ormai da ben 9 mesi. Le commodities, invece, stornano dello 0,5 %, e confermano la loro ormai cronica debolezza, testimoniata da un ritracciamento, in termini reali, pari al 13 % solo negli ultimi 6 mesi. Immobile, per contro, il mercato obbligazionario. Fermo, infatti, al 2,19 % il rendimento sul bond decennale Usa. Cresce invece di 4 bps il rendimento sul bund tedesco, che registra comunque un tasso ancora esiguo pari allo 0,42 %. Le yield curve appaiono leggermente meno inclinate ma segnalano ancora crescita, e non recessione, sia negli Usa che in Europa. Maggiore nervosismo si è invece avvertito sui mercati azionari. Il nostro benchmark azionario mondiale, l’S&P500, storna infatti per la seconda settimana consecutiva, arretra di un altro 0,65 % e torna a quota 2.425. Quota per me molto significativa, visto che il mio target di fine d’anno risulta fissato a quota 2.430 punti.

Ciò premesso, passo ad esaminare i nuovi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : – 39.652
Large Traders : + 51.929
Small Traders : – 12.277

Trova dunque conferma la configurazione del mercato dei derivati azionari Usa, in auge ormai da ben 16 mesi. Nell’ultima ottava registriamo, tuttavia, variazioni consistenti nelle posizioni dei diversi operatori, pari a ben 16.828 contratti. In particolare, i Commercial Traders cedono l’intero lotto dei 16.828 contratti long, e rimpinguano l’entità e la consistenza della loro abituale posizione di copertura, Net Short. Per contro, i Large Traders, acquistano la gran parte del lotto, ossia 15.675 contratti long, e riportano la loro posizione Net Long su livelli nuovamente molto elevati. Gli Small Traders, infine, acquistano i residui 1.153 contratti long, e limano la consistenza della loro inconsueta ed insolita posizione Net Short. Le movimentazioni di quest’ultima ottava, caratterizzate da ingenti vendite ad opera delle “ mani forti “, ci segnalano che, molto probabilmente, nelle prossime settimane, si vuole alimentare l’embrionale correzione appena iniziata.

Correzione che, se troverà seguito, resterà, a mio avviso, comunque ordinata, salutare e circoscritta. Dopo molti mesi di assenza una correzione è infatti necessaria, e costituirà un’ulteriore conferma del ben impostato trend primario, marcatamente rialzista. Allo stato infatti mancano ancora le condizioni per un’inversione decisa di questo prolungato ed ormai storico bull market dei mercati azionari. Le banche centrali non sembrano infatti decise a mollare la presa, e manterranno una politica monetaria accomodante. Il ciclo economico, peraltro, non dà alcun segnale di surriscaldamento, anzi il tasso di crescita resta moderato e contenuto. Ci sono solo degli eccessi valutativi, in qualche particolare settore, che sarebbe bene correggere e non alimentare.

Futuro prossimo che si prospetta, pertanto, incerto a breve, ma ancora solido a lungo termine, che cercherò, come sempre, di tradare con il mio originale trading system, fondato sullo sfruttamento e sulla valorizzazione dell’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, descritto negli studi e nelle ricerche dei professori Jegadeesh e Titman, ed illustrati nel mio sito http://longtermmomentum.wordpress.com/. Da inizio dell’anno il mio portafoglio denominato “ Azioni Italia – LTM “, registra una performance pari al + 15,42 %. Performance positiva e soddisfacente, e dopo alcuni mesi, nuovamente superiore a quella realizzata dal Ftse All Share, pari, nel contempo, al + 14,89 %. Una sovra-performance dello 0,53 %, che conferma che la fiducia nel nostro approccio operativo è sempre ben riposta, visto che negli ultimi 4 anni ci ha regalato una sovra-performance media annua pari al 20,8 %. In coerenza con l’analisi di mercato esposta e con la mia view d’ordine generale, questa settimana, riduco leggermente dal 77,5 al 75 % le mie posizioni long ed innalzo, nel contempo, dal 22,5 al 25 % le posizioni short, assumendo di conseguenza una posizione Net Long limitata al 50 % del mio portafoglio. Chi desiderasse approfondire e ricevere maggiori informazioni sul mio trading system e sulla composizione del portafoglio “ Azioni Italia – LTM “ può consultare, se vuole, direttamente il mio sito.
Vi ringrazio per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di Intermarketandmore buon trading.

Lukas

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