Wall Street: solo una fase di stand by per la politica monetaria?

Scritto il alle 15:25 da Lukas

GUEST POST – Wall Street e COT Report: Chart e analisi dei dati del CFTC secondo la personale visione di Lukas.

Cari amici, nell’ultima settimana, il contraddittorio proposito espresso dal presidente della Fed, di porre fine, entro la metà del 2014, se l’economia e l’occupazione Usa daranno tangibili segnali di ripresa, alla terza tranche del quantitative easing tuttora in corso, ha fatto da volano al turbolento andamento dei mercati finanziari internazionali. Proposito veramente contraddittorio, perché, della condizione posta a presupposto dell’annunciato intervento restrittivo, ossia la sostenibile ripresa dell’economia Usa, oggi lo stesso Bernanke non vede traccia.

A meno di miracoli, quindi, fra 12 mesi, come peraltro già accaduto in occasione della fine dei precedenti QE1 e QE2, tale proposito verrà mestamente riposto nel cassetto, non da Bernanke, ma dal suo successore, che su input delle autorità politiche americane sarà costretto a continuare una politica monetaria ancora molto accomodante.

Turbolento andamento, quindi, dello scenario intermarket, caratterizzato, in particolare, dal violento rimbalzo del dollaro Usa, che in una settimana ha guadagnato oltre il 2 % del suo valore. Apprezzamento della valuta americana, che ha consentito, di celare l’ulteriore discesa settimanale, in termini nominali, delle quotazioni delle commodities, che negli ultimi 2 anni hanno perso quasi il 20 % del loro valore, testimoniando con continuità ed in maniera evidente la persistente debolezza del ciclo economico. La turbolenza maggiore si è però avuta sul mercato obbligazionario, ove da alcune settimane si registra un’impennata vertiginosa dei rendimenti, ed uno storno delle quotazioni dei bond, di un’entità tale come non si vedeva da anni. Le quotazioni del mercato azionario, che a mio avviso, erano il vero obiettivo delle contraddittorie dichiarazioni del presidente della Fed, hanno anch’esse registrato uno storno, ma molto piu’ contenuto ed ordinato di quelli registrati sugli altri mercati. In particolare, il nostro benchmark di riferimento, l’S&P 500, ha registrato un ribasso settimanale del 2,11 %, che porta lo storno complessivo dai massimi storici di 5 settimane orsono ad un ancora modesto – 4,5 % .

Dato quest’ultimo che, associato alle attuali condizioni non inflazionistiche dell’economia reale, ci fa ritenere, il mercato azionario, ancora il migliore dei mondi finanziari attualmente esistente.

Dopo tale premessa, passo ad esaminare i nuovi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : – 76.849

Large Traders : + 70.582

Small Traders : + 6.267

Si riconferma, pertanto, ancora una volta, la configurazione complessiva del Cot Report sull’azionario Usa, in auge ormai da ben 11 mesi. In quest’ultima settimana, registriamo movimentazioni dei diversi operatori pari a 8.368 contratti, in controtendenza però rispetto a quelli registrati nelle settimane precedenti. In particolare, i Large Traders, acquistano nuovamente 8.368 contratti long, e consolidano la loro precedente e forte posizione Net Long. Per contro, i Commercial traders cedono 7.240 contratti long, e sembrano voler ritornare di nuovo ad una tranquilla e consistente posizione di copertura Net Short. Gli Small Traders, infine, cedono ulteriori 1.128 contratti long, e portano la loro posizione Net long, ad un’entità tale che in passato non ha mai prefigurato una correzione pronunciata degli indici azionari, anzi il contrario. Le movimentazioni di quest’ultima settimana, mi inducono pertanto a prefigurare una settimana con una volatilità decrescente, il rientro dagli eccessi ribassisti della scorsa settimana, e l’affermarsi di un ordinato movimento laterale degli indici azionari Usa, cosi come illustrato nel seguente grafico.

Per quanto concerne, infine, la mia operatività, attuata, lo ricordo, non tramite i direzionali ETF, bensì attraverso lo stock picking effettuato sul nostro listino nazionale, condotto sulla base della strategia “ LONG TERM MOMENTUM “, ossia selezionando indici, settori e titoli che registrano le migliori performance negli ultimi 6- 12 mesi, dall’inizio dell’anno registro un guadagno dell’ 11,5 %, a fronte di una perdita dell’ indice FTSE ALL SHARE pari al 5,5 %. Dunque una sovra-performance di ben 17 punti percentuali, che mi consente di non cambiare la mia posizione rialzista fino a che il nostro indice globale non raggiunga una perdita dell’8,5 %. Solo aldilà di tale punto d’indifferenza, infatti, la mia posizione long non troverebbe piu’ alcuna giustificazione e mi vedrò costretto ad assumere una posizione short. Ho dunque ancora altri 3 punti percentuali di margine, che cercherò di difendere modificando profondamente la composizione del mio portafoglio costituito da 10 titoli. In particolare, privilegerò i titoli del Ftse Mid-cap e del Ftse Star, appartenenti ai settori Industria, Tecnologia e Moda.

Vi ringrazio, come sempre, per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di Intermarketandmore una serena e proficua settimana.

LUKAS

 

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5 commenti Commenta
lucianom
Scritto il 24 giugno 2013 at 16:01

Ricordati quello che ho già scritto: S&P a 1425 (quotazione di inizio anno) poi forse rimbalzerà

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Lukas
Scritto il 24 giugno 2013 at 16:25

lucianom,

Vedremo……già il solo annuncio della fine tra 1 anno del QE 3.0…..ha prodotto un rimbalzo dei rendimenti obbligazionari……che rischia di affossare….non l’s&p 500……ma i bilanci pubblici di tutto l’occidente…….Lucianom non hanno via d’uscita…..dovranno implementare un QE 4.0……e forse anche uno 5.0…..fino a che l’economia non darà segnali tangibili….di vera ripresa :mrgreen:

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candlestick
Scritto il 24 giugno 2013 at 22:39

tenete in considerazione l’euro che è un buon termometro dell’economia, se dovesse essere rispettato il target qui riportato si aprirebbero scenari ribassisti più forti per le borse..

http://leapfuture.blogspot.it/2013/06/eur-usd-free-analysis-of-reserved-just.html

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pinco14
Scritto il 25 giugno 2013 at 10:58

Lukas,

A questo punto cambierà mai la configurazione del COT report?
D’altra parte se faranno un QE infinito (tanto la vera ripresa è una chimera) diventerà infinita anche questa configurazione del COT report :mrgreen:

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Lukas
Scritto il 25 giugno 2013 at 11:29

pinco14@finanza,

vedo che cominci a nutrire piu’ di qualche preoccupazione :mrgreen:

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