WALL STREET: siamo alle solite. Il toro non si ferma.

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Come anticipato, reazione e subito ripristino del mercato toro. GUEST POST: Analisi dei dati del CFTC secondo la personale visione di Lukas.

Cari amici, nella settimana appena trascorsa, i mercati finanziari internazionali, probabilmente rassicurati dal responso elettorale europeo, e dal mancato trionfo degli euro scettici, hanno consolidato tutti i trends in corso, e confermato il tranquillo scenario globale degli ultimi mesi. Lo scenario intermarket, in particolare, ha registrato, dal punto di vista valutario, una sostanziale stabilità delle quotazioni del dollar index e la conferma del fenomeno del carry trade con lo yen.

Le commodities, invece, registrano, in termini reali, una pesante battuta d’arresto, essendosi deprezzate in settimana dell’1,4 %, ponendo forse termine al trend di crescita degli ultimi 6 mesi. Coerentemente, continua invece lo storno dei rendimenti del mercato obbligazionario. In particolare, il bond decennale Usa segna un rendimento del 2,47 %, ossia 6 bps in meno della scorsa settimana, e ben 56 in meno di quanto registrato ad inizio dell’anno. Anche Il bund tedesco, segna un rendimento dell’1,36 %, ossia 5 bps in meno della scorsa settimana, e ben 52 in meno dall’inizio dell’anno. Ancor maggiori gli storni dei rendimenti registrati dai titoli dei paesi mediterranei dell’eurozona, con conseguente restringimento degli spread con i titoli tedeschi. Confermata, infine, l’attuale forte correlazione inversa tra tassi d’interesse ed equity. Il mercato azionario ha, infatti, registrato incrementi pressochè generalizzati. Il nostro benchmark azionario di riferimento, l’S&P 500, in particolare, ha ripetutamente ritoccato i sui massimi storici, chiudendo la settimana sulla quota record di 1923,57 punti.

Dopo tale premessa, passo ad esaminare i nuovi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : – 28.726

Large Traders : + 6.551

Small Traders : + 22.175

Come avevamo paventato, il mutamento della configurazione complessiva del Cot report sui derivati azionari Usa, registrata la scorsa settimana, non ha trovato conferma ed ha avuto breve vita. Questa settimana, infatti, registriamo movimentazioni dei diversi operatori pari a 17.784 contratti, che ribaltano la precedente configurazione, e rispristinano la situazione degli ultimi 22 mesi. In particolare, i Large Traders, riacquistano 17.784 contratti long, con i quali invertono nuovamente la loro del tutto momentanea posizione Net Short.

I Commercial Traders, invece, ricedono 6.300 contratti long, e consolidano la loro posizione Net Short. Gli Small Traders, infine, cedono anch’essi ben 11.484 contratti long, e riducono la loro abituale posizione Net Long, a livelli statisticamente non preoccupanti. Il rispristino della dominante configurazione degli ultimi 22 mesi, riallinea le risultanze del mercato dei derivati azionari Usa con le tranquille evidenze dello scenario intermarket, e con il quadro grafo-tecnico del nostro benchmark azionario di riferimento. Si è trattato, dunque di un false segnale, che a differenza di occasioni precedenti, non ci ha questa volta tratto in inganno. Pertanto, in attesa di ulteriori e più certe indicazioni, ribadisco nuovamente la mia vision lateral-rialzista sul futuro prossimo del mercato azionario.

Andamento lateral-rialzista, comunque non proprio semplice da tradare attraverso i direzionali ETF. A mio avviso, molto meglio puntare sullo stock picking sul più dinamico listino azionario italiano, da effettuare secondo i dettami del “LONG TERM MOMENTUM“, le cui basi scientifiche sono esposte nel mio nuovo sito http://longtermmomentum.wordpress.com/. Infatti, dopo 5 mesi, mentre l’indice Ftse All Share registra una perfomance annuale apprezzabile pari al 13,8 %, il mio portafoglio, registra un soddisfacente + 21,9 %, ossia ben 8,1 punti percentuali in più del nostro indice globale. Sovra performance che conferma, anche per il mercato azionario italiano, l’esistenza dell’effetto momentum evidenziato da numerose e pregevoli ricerche scientifiche, che con il mio portafoglio cerco di tradurre in termini operativi. Questa settimana, in aderenza alle nuove indicazioni provenienti dal mercato, ribilancio parzialmente il mio sopracitato portafoglio LTM, costituto prevalentemente da titoli small cap, appartenenti ai settori della finanza, della tecnologia, dell’ auto e dell’edilizia.

Vi ringrazio, come sempre, per la vostra stima e fiducia, e formulo a TUTTI gli amici di Intermarketandmore i miei auguri di una nuova proficua settimana di trading .

Lukas

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Commenti (n° 5)Commenta

  1. pinco14 scrive:

    e bravo Lukas, anche il sito internet…lo metto fra i preferiti, ti seguo
    :)

  2. Articolo molto buono come sempre.
    Penso che oltre alle movimentazioni dei contratti servirebbe il dato riconducibile all’OpenInterest assoluto Put and Call, per correlarsi quindi alla dinamica reale del mercato.

    My Best.

  3. pinco14@finanza,

    Grazie Pinco…ma lo sò da tempo che tu sei un mio fan :wink:

  4. phabe@finanza,

    Grazie Phabe.

    Quanto al dato dell’Open interest non l’ ho mai fornito per non complicare ulteriormente un’analisi già complicata di per sé. E comunque visto che me lo hai chiesto ti dico che questa settimana il dato è pari a 1.033.034 contratti….in crescita rispetto ai 996.284 della settimana precedente. E comunque, anche qui, come accade da tempo nel mercato primario, i volumi sono molto più bassi di quelli che c’erano negli anni scorsi.

  5. tisssscali scrive:

    Ciao Lukas, complimenti per l’articolo.
    Ho visitato il tuo blog, ma non ho trovato la lista dei 10 titoli in portafoglio. Pensi di pubblicarla?
    Grazie!

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