WALL STREET: si apre una finestra all’interno della fine del ciclo economico

Scritto il alle 15:35 da Lukas

wall-street-fear-index

Anche se il ciclo economico sembra indirizzarsi verso il suo epilogo, sembra intravvedersi qualche raggio di luce che, tatticamente, potrebbe portare un po’ di positività su Wall Street. Analisi COT Report del CFTC [Guest post]

Cari amici, nella settimana appena trascorsa, i dati dell’inflazione Usa, molto meno preoccupanti del previsto, hanno alquanto rasserenato i mercati finanziari internazionali. In particolare ha sorpreso l’andamento del PPI, ossia il dato dei prezzi della produzione industriale, regredito al 2,7 % dal +3 % del mese precedente. Si conferma pertanto, anche in questa fase finale del ciclo, la caratteristica fondamentale dello stesso, ossia l’assenza di apprezzabili tensioni inflazionistiche. Caratteristica davvero sorprendente e peculiare, che ha sostenuto ed alimentato il pluriennale bull market dei mercati azionari Usa, non ancora giunto al suo epilogo.

Se anche tale fine ciclo non porterà tensioni inflattive, è facile prevedere che anche la prossima recessione sarà meno grave e prolungata delle precedenti, e sicuramente molto diversa da quelle del 2008 e del 2002. Lo scenario intermarket conferma, in maniera evidente, quanto sopra detto. In particolare, il dollar index, dopo alcune settimane d’apprezzamento, prende una pausa, e si stabilizza intorno a quota 92,50. Anche le commodities, dopo aver registrato un incremento del 6,8 % nelle ultime sei settimane, si prendono una meritata pausa di riflessione. Evidenzio, tuttavia, che le stesse, negli ultimi 2 anni registrano un incremento, in termini reali, davvero esiguo, ossia pari al 4,4 %. Al netto delle ultime settimane il trend sarebbe pertanto ancora negativo, e ciò spiega molto circa i modesti tassi d’inflazione ancora in essere. Il mercato obbligazionario, invece, aveva destato qualche preoccupazione in più.

I rendimenti dei bond decennali Usa, sono infatti risaliti sino a quota 2,97 %. Ancora maggiore l’ascesa dei rendimenti sui bond a due anni, che hanno raggiunto quota 2,54 %. In realtà, il recente rialzo dei tassi, più che a immanenti fenomeni inflattivi, è dovuto al quantitative tightening della Fed, impegnata nella riduzione progressiva del proprio bilancio, dopo molti anni di quantitative easing e di politiche monetarie ultra espansive. I mercati azionari sembrano pertanto nuovamente rassicurati. Non a caso, il nostro benchmark azionario mondiale, l’S&P 500, registra, questa settimana, un incremento del 2,41 %, che lo riporta a quota 2.727,72 punti.

Ciò premesso, passo ad esaminare i nuovi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì sera dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : – 139.843
Large Traders : + 65.339
Small Traders : + 74.504

Anche il mercato dei derivati azionari Usa, conferma l’attenuarsi delle recenti tensioni. Si conferma, infatti, la configurazione, volatile ed incerta, degli ultimi 5 mesi, ma in quest’ultima ottava, registriamo variazioni, pari a 24.639 contratti, che ne attenuano gli estremi. In particolare, i Large Traders, cedono l’intero lotto dei 24.639 contratti long ed attenuano la loro abituale posizione trend-following, Net long. Attenuazione un po’ tardiva visto che il trend è divenuto molto più incerto già da alcuni mesi. Anche i Commercial traders, attenuano e riducono la loro tradizionale posizione di copertura Net Short, acquistano infatti ben 22.681 contratti long, e testimoniano, almeno a breve scadenza, minori timori sull’evoluzione prossima ventura dei mercati azionari Usa. Gli Small Traders, infine, acquistano anch’essi i residui 1.958 contratti long, e consolidano ulteriormente la loro attuale posizione Net Long.

Come accennato, le movimentazioni di quest’ultima settimana, riducono le estremizzazioni delle posizioni registrate nelle precedenti ottave. Evidentemente i recenti dati sull’inflazione rassicurano gli operatori. Si può pertanto aprire, almeno nel breve termine, una nuova finestra di opportunità per gli investitori. Finestra comunque tattica e non certo strategica, siamo infatti sempre nella fase finale di un ciclo economico, peraltro lunghissimo. Anche il dato degli Small traders lo dimostra, per la prima volta, infatti, dopo molti anni, sono gli operatori che hanno la posizione Net long più ingente.

La fine del ciclo non è però proprio dietro l’angolo, si può pertanto provare a sfruttare una possibile ultima gamba di rialzo sui mercati azionari. Io ci proverò, anche se operando sul mercato italiano, dovrò affrontare le incognite di natura politica connesse alla formazione del nuovo governo. Governo che non sembra avere, allo stato, la fiducia dei mercati, anzi tutt’altro. Ma i pregiudizi potrebbero esser smentiti, ed il FTSE MIB sfondare con decisione, dopo ben 9 anni, la barriera dei 24.000 punti.

Futuro prossimo che si prospetta, quindi, forse meno incerto per i mercati azionari, che cercherò, comunque, di tradare con il mio originale trading system, fondato sullo sfruttamento e sulla valorizzazione dell’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, descritto negli studi e nelle ricerche dei professori Jegadeesh e Titman, ed illustrati nel mio sito http://longtermmomentum.wordpress.com/. In questo movimentato inizio d’anno, il mio
portafoglio, denominato “ Azioni Italia – LTM “, registra una perdita dell’ 1,42 %, ascrivibile alla notevole volatilità affrontata, nonchè all’inattesa divergenza positiva della borsa italiana, che ha registrato sinora un lusinghiero + 9,50 %. Conseguita pertanto una sotto-performance del 10,92 %, che non fà, però, venir meno la fiducia nel mio trading system, che negli ultimi 5 anni ha conseguito una sovra-performance media annua pari al 16 %. Ciò detto, in coerenza con quanto in precedenza esposto, questa settimana muto l’assetto del mio portafoglio, innalzo cioè dal 62,5 all’82,5 % le mie posizioni long e riduco dal 37,5 al 17,5 % le mie posizioni short, assumendo di conseguenza una posizione Net Long, molto più audace, pari al 65 % del mio portafoglio. Chi desiderasse approfondire e ricevere maggiori informazioni sul mio trading system e sulla composizione del portafoglio “ Azioni Italia – LTM “ può consultare, se vuole, direttamente il mio sito.

Vi ringrazio per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di Intermarketandmore buon trading.

Lukas

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 0.0/10 (0 votes cast)
Nessun commento Commenta

Sostieni IntermarketAndMore!

ATTENZIONE Sostieni la finanza indipendente di qualità con una donazione. Abbiamo bisogno del tuo aiuto per poter continuare il progetto e ripagare le spese di gestione!

TRANSLATE THIS BLOG !

I sondaggi di I&M

Euro o non Euro....questo è il problema?

View Results

Loading ... Loading ...
View dei mercati

Per informazioni, contatti, proteste, idee e quant'altro.... contattatemi !

Image Hosted by ImageShack.us

intermarketandmore@gmail.com

Google+