Cerca nel Blog

WALL STREET: ritorno alla apparente normalità

Scritto il alle 12:13 da Lukas

wall-street-fear-index

Dopo un periodo di apparente difficoltà, sembra quasi che la situazione si sia normalizzata. E il COT Report non illustra nulla di particolarmente rivoluzionario alle porte. Quindi per la correzione, ci sarà ancora da aspettare. [Guest post]

Cari amici, nella settimana appena trascorsa, le dichiarazioni di Draghi sull’evoluzione della politica monetaria europea, volutamente mal interpretate, hanno determinato un improvviso ed inatteso mutamento dei principali trends dei mercati finanziari internazionali. Trattasi, a mio avviso, di un pretesto per correggere qualche recente eccesso, e non dell’avvio di un radicale mutamento dello scenario macroeconomico globale. E’ bene comunque vigilare ed attendere nuove conferme, e nell’eventualità non farsi cogliere impreparati.

Come detto, lo scenario intermarket ha evidenziato l’inversione repentina di tutte le sue più recenti tendenze. In particolare, il dollar index ha ripreso con vigore il suo recente processo di svalutazione, stornando in settimana di un ingente 1,7 %. L’euro, invece, grazie alle voci di una fine anticipata del QE, ha rapidamente raggiunto quota 1,14 contro dollaro. Le commodities, inoltre, hanno improvvisamente interrotto il loro prolungato down-trend, rimbalzando in una sola ottava del 3,7 %, in termini nominali. Il petrolio, in particolare,si è apprezzato di oltre il 10 %, risalendo da quota 42 a oltre 46 dollari al barile. Un impatto del tutto coerente con tali premesse si è registrato anche nel mercato obbligazionario. I rendimenti dei bond decennali Usa sono infatti lievitati di ben 16 bps, risalendo da quota 2,15 a quota 2,31 %. Ancor maggiore l’impatto sui bonds europei. Il rendimento del bund tedesco, infatti, quasi raddoppia in una sola settimana, lievitando da quota 0,26 a quota 0,47 %. Anche il BTP italiano registra una crescita di 25 bps dei propri rendimenti, passando da quota 1,91 a quota 2,16 %. Reazioni davvero eccessive ed immotivate, Draghi infatti ha solo detto che la situazione in Europa è migliore di quella di qualche mese fa, e non che siamo già in una fase di marcata espansione economica. Insomma un’interpretazione molto ottimistica dell’odierna realtà. Più composte le reazioni dei mercati azionari, soprattutto di quelli Usa. Il nostro benchmark azionario mondiale, l’S&P 500, registra infatti uno storno limitato pari allo 0,61 %. Più marcate invece le reazioni sui listini europei intimoriti da una paventata fine anticipata del QE da parte della BCE. Il Dax storna infatti del 3,2 %, il Cac del 2,7 %, mentre il nostro Ftse Mib limita le perdite all’1,2 %.

Ciò premesso, passo ad esaminare i nuovi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : – 27.896

Large Traders : + 27.120

Small Traders : + 776

fut_chart (4)

In perfetta concomitanza con i mutamenti dello scenario intermarket, muta anche la configurazione del mercato dei derivati azionari Usa. In quest’ultima ottava registriamo infatti variazioni limitate ma significative nelle posizioni dei diversi operatori, pari a 4.830 contratti. In particolare, dopo molti mesi, gli Small Traders, acquistando l’intero lotto dei 4.830 contratti long, tornano nuovamente, seppur di misura, in posizione Net Long. I Large Traders, invece, credono ancora nel trend rialzista dei mercati azionari, cedono infatti solo 340 contratti long, e rimangono, non più soli, in posizione Net Long. I Commercial Traders, infine, cedono i residui 4.490 contratti long, e consolidano la loro abituale posizione di copertura Net Short. Dunque, come avevamo paventato nelle scorse settimane, il mercato dei derivati azionari Usa è tornato ad una situazione di normalità, seppur ancora molto incerta e precaria. L’attuale configurazione è infatti quella più ricorrente nel mercato dei derivati azionari Usa, essendo presente in oltre il 50 % del tempo. La circostanza che gli Small Traders siano ritornati in posizione Net Long, non và intesa in senso negativo per le prospettive degli indici azionari Usa. La nuova configurazione infatti nelle ultime 200 settimane in cui è stata presente ha prodotto un incremento delle quotazioni pari al 37 %, ossia un incremento medio settimanale dello 0,18 %. Bisognerà iniziare a preoccuparsi quando gli Small traders rimarranno da soli in posizione Net Long, eventualità questa che al momento appare ancora molto lontana. D’altra parte non crediamo che le risultanze intermarket di quest’ultima ottava avranno ulteriore e marcato seguito, prospettano infatti una situazione eccessivamente ottimistica dell’economia globale, molto distante dall’attuale realtà.

Futuro prossimo che si prospetta, pertanto, ancora incerto, che cercherò di tradare con il mio originale trading system, fondato sullo sfruttamento e sulla valorizzazione dell’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, descritto negli studi e nelle ricerche dei professori Jegadeesh e Titman, ed illustrati nel mio sito http://longtermmomentum.wordpress.com/. Da inizio d’anno il mio portafoglio denominato “ Azioni Italia – LTM “, registra una performance positiva pari all’ 8,39 %. Performance nuovamente inferiore a quella realizzata dal Ftse All Share, pari, nel contempo, al + 8,64 %. Una sotto-performance dello 0,25 %, che testimonia che in questi primi 6 mesi dell’anno l’effetto momentum ha alquanto latitato sul nostro listino, ciò comunque non fà venir meno la fiducia nel nostro approccio operativo che negli ultimi 4 anni ci ha regalato una sovra- performance media annua pari al 20,8 %. In coerenza con l’analisi di mercato esposta e con la mia view d’ordine generale, questa settimana, confermo l’entità della mia esposizione long, pari al 65 % del mio portafoglio ( 82,5 % di posizioni long, e 17,5 % di posizioni short ). Chi desiderasse approfondire e ricevere maggiori informazioni sul mio trading system e sulla composizione del portafoglio “ Azioni Italia – LTM “ può consultare, se vuole, direttamente il mio sito.

Vi ringrazio per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di Intermarketandmore buon trading.

VN:F [1.9.20_1166]
Rating: 10.0/10 (1 vote cast)
WALL STREET: ritorno alla apparente normalità, 10.0 out of 10 based on 1 rating
Nessun commento Commenta

Sostieni IntermarketAndMore!
outlook-2017-iam

ATTENZIONE Sostieni la finanza indipendente di qualità con una donazione. Abbiamo bisogno del tuo aiuto per poter continuare il progetto e ripagare le spese di gestione!

TRANSLATE THIS BLOG !

I sondaggi di I&M

EURO: quale futuro ci attende?

View Results

Loading ... Loading ...
View dei mercati

Per informazioni, contatti, proteste, idee e quant'altro.... contattatemi !

Image Hosted by ImageShack.us

[email protected]

Commenti recenti
  • [email protected] su WALL STREET ai massimi. E l’economia si contrae. #TUTTOBENE
  • [email protected] su WALL STREET ai massimi. E l’economia si contrae. #TUTTOBENE
  • [email protected] su SUPER EURO: ma il mercato potrebbe cambiare tendenza
  • paolo41 su SUPER EURO: ma il mercato potrebbe cambiare tendenza
  • [email protected] su WALL STREET: una garanzia per la prosecuzione dell’uptrend!
  • Lukas su WALL STREET: una garanzia per la prosecuzione dell’uptrend!
  • [email protected] su RECORD del DOW JONES: assist della Yellen, ma il grafico fa paura
  • [email protected] su WALL STREET: una garanzia per la prosecuzione dell’uptrend!
  • aorlansky60 su RECORD del DOW JONES: assist della Yellen, ma il grafico fa paura
  • [email protected] su ETHEREUM: crollo della criptovaluta. Come volevasi dimostrare.

Google+