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WALL STREET: questa volta, qualcosa è veramente cambiato

Scritto il alle 14:40 da Lukas

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La settimana appena trascorsa ha continuato a vedere grande volatilità sia al rialzo che al ribasso. Il quadro di fondo sembra definitivamente variato, per la prima volta dopo tanti anni. Analisi intermarket e del solito COT Report del CFTC. [Guest Post]

Cari amici, gli esagerati accadimenti delle ultime due settimane hanno improvvisamente chiuso ed archiviato un lunghissimo periodo di compressa volatilità sui mercati finanziari internazionali. Bisogna, credo, doverosamente prenderne atto e mutare di conseguenza il nostro approccio interpretativo ed operativo. Lo scenario intermarket, questa settimana ha, infatti, parzialmente ribaltato le risultanze della precedente ottava. In particolare le quotazioni del dollar index hanno registrato un apprezzamento dell’1,1 %, del tutto giustificato in un mercato alla ricerca di nuovi riferimenti e nuove certezze. Inoltre, dopo molti mesi di ingenti storni, anche le quotazioni delle commodities registrano un beneaugurante apprezzamento del 2,9 % in termini reali. Coerentemente, anche dal mercato obbligazionario giungono delle buone notizie. I bond decennali Usa, segnano, infatti, di nuovo un rendimento del 2,19 %, in rialzo di 15 bps rispetto alla scorsa settimana, ed ancor meglio fa il bund tedesco, che registra un tasso dello 0,74 %, in rialzo di 18 bps rispetto a sette giorni orsono. Infine, anche i mercati azionari che, ad inizio settimana sembravano voler definitivamente crollare, hanno mostrato segni di nuova vitalità. Il nostro benchmark azionario mondiale, rappresentato dall’S&P 500, ha infatti chiuso l’ottava con un saldo positivo pari allo 0,91 %, ed analoghi o maggiori recuperi si sono registrati su tutti i mercati europei, e ciò nonostante l’ingente ulteriore storno del 7,85 % della borsa di Shanghai.

Dopo tale premessa, passo ad esaminare i nuovi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì sera dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : – 9.082

Large Traders : – 3.278

Small Traders : + 12.360

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Cambia, pertanto, nuovamente, la configurazione generale del mercato dei derivati azionari Usa. In quest’ultima ottava, registriamo movimentazioni, pari a 12.765 contratti, che non lasciano tuttavia ancora presagire un ritorno alla normalità ed un rapida riduzione dell’attuale elevata volatilità. In particolare, questa settimana, i Commercial Traders, fallito il loro ultimo debole tentativo di sostegno ai mercati, cedono l’intero lotto dei 12.765 contratti long, e tornano nuovamente in posizione Net Short. Non sono pero i Large Traders, ad acquistare la maggior parte del lotto, gli stessi limitano infatti gli acquisti a soli 1.258 contratti long e rimangono ancora in posizione Net short. Più ingente invece l’intervento degli Small traders, che acquistano i restanti 11.507 contratti long, scongiurando almeno per il momento l’ipotesi, davvero anomala, di un loro passaggio in posizione Net Short. Le movimentazioni di quest’ultima settimana disegnano una  configurazione

tipicamente ribassista, però molto precaria, poiché mantengono ancora tutti gli operatori molto prossimi alla linea dello zero, ossia alla linea di demarcazione tra posizione Net Long e Net Short. Una situazione pertanto di assoluta incertezza, che non lascia presagire una prossima e significativa riduzione della volatilità dei mercati che,credo, permarrà elevata anche nelle prossime settimane. Volatilità che danneggerà maggiormente i paesi più deboli, mentre l’S&P 500 ed il DAX mi appaiono aver già raggiunto un loro  omentaneo livello di equilibrio.

Prospettive, pertanto, molto più incerte e difficili del recente passato, che cercherò di tradare con il mio originale trading system che subirà, però, degli opportuni aggiustamenti, pur restando ancorato alla valorizzazione dell’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, descritto negli studi dei professori Jegadeesh e Titman, ed illustrati nel mio sito http://longtermmomentum.wordpress.com/. Aggiustamenti doverosi, resisi necessari dalle vicende delle ultime due settimane che hanno ridotto la performance annua del mio portafoglio “ Azioni Italia – LTM “ ad un esiguo + 4,65 %, inferiore di ben 12,7 punti percentuali rispetto a quella conseguita dal nostro benchmark nazionale, rappresentato dal Ftse All Share, pari nel contempo al + 17,35 %. Confidiamo, comunque, di poter recuperare con pazienza l’attuale gap di performance, mai registrato negli ultimi anni, che testimonia anch’esso dell’improvviso e significativo mutamento di scenario avvenuto nelle ultime due settimane. Per ricevere maggiori informazioni sul mio trading system e sulla composizione del portafoglio “ Azioni Italia – LTM “ gli eventuali interessati possono, se lo desiderano, consultare direttamente il mio sito.

Vi ringrazio per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di Intermarketandmore buon trading.

Lukas

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2 commenti Commenta
pasolo
Scritto il 5 settembre 2015 at 11:02

La configurazione sull’SP500, sul VIX e sull’ High Yield Corporate è IDENTICA all’estate-autunno 2011
Quindi non mi meraviglierei se tra un paio di mesi ripartisse un rally importante sull’indice americano e probabilmente dovrebbe essere anche l’ultimo dato che per me siamo arrivati ad un picco ciclico ( vedi dati sull’occupazione che dirige il tutto.. )
che ne pensi Lukas?
considerando anche che il grande Buffet qualche settimana fa ha fatto un grande movimento in acquisto…

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Lukas
Scritto il 5 settembre 2015 at 13:09

pasolo@finanza,
Caro Pasolo i mercati stanno cercando il bottom…dal quale ripartire…..ma non sembrano averlo ancora trovato…..per maggiori dettagli ti rinvio al mio prossimo post di lunedì.
Ciao buon weekend

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