WALL STREET: prosegue la salita. E per lo storno….

Scritto il alle 23:48 da Lukas

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L’ultimo meeting FED ha dato una grossa mano al mercato azionario USA. Il timore di una correzione delle borse è rimandato a molto più avanti.  [Guest post]

Cari amici, nella settimana appena trascorsa, l’atteggiamento dovish emerso dall’ultimo meeting della FED ha reso molto più tranquilli i mercati finanziari internazionali. Confidiamo pertanto che, a differenza di quanto successo più volte in passato, questo lungo ciclo economico possa naturalmente terminare per anzianità e non per un errore di politica monetaria. Allo stato, infatti, non vi sono ancora le condizioni per porre fine alle politiche monetarie accomodanti attuate in questi anni dalle diverse Banche Centrali.

Le decisioni dovish della FED hanno comunque determinato importanti effetti sull’intero scenario intermarket. In particolare, l’ipotesi di un rinvio dell’aumento dei tassi Usa, ha ulteriormente accentuato il deprezzamento del dollaro americano. Negli ultimi 9 mesi la valuta Usa ha ceduto quasi il 10 % del suo valore, riallineando di conseguenza tutti i maggiori rapporti di cambio. Il rapporto EURUSD è infatti risalito sin quota 1,17, mentre il rapporto USDYEN è ridisceso sin quota 1,10. La rivalutazione già ingente di euro e yen, impedisce di fatto che anche in Europa e Giappone vengano prossimamente adottate restrizioni di politica monetaria. L’ingente svalutazione del dollaro Usa, inoltre, da alcune settimane, sta favorendo una modesta ripresa delle quotazioni delle commodities. Il crude oil, in particolare, è risalito nuovamente in prossimità di quota 50 dollari al barile.

Per quanto concerne, invece, il mercato obbligazionario non vi sono novità di rilievo. Aldilà delle movimentazioni contingenti, sono infatti ormai ben 7 anni che si è sostanzialmente arrestata la quasi trentennale caduta dei rendimenti, e che si lateralizzi in un range ricompreso tra 1,50 e 2,50 %. C’è da augurarsi che dopo questo lungo periodo di lateralizzazione i rendimenti invertono finalmente la rotta e tornino a salire. Allo stato, però, mancano ancora le condizioni, ossia una crescita economica ben più sostenuta dell’attuale. L’ipotesi di un rialzo sostanziale dei rendimenti, allo stato molto improbabile, viene invece usato come spauracchio per tentare di moderare e contenere la crescita ininterrotta delle quotazioni azionarie. Ma è evidente che trattasi di un’ipotesi totalmente priva di logica e di fondamento, e che l’up-trend dei mercati azionari sia destinato ulteriormente a proseguire.

Ciò premesso, passo ad esaminare i nuovi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : – 37.768
Large Traders : + 44.180
Small Traders : – 6.412

In totale coerenza con quanto accade nello scenario intermarket, il mercato dei derivati azionari Usa riconferma, e consolida, la sua favorevole configurazione. Nell’ultima ottava registriamo, variazioni nelle posizioni dei diversi operatori, pari a 9.572 contratti. In particolare, i Commercial Traders, evidentemente molto rassicurati dalle ultime decisioni della FED, cedono l’intero lotto dei 9.572 contratti long, e consolidano la loro abituale posizione di copertura Net Short. I Large Traders, invece, essendo operatori trend-following, dimostrano di credere nella continuazione del trend rialzista, acquistano infatti altri 7.011 contratti long, e rafforzano la loro, ancora solitaria, posizione Net Long. Gli Small Traders, infine, acquistano i residui 2.561 contratti long, ma non invertono la loro attuale posizione, inopinatamente Net Short. Le movimentazioni di quest’ultima ottava, al contrario di quelle di una settimana fa, ci dicono che gli operatori di mercato si sentono abbastanza rassicurati e che non temono imminenti “ errori “ di politica monetaria da parte delle diverse Banche Centrali.

Tale sentiment non lascia presagire alcuna inversione di trend nell’andamento dei mercati azionari, ne tantomeno il verificarsi di crash imminenti, come adombrato incomprensibilmente da molti. Certo, come dimostrano le vicende dell’ultima settimana sul Nasdaq, qualche sopravvalutazione è possibile scorgerla su taluni titoli e settori del mercato azionario. Una correzione limitata e contenuta, dell’ordine del 3 – 4 %, sarebbe pertanto auspicabile, e costituirebbe un’ottima occasione d’acquisto. Con tale sentiment però anche tale circoscritta correzione appare, a mio avviso, di difficile attuazione ed alquanto improbabile. La mancata partecipazione al mercato degli investitori retail, testimoniata dalla posizione Net Short degli Small Traders, rende infatti arduo anche un limitato storno delle attuali quotazioni. C’è quindi il rischio concreto che l’attuale circoscritta sopravvalutazione si ampli e che la stessa venga poi riassorbita più avanti nel tempo, con una correzione inevitabilmente più marcata di quella, da me, oggi auspicata.

Futuro prossimo che si prospetta, pertanto, ancora positivo, che cercherò, come sempre, di tradare con il mio originale trading system, fondato sullo sfruttamento e sulla valorizzazione dell’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, descritto negli studi e nelle ricerche dei professori Jegadeesh e Titman, ed illustrati nel mio sito http://longtermmomentum.wordpress.com/. Dall’inizio dell’anno il mio portafoglio denominato “ Azioni Italia – LTM “, registra una performance pari al + 7,57 %. Performance positiva ma inferiore a quella realizzata dal Ftse All Share, pari, nel contempo, al + 12,93 %. Una sotto-performance del 5,36 %, che testimonia che il mio portafoglio, negli ultimi mesi, ha molto sofferto dell’assenza dell’effetto momentum sul nostro listino. Evento che, in base alla nostra pregressa esperienza, riteniamo del tutto transitorio, e che non fa venir meno la fiducia nel nostro approccio operativo, che negli ultimi 4 anni ci ha regalato una sovra-performance media annua pari al 20,8 %. In coerenza con l’analisi di mercato esposta e con la mia view d’ordine generale, questa settimana, riconfermo l’assetto del mio portafoglio, costituito dal 77,5 % di posizioni long e dal 22,5 % di posizioni short, ossia da una posizione Net Long pari al 55 % . Chi desiderasse approfondire e ricevere maggiori informazioni sul mio trading system e sulla composizione del portafoglio “ Azioni Italia – LTM “ può consultare, se vuole, direttamente il mio sito.

Vi ringrazio per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di Intermarketandmore buon trading.

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1 commento Commenta
omnia_funds
Scritto il 1 agosto 2017 at 13:32

Sempre interessante la tua analisi.
Resto del parere che, per quanto riguarda la posizione US Equity, il mercato stà lentamente raggiungendo target di prezzo tempo come stabilito ovvero 2.470-2.510/20 nella settimana 24/28 luglio 1/4 agosto. Pertanto entro il fine settimana rimarrò FLAT per tutto il mese. Ciò non vuol dire che il mercato non potrà ancora salire ma… il risk forward è troppo elevato per rimanere anche con una percentuale minima. A mio avviso si potrebbe verificare un flash crash molto violento e inaspettato. Cosa che si è verificata sul NASDAQ per già due volte…ci sono segnali che non andrebbero sottovalutati.
La scarsa partecipazione al rialzo testimoniata da una percentuale del 35-40% di esposizione lunghe, contro un massimo importante di almeno il doppio, non è certo da euforia e lo scetticismo degli small trader lo confermano…ma ciò non toglie che siamo giunti a livelli almeno di un consolidamento/correzione….
Saluti.

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