WALL STREET: per il Cot Report la crisi sarà superata

Scritto il alle 18:07 da Lukas

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Sono ore determinanti per capire il destino della Grecia. Anche i mercati continuano a vivere nel’incertezza, il COT Report ci illustra un quadro migliore, suggerendo la probabilità di una soluzione positiva della nota vicenda greca, come auspicato dai potente ella Terra. [Guest Post]

Cari amici, le vicende di quest’ultima settimana, focalizzate quasi unicamente sulle problematiche greche, rischiano seriamente di distorcere una lettura ragionata dell’attuale scenario economico globale, e di far assumere di conseguenza decisioni d’investimento errate di cui ben presto ci si potrebbe pentire.

Lo scenario intermarket, nella scorsa settimana, ha, infatti, registrato, un ulteriore apprezzamento dello 0,7 % delle quotazioni del dollar index. che ha riportato il rapporto di cambio EUR/USD nei pressi di quota 1,10. Inoltre, ancora una volta, a dispetto di quanto accaduto negli ultimi mesi, all’apprezzamento della valuta Usa si è accompagnata una rivalutazione nominale delle quotazioni delle commodities, pari ad un ulteriore 0,7 %.

Movimenti reiterati che sembrano voler definitivamente arrestare lo storno prolungato subito dalle commodities, e che lasciano intravvedere migliori prospettive di crescita dell’economia mondiale. Positive prospettive, che trovano, peraltro, conferma anche negli accadimenti che si registrano nel mercato obbligazionario. I rendimenti sui titoli decennali di Usa e Germania, infatti, sembrano allontanare lo spettro di una loro rapida risalita, che imporrebbe alle Banche Centrali di rivedere l’attuale accomodante politica monetaria espansiva. L’unico mercato in cui le vicende greche sembrano aver qualche effetto, del tutto emotivo, sono i mercati azionari, ed in particolare quelli europei, che hanno trovato un buon pretesto per stornare una parte degli ingenti guadagni conseguiti nei primi mesi dell’anno. I mercati azionari Usa, invece, si dimostrano molto più sereni e tranquilli, evidenziando solo una mini correzione che non intacca il trend lateral rialzista degli ultimi mesi. .

Dopo tale premessa, passo ad esaminare i nuovi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati solo ieri sera dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : – 3.576

Large Traders : – 10.141

Small Traders : + 13.717

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Com’era prevedibile, in concomitanza con le tensioni emerse sul fronte europeo, si registra, una nuova configurazione generale del mercato dei derivati azionari Usa. In quest’ultima ottava, si sono infatti registrate movimentazioni ingenti pari a ben 19.467 contratti. In particolare, i Large Traders, mutano drasticamente orientamento, cedono infatti l’intero lotto dei 19.467 contratti long, ed invertono di botto la loro Net position.

Gli Small Traders, invece, si dimostrano più ottimisti, acquistano 6.691 contratti long, e rafforzano la loro abituale posizione Net Long, divenuta molto debole nelle precedenti settimane. I Commercial Traders, infine, come in tutti momenti topici degli ultimi anni, non fanno mancare il loro decisivo sostegno ai mercati azionari Usa, ed anche in questa occasione acquistano ben 12.776 contratti long, riducendo la loro abituale posizione di copertura Net Short a livelli davvero esigui. Le movimentazioni di quest’ultima settimana, unitamente alle considerazioni espresse sullo scenario intermarket, mi convincono che ben presto le tensioni indotte dalla interminabile saga greca saranno superate, ed i mercati azionari internazionali torneranno a prezzare i loro asset unicamente in base ai valori fondamentali ed alle prospettive di crescita dell’economia che appaiono migliori di qualche mese addietro.

Prospettive, pertanto, molto meno malvagie di quanto appaiono, che cercherò di tradare con il mio originale trading system che, come ormai ben sapete, si propone di valorizzare l’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, individuato nelle pregevoli ricerche condotte dai professori Jegadeesh e Titman, ed i cui presupposti scientifici sono illustrati nel mio sito http://longtermmomentum.wordpress.com/. Dopo quest’ultima terribile settimana borsistica, il mio portafoglio “ Azioni Italia – LTM “, registra una tenuta davvero sorprendente, registrando una performance annua ancora pari al + 22,13 %, di gran lunga superiore a quella conseguita dal nostro benchmark nazionale, rappresentato dal Ftse All Share, pari nel contempo al + 14,7 %. Una sovra- performance di ben 7,43 punti percentuali, che ci conferma della bontà del nostro approccio operativo. In attesa della soluzione del problema ellenico, questa settimana assumo tatticamente un atteggiamento più prudente e riduco la componente long del mio portafoglio al 70 % . Per ricevere maggiori informazioni sul mio trading system e sulla composizione del portafoglio “ Azioni Italia – LTM “ gli eventuali interessati possono, se lo desiderano, consultare direttamente il mio sito.

Vi ringrazio per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di Intermarketandmore buon trading.

Riproduzione riservata

Lukas

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11 commenti Commenta
idleproc
Scritto il 7 luglio 2015 at 21:20

Sinceramente, senza nessuna ironia, spero che tu abbia ragione.

http://www.investmenttools.com/futures/crb_index.htm

Nessuno desidera un futuro in un tritacarne.

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Lukas
Scritto il 7 luglio 2015 at 22:19

idleproc@finanza,

caro amico, sempre senza nessuna ironia, e solo per completezza d’informazione, poichè le commodities sono espresse in dollari Usa avresti dovuto postare contemporaneamente anche il grafico di quest’ultimo………..e noteresti che è esattamente opposto a quello del CRB.

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idleproc
Scritto il 7 luglio 2015 at 22:37

Hai ragione.

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Lukas
Scritto il 7 luglio 2015 at 23:00

idleproc@finanza,

Ok….quindi concorderai che non c’è nessun crollo economico all’orizzonte….

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idleproc
Scritto il 8 luglio 2015 at 09:52

Lukas,

Non sono un “catastrofista”, ritengo che l’economia reale globale a livello macro sia in sovrapproduzione e che non abbia ancora raggiunto il livello più basso del ciclo di lungo periodo.
All’interno della “caduta” generale ci sono oscillazioni a breve laterali e anche positive.
La “crisi” finanziaria è solo lo specchio dell’economia reale ove risiede il problema.
Inoltre quella che viviamo è una ristrutturazione complessiva del sistema dei mercati.
Se ne uscirà nel modo tradizionale, espansione del “sistema” con l’allargamento geoeconomico assorbendo aree arretrate in condizioni sostanzialmente pre-capitaliste e l’ampliamento della base produttiva.
Il capitale investito nelle aree “fuori-mercato” verrà bruciato come da tradizione e il sitema si riadatterà alle mutate condizioni anche energetiche se si vuol considerare questo aspetto.
La “catastrofe” può accadere solo nelle dinamiche sociali e la loro interazione col sistema economico e politico.
In sostanza, il baraccone non cascherà mai da solo, è molto adattabile, come già dimostrato.
Ovviamente non sono valutazioni etiche.

Il senso “qualitativo” del grafico che ho postato, sbagliando anche nel tono era un “attenzione”, non penso sia finita.

(peraltro sono uno di quelli che apprezza il tuo metodo tecnico in quanto esprime comportamenti reali di gruppi socioeconomici e ha un livello di astrazione rispetto al reale molto inferiore ad altre “tecniche”)

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Lukas
Scritto il 8 luglio 2015 at 10:26

idleproc@finanza,

Concordo sulle tue considerazioni d’ordine generale……peraltro se non ci fossero problemi non si attuerebbero politiche monetarie iper espansive su scala globale…..nel tentativo di assorbire almeno una quota della sovra-produzione esistente.

La mia analisi, che dici di apprezzare, e di cui ti ringrazio, è tuttavia di più breve periodo…….sul quale non scorgo imminenti pericoli di crolli….stile 2008.

I vari QE in atto, infatti, hanno almeno per il momento arrestato la spirale deflazionistica…..anche se non riescono, a mio avviso, a riavviare nuovamente una crescita economica sostenuta.

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idleproc
Scritto il 8 luglio 2015 at 10:33

Lukas,

Il mio non è un “apprezzamento formale” tra amici, è sulla sostanza che deriva degli aspetti che ho sottolineato.

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lukeof
Scritto il 8 luglio 2015 at 10:44

Io ho un interpretazione leggermente diversa.
Credo che in sostanza i mercati qualunque essi siano, poichè il “problema greco” è già stato spostato dal “privato” al “pubblico” sostanzialmente non siano affatto preoccupati delle vicende greche, in quanto riguardanti appunto delle entità statuali e non private.
L’unica ipotetica preoccupazione poteva essere quella sul mercato valutario, ma al riguardo non c’è una nessuna volumetria e/o problema che possa condizionare il QE europeo, ergo anche qui, nessuna conseguenza.
Sulla questione che i mercati azionari possano “prezzare i loro asset unicamente in base ai valori fondamentali ed alle prospettive di crescita dell’economia che appaiono migliori di qualche mese addietro.”, permettimi di sorridere un po’, peraltro in pieno rispetto della vision non solo tua ma di tanti altri. Piu’ che altro perchè se è vero che la questione di fondo è psicologica, non c’è dubbio che poichè tutto il branco marcia riunito verso X, il famoso X è non dico vero ma “credibile”. Il problema che pongo è quanto questa “credibilità” sia essa da statistiche X o Y sia “sostenibile”. :)

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kry
Scritto il 8 luglio 2015 at 12:02

idleproc@finanza,

” …. ritengo che l’economia reale globale a livello macro sia in sovrapproduzione e che non abbia ancora raggiunto il livello più basso del ciclo di lungo periodo.” ### Secondo me tutto il nocciolo del problema sta li. Per profitto ci sarà sempre un innovazione tecnologica , la quale di fatto diventa sovrapproduttiva. IL problema diventa esponenziale nel momento in cui si è voluto legare il debito alla produzione. Gia nel 1920 gli USA avrebbero dovuto prenderne atto dopo una crescita tumultuosa durata 60 anni che ha portato il pil crescere di quasi 14 volte e la popolazione a triplicarsi con un aspettativa sulla vita nettamente inferiore a quella attuale. La risposta gli USA la diedero 2 giorni prima di Natale 1913 con la istituzione della FED che non sembra abbia lavoraro per il bene comune. ( Interessante è vedere chi era la prima potenza economica nella metà del 1800 ).

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Lukas
Scritto il 8 luglio 2015 at 12:57

lukeof@finanza,

Ai posteri l’ardua sentenza…….sulla credibilità e sostenibilità delle attuali quotazioni azionarie.

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idleproc
Scritto il 8 luglio 2015 at 13:17

lukeof@finanza,
Lukas,

“Piu’ che altro perchè se è vero che la questione di fondo è psicologica, non c’è dubbio che poichè tutto il branco marcia riunito verso X, il famoso X è non dico vero ma “credibile”. ”

E’ il punto sul qual la “attenzione” dovrebbe essere presa in considerazione.
Ciò, secondo me, non demolisce la possibilità tecnica di anticipare sul breve in condizioni relativamente normali.
La valutazione sul “relativamente normale” appartiene ad altro tipo di analisi.

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