WALL STREET: missione compiuta, tassi mantenuti a zero

Scritto il alle 16:27 da Lukas

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Le mani forti avevano un obiettivo: far si che il tasso di interesse USA non venisse alzato e così è stato. Avranno la forza per far reggere il mercato? Analisi intermarket e del solito COT Report del CFTC. [Guest Post]

Cari amici, nella settimana appena trascorsa, l’ambivalente decisione della FED di lasciare invariati i tassi, causa le negative implicazioni che potranno derivare all’economia Usa dal rallentamento economico globale, è stata, in prima battuta, accolta molto negativamente dai mercati finanziari internazionali. Lo scenario intermarket ha, infatti, definitivamente accantonato, il tanto temuto, dalle autorità monetarie Usa, apprezzamento del dollar index, che ha registrato un nuovo storno dello 0,35 % e riportato il rapporto EURUSD nuovamente sopra quota 1,14. La debolezza della valuta Usa accentua, peraltro, l’inarrestabile calo delle quotazioni delle commodities, deprezzatesi, in termini reali, di un ulteriore 1,7 %. Calo che, negli ultimi 2 mesi, è stato pari a ben il 13 %, e che fa temere, come detto dalla FED, un rallentamento economico su scala globale ben più grave di quello manifestatosi sinora. Anche i segnali che arrivano dal mercato obbligazionario accreditano l’ipotesi dello scenario deflattivo ipotizzato dalla Yellen. I bond decennali Usa, segnano, infatti, un rendimento del 2,13, in ribasso di 7 bps rispetto alla scorsa settimana. I rendimenti del bund tedesco, invece, già da tempo ai loro minimi storici, si mantengono stabili e fermi allo 0,66 %. In tale poco rassicurante scenario, i mercati azionari, confusi ed incerti, sono facile preda di un’elevata volatilità, anche intraday, ma al momento non sembrano voler dar ulteriore seguito ai crash registratisi nel mese di agosto. Ciò premesso, passo ad esaminare i nuovi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì sera dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : + 42.214

Large Traders : – 35.348

Small Traders : – 6.866

spx_future_chart_cot_report

In perfetta coerenza con lo scenario sopra descritto, anche questa settimana, trova conferma, l’anomala ed eccezionale configurazione del mercato dei derivati azionari Usa. In quest’ultima ottava registriamo, infatti, movimentazioni pari a soli 5.123 contratti. In particolare, i Commercial Traders, confermano sostanzialmente la loro ferma determinazione nell’impedire ulteriori scomposte reazioni dei mercati azionari. Cedono, infatti, solo 887 contratti della loro ingente dote di contratti long, e riconfermano con forza la loro inusuale posizione Net Long. I Large Traders, invece, accrescono ulteriormente il loro pessimismo, cedono altri 4.236 contratti long, e consolidano la loro, ormai, molto convinta, posizione Net Short. GIi Small Traders, invece, dopo molte settimane di pessimismo crescente, sembrano voler cautamente invertire la rotta. Acquistano, infatti, l’intero lotto dei 5.123 contratti long, e riducono la loro del tutto eccezionale posizione Net Short sotto il livello delle diecimila unità. Le movimentazioni di quest’ultima settimana, pur non mutando l’assetto del mercato, manifestano a mio avviso segnali incoraggianti. Le “ Mani Forti “, infatti, non mollano, anzi confermano con forza la loro determinazione nell’impedire ulteriori scomposte reazioni dei mercati azionari. Ulteriore nota positiva è la riduzione della pressione ribassista ad opera degli Small traders, che già dalla prossima settimana potrebbero invertire la loro posizione e ritornare alla loro abituale posizione Net Long. Inoltre credo che i mercati, a mente fredda, valuteranno positivamente l’aspetto positivo della decisione della FED, ossia l’ulteriore prolungamento della politica monetaria accomodante. Sulla base di queste considerazioni, non credo che, nelle prossime settimane, saranno, come molti s’aspettano, nuovamente ritoccati i minimi d’agosto.

Ciò detto, non sarà comunque semplice uscire dall’attuale situazione, rimarrà il nervosismo e la volatilità sui mercati, ed il processo di recupero delle quotazioni si prospetta molto lungo ed abbastanza tortuoso. Prospettive, pertanto, ancora molto incerte, ma meno drammatiche di quelle ipotizzate e temute solo 7 giorni orsono, che cercherò comunque di tradare con il mio originale trading system, opportunamente ritarato, ma sempre ancorato alla valorizzazione dell’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, descritto negli studi dei professori Jegadeesh e Titman, ed illustrati nel mio sito http://longtermmomentum.wordpress.com/. Dopo quest’ultima settimana, la performance annua del mio portafoglio, denominato “ Azioni Italia – LTM “, risulta pari al + 4,73 %, inferiore di 10,15 punti percentuali rispetto a quella conseguita dal nostro benchmark nazionale, rappresentato dal Ftse All Share, pari nel contempo al + 14,88 %. Sotto-performance che evidenzia la mia colpevole mancata previsione del crash di ferragosto, durante il quale ho perso ben 15 punti percentuali. Questa settimana, in coerenza con quanto sopra esposto, riduco dall’80 al 50 % le posizioni short del mio portafoglio, assumendo una posizione teoricamente neutra ed attendista rispetto al mercato. Chi voglia ricevere maggiori informazioni sul mio trading system e sulla composizione del portafoglio “ Azioni Italia – LTM “ può consultare, se lo desidera, direttamente il mio sito. Vi ringrazio per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di Intermarketandmore buon trading.

Lukas

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