WALL STREET: meglio non fidarsi dei rimbalzi

Scritto il alle 14:14 da Lukas

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E’ arduo pensare che si tratti di una vera ripartenza. Probabile ora una nuova pausa di riflessione e poi sarà l’economia reale a fare la differenza. Analisi intermarket e del solito COT Report del CFTC. [Guest Post]

Cari amici, anche nella settimana appena trascorsa, i mercati finanziari internazionali hanno dimostrato di aver molto spesso un andamento contro-intuitivo. In tanti, infatti, s’aspettavano una prosecuzione del down-trend, iniziato nel mese di agosto, ed invece abbiamo assistito ad un’ottava pienamente RISK ON, come non vedevamo ormai da tempo.

Lo scenario intermarket ha registrato, in particolare, un nuovo storno dell’ 1 % delle quotazioni del dollar index. Sono ormai 6 mesi che la valuta Usa ha smesso la sua corsa al rialzo, molto temuta, come si legge nei suoi verbali, dalla stessa FED. Incoraggianti segnali di ripresa giungono, invece, dal settore delle commodities, che registrano un’impennata settimanale del 3,5 %. E’ ancora presto per dirlo, ma può darsi che il rallentamento economico globale si riveli meno drammatico di quanto sinora ipotizzato. Conferme in tal senso arrivano, peraltro, anche dal mercato obbligazionario. I bond decennali Usa, infatti, con un recupero di 13 bps, tornano immediatamente ad un rendimento superiore al 2 % . ll bund tedesco, analogamente, recupera 10 bps e torna ad un rendimento dello 0,61 %. I mercati azionari, infine, recuperano gran parte degli ingiustificati eccessi ribassisti delle scorse ottave, e per il momento, scongiurano l’ipotesi di un nuovo bear market. In particolare, il nostro benchmark azionario mondiale, l’S&P 500, rimbalza del 3,25 %, e si riporta di nuovo al di sopra della rassicurante quota di 2.000 punti.

Ciò premesso, passo ad esaminare i nuovi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì sera dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : + 59.289

Large Traders : – 42.455

Small Traders : – 16.834

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A sorpresa, cambia, dunque, nuovamente, la configurazione del mercato dei derivati azionari Usa. In quest’ultima ottava registriamo, infatti, movimentazioni pari a ben 32.052 contratti, che nè mutano, ancora una volta, l’assetto. Nonostante la positiva ultima settimana, non si diradano, infatti, le paure ed i timori degli operatori. In particolare, gli Small Traders, non sembrano fidarsi affatto degli ultimi rimbalzi, cedono ben 17.402 contratti long, ed assumono nuovamente una inusuale e marcata posizione Net Short. Anche i Large Traders mostrano molta sfiducia, e manifestano il loro scetticismo cedendo altri 14.650 contratti long, assumendo di conseguenza una posizione Net Short sempre più convinta e pingue. I Commercial Traders, invece, dimostrandosi anche questa volta i veri padroni del mercato, acquistano l’intero lotto dei 32.052 contratti long, e portano la loro attuale posizione Net Long su livelli davvero molto elevati. Le movimentazioni di quest’ultima settimana, se da un lato giustificano appieno il rally della scorsa ottava, dall’altro non diradano affatto le nubi e le incertezze circa le prospettive future dei mercati azionari Usa e mondiali. E’ infatti evidente che è ancora tanta la sfiducia presente nel mercato, e solo nuovi positivi dati provenienti dall’economia reale potranno contribuire a farla evaporare.Credo, pertanto, che, nel breve, assisteremo ad una pausa di riflessione dei mercati azionari, mentre, a più lunga scadenza, confermo quanto già affermato la scorsa settimana, ossia che le quotazioni azionarie saranno sempre più espressione delle risultanze provenienti dall’economia reale.

In pratica, un graduale e progressivo ritorno alla “ normalità “, che cercherò di tradare con il mio originale trading system, debitamente ritarato per affrontare la nuova “ era “, ma sempre ancorato alla valorizzazione dell’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, descritto negli studi dei professori Jegadeesh e Titman, ed illustrati nel mio sito http://longtermmomentum.wordpress.com/. Dopo quest’ultima settimana, la performance annua del mio portafoglio, denominato “ Azioni Italia – LTM “, risulta pari al + 6,33 %, inferiore di circa 12 punti percentuali rispetto a quella conseguita dal nostro benchmark nazionale, rappresentato dal Ftse All Share, pari nel contempo al + 18,27 %. Sotto-performance evidente, che testimonia l’enorme ferita inferta al mio Trading System dall’inatteso ed imprevisto crash di ferragosto. In questo fine d’anno spero comunque di poter recuperare almeno una parte dell’attuale gap di performance e di chiudere l’anno con un risultato positivo ed almeno soddisfacente. Chi vuole, comunque, ricevere maggiori informazioni sul mio trading system e sulla composizione del portafoglio “ Azioni Italia – LTM “ può consultare, se lo desidera, direttamente il mio sito.

Vi ringrazio per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di Intermarketandmore buon trading.
Lukas

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2 commenti Commenta
candlestick
Scritto il 12 ottobre 2015 at 23:00

con JLYellen ferma, mercato USA in festa e euro 1:1 col dollaro se non qualcosa meno.. rinforzano materie prime. Un saluto all’autore del blog!

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pasolo
Scritto il 13 ottobre 2015 at 10:07

intanto il mio sistemino, rivisto e corretto, torna SHORT MIB 21900 ( dopo un +2,5% dell’ultimo segnale )

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