WALL STREET: mancano le condizioni per una correzione importante

Scritto il alle 15:18 da Lukas

Continua ad esserci un’economia americana tonica confermata dal PIL oltre le attese. Le trimestrali surclassano le previsioni. La liquidità continua a dominare. Come può arrivare in queste condizioni uno storno degno di nota? Analisi dal CFTC di Chicago. [Guest post]

Cari amici, nella settimana appena trascorsa, i mercati finanziari internazionali hanno registrato andamenti maggiormente coerenti e più in linea con le attuali condizioni dell’economia mondiale. Economia che continua a crescere. Il dato del Pil Usa del secondo trimestre, parla di una crescita del 4,1 %, il dato più alto dal 2014.

Si vedono credo gli effetti della riforma fiscale. Riforma che gonfia anche gli utili delle imprese Usa in crescita del 22 % nell’ultimo anno. Ciononostante molti analisti continuano a parlare di bolla e di mercati prossimi al crollo. Una litania che dura ormai da oltre 9 anni, che come ben sapete non ha mai trovato riscontri. In realtà questo lunghissimo ciclo espansivo dell’economia non è ancora giunto al suo epilogo. Gode, anzi, ancora di buona salute e la Fed deve frenarne gli eccessi, aumentando reiteratamente i tassi d’interesse.
Dopo le ritrosie degli ultimi mesi, anche lo scenario intermarket deve prender atto che la crescita è ancora solida e forte. Il dollar index si mantiene, infatti, tonico. Questa settimana cresce dello 0,24 %, e raggiunge quota 94,70. Le commodities invertono, invece, molto decisamente la rotta. Rimbalzano infatti dell’ 1,6 % in termini reali, ed arrestano il loro recente ed immotivato calo. Del tutto coerentemente anche il mercato obbligazionario registra rendimenti in aumento. I tassi dei bond decennali Usa, crescono infatti di altri 7 bps e raggiungono nuovamente quota 2,96 %. I rendimenti dei bond a 2 anni, crescono anch’essi di 7 bps e si portano a quota 2,67 %. La yield curve Usa rimane quindi ancora positivamente inclinata, con un differenziale ( 10 – 2 ) pari a 29 bps.

Ciò rassicura sulla tenuta del ciclo espansivo dell’economia americana. Non a caso il Pil Usa continua a crescere, ed a ritmi ancora molto sostenuti. In questo quadro economico molto positivo, i mercati azionari Usa, dopo le incertezze d’inizio d’anno, hanno da alcune settimane ripreso a lievitare. Il nostro benchmark azionario mondiale, l’S&P 500, registra infatti un nuovo incremento dello 0,61 %, e raggiunge quota 2.818,82 punti.

Ciò premesso, passo ad esaminare i nuovi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì sera dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : – 110.808
Large Traders : + 87.159
Small Traders : + 23.649

Si conferma, ed anzi, si consolida la configurazione del mercato dei derivati azionari Usa in voga ormai da quasi 8 mesi. In quest’ultima ottava, registriamo, infatti, variazioni ancora significative nelle posizioni dei diversi operatori, pari a ben 56.506 contratti. In particolare, i Large Traders, mostrano nuovamente molta fiducia, acquistano infatti ben 33.165 contratti long, e riportano l’entità della loro posizione Net Long, a livelli di un mese fà. Anche gli Small Traders si mostrano più fiduciosi, riacquistano infatti 23.341 contratti long, e consolidano la loro precedente e claudicante posizione Net Long. I Commercial Traders, prendono atto della rinnovata fiducia degli altri operatori, a cui cedono l’intero lotto dei 56.606 contratti long, e tornano in una pingue posizione di copertura, Net Short. Le movimentazioni di quest’ultima settimana, molto ingenti, riportano il mercato dei derivati azionari Usa agli equilibri ed alla situazione di un mese orsono.

Dopo quasi 8 mesi trova dunque ancora conferma la configurazione statisticamente volatile e lateral-rialzista. Configurazione che, anche questa volta, non ha tradito le sue indicazioni predittive. Al momento del suo insediamento, ossia in data 05/12/2017, l’S&P 500 quotava infatti 2.651,50 punti. Oggi, dopo quasi 8 mesi, quota 2.818,82 punti. Un incremento del 6,31 %, molto più moderato di quelli del recente passato, e con una volatilità certamente accresciuta. Il mercato, però, contrariamente alle aspettative ed alle previsioni dei soliti profeti di sventura, non è crollato nemmeno in questa occasione. Personalmente non sò su quali elementi fondano, da anni, le loro strampalate previsioni. Certo che continuare a prevedere crolli dell’azionario, con un’economia tuttora in forte crescita, sostenuta peraltro, a livello globale, da politiche monetarie e fiscali ancora ultra espansive, mi sembra un esercizio destituito di logica e fondamento. A mio avviso, il ciclo economico è sì in fase molta avanzata ma non è ancora giunto al suo epilogo. Non ci sono pertanto le condizioni per attendersi nell’immediato un crollo delle quotazioni azionarie. I mercati hanno corso già tanto e da alcuni mesi hanno ragionevolmente rallentato.

Mi sembrano, pertanto, molto logici e perfettamente coerenti con gli andamenti dell’economia reale. Futuro che si prospetta, quindi, ancora cautamente positivo per i mercati azionari, che cercherò di tradare con il mio originale trading system, fondato sullo sfruttamento e sulla valorizzazione dell’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, descritto negli studi e nelle ricerche dei professori Jegadeesh e Titman, ed illustrati nel mio sito http://longtermmomentum.wordpress.com/. In questi prima parte dell’anno, il mio portafoglio, denominato “ Azioni Italia – LTM “, ha conseguito un guadagno dell’ 1,17 %, performance superiore a quella registrata, nel contempo, dal nostro Ftse All Share, pari al + 0,09 %. Conseguita pertanto una sovra-performance dell’ 1,08 %, che conferma le prerogative del mio trading system, che negli ultimi 5 anni ha conseguito una sovra- performance media annua pari al 16 %, ma che ci lascia, al momento molto, insoddisfatti. Ciò premesso, in coerenza con quanto in precedenza esposto, questa settimana modifico leggermente l’assetto del mio portafoglio, innalzo cioè dal 65 al 67,5 % le mie posizioni long, e riduco, nel contempo, dal 35 al 32,5 % le mie posizioni short, assumendo, di conseguenza, una posizione Net Long, pari al 35 % del mio portafoglio. Chi desiderasse approfondire e ricevere maggiori informazioni sul mio trading system e sulla composizione del portafoglio “ Azioni Italia – LTM “ può consultares, se vuole, direttamente il mio sito.

Vi ringrazio per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di Intermarketandmore buon trading.

Lukas

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1 commento Commenta
alplet
Scritto il 1 agosto 2018 at 10:34

Se la correzione non sarà grossa allora sarà piccola, ma qualcosa verrà. Ho letto questo articolo https://www.corriere.it/opinioni/18_agosto_01/fiducia-a-rischio-nell-italia-6b8b86c8-94f4-11e8-8f77-2ea13bfc36ea.shtml e mi trovo d’accordo. Se proprio vogliono fare deficit, sarebbe accettabile piuttosto che il reddito di cittadinanza utilizzare quelle risorse per una diminuzione del costo del lavoro, come suggerisce Alan Friedman.

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