WALL STREET: malgrado BREXIT il quadro del COT Report è più tranquillo del previsto

Scritto il alle 14:50 da Lukas

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Il referendum inglese avrebbe dovuto avere forti ripercussioni sui dati del derivati USA sullo Spoore ed invece, ecco cosa succede. Analisi del COT Report del CFTC. [Guest post]

Cari amici, nella settimana appena trascorsa, il referendum sulla Brexit, è stato, sia prima, che dopo il suo pessimo esito, al centro dell’attenzione internazionale ed il market mover di tutti i mercati finanziari. Ciò in apparenza, perché l’esame dei saldi finanziari dell’intera ottava ci dice, che l’evento è stato particolarmente enfatizzato dal punto di vista politico e mediatico, mentre poche e scarse sono state, per ora, le conseguenze sullo scenario economico globale.

Lo scenario intermarket evidenzia, infatti, un apprezzamento del dollaro Usa, considerato come sempre una valuta rifugio, pari all’1,3 %. Il mercato delle commodities, registra, invece, un storno, del 2 % in termini nominali, ma al netto dell’apprezzamento del dollaro, tale mercato si conferma sostanzialmente stabile. Il sentiment negativo non ha trovato una grande accoglienza nemmeno nel mercato obbligazionario. I rendimenti sui titoli decennali americani perdono, infatti, solo 5 bps, ed arretrano sino a quota 1,57 %. I rendimenti sul bund decennale della Germania, invece, finiscono in territorio negativo, ma ciò non è una novità perché già la scorsa settimana gli stessi avevano toccato il – 0,03 % attuale. Maggiore volatilità e turbolenza si è, invece, registrata sui mercati azionari, soprattutto in Europa, ed in particolare nei Paesi periferici dell’eurozona. Il nostro benchmark azionario mondiale, l’S&P 500, chiude, invece, l’ottava con un perdita contenuta, pari all’1,63 %. Perdita, quest’ultima, del tutto attesa, dopo i consistenti rimbalzi registrati negli scorsi mesi, che consente peraltro di rinviare ancora ed opportunamente l’attacco ai massimi storici, a mio avviso non ancora maturo.

Ciò premesso, passo ad esaminare i nuovi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì sera dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : – 40.588

Large Traders : + 37.714

Small Traders : + 2.874

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In perfetta concomitanza con il referendum sulla Brexit, dopo 8 settimane, si chiude l’ultima configurazione lateral-ribassista, e dopo ben 12 mesi, il mercato dei derivati azionari Usa torna nella sua configurazione abituale e prevalente. In quest’ultima ottava si sono registrate movimentazioni pari a 13.979 contratti. In particolare, i Large Traders, notoriamente trend following, prendono paura e riducono opportunamente la loro ingente dotazione Net Long, vendendo l’intero lotto dei 13.979 contratti long. Non sono però i Commercial Traders, a fare incetta di acquisti, gli stessi infatti ne acquistano solo 3.547 e confermano significativamente la loro nuova e consistente posizione di copertura Net Short. Chi invece fa incetta di acquisti sono gli Small Traders, che acquisiscono ben 10.432 contratti long, e dopo molti mesi invertono la loro posizione, ritornando nella loro usuale ed abituale posizione Net Long. La scorsa settimana avevamo interpretato il consistente ritorno in posizione Net Short dei potenti Commercial Traders, come un pronostico sulla vittoria del remain nel referendum inglese, ma così non è stato. A posteriori, considerando l’ulteriore evoluzione del mercato dei derivati azionari Usa, la mia interpretazione, si dimostra, più che errata, di corto respiro. Oggi, infatti, i cambiamenti ci appaiono più strutturali, e non soltanto contingenti. Il mercato, dopo molti mesi di stress, manifesta, infatti una gran voglia di ritornare ad un andamento più lineare e tranquillo. Confermo, pertanto, a maggior ragione di sette giorni orsono, il mio personale scenario di medio e lungo termine. Scenario che considera la fase attuale come quella terminale del prolungato movimento lateral-ribassista dei mercati azionari Usa e mondiali, iniziato ormai oltre 12 mesi orsono. Movimento che ha provocato più volatilità che danni tangibili, visto che il nostro benchmark azionario mondiale, l’S&P 500, è distante solo il 5 % dai suoi massimi storici. Dunque, una sostanziale tenuta che dimostra la forza intrinseca delle attuali quotazioni azionarie che, a mio avviso, hanno ulteriori spazi di crescita, dopo questa lunga fase di lateralizzazione, che a posteriori si rivelerà essere una fase di accumulazione e non di distribuzione come pensano i più.

Futuro che si prospetta, pertanto, a mio avviso, meno impervio del recente passato, che cercherò, come sempre, di tradare con il mio originale trading system, fondato sullo sfruttamento e sulla valorizzazione dell’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, descritto negli studi dei professori Jegadeesh e Titman, ed illustrati nel mio sito http://longtermmomentum.wordpress.com/. Dopo quest’ultima settimana, il mio portafoglio, “ Azioni Italia – LTM “, registra una perdita annua pari all’ 11,67 %. Performance negativa, determinata soprattutto dalle peculiari difficoltà vissute dal listino italiano, che registra, a sua volta, una perdita annua, misurata dal Ftse All Share, pari al 25,44 %. Conseguita, pertanto, in meno di 6 mesi, ed in un contesto di mercato particolarmente avverso, una sovra-performance del 13,77 % che ci dà nuove ed ulteriori conferme sulla bontà delle indicazioni operative derivanti dalle ricerche dei due noti professori Usa. Del tutto coerentemente con la mia positiva vision d’ordine generale, anche questa settimana riconfermo, per il 100 % del mio portafoglio, la mia esposizione long sulla borsa italiana. Chi desiderasse approfondire e ricevere maggiori informazioni sul mio trading system e sulla composizione del portafoglio “ Azioni Italia – LTM “ può consultare, se vuole, direttamente il mio sito.

Vi ringrazio per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di Intermarketandmore buon trading.
Lukas

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19 commenti Commenta
pasolo
Scritto il 27 giugno 2016 at 19:56

Ciao Lukas, oggi mi colpisce una divergenza : le borse scendono, ma sia il vix che il vstoxx lo seguono nella discesa e questo “di solito” è preludio ad un’inversione long del mercato… chissà.

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warrenbuffett
Scritto il 27 giugno 2016 at 22:08

Certo, stiamo parlando della situazione a martedì scorso quando nessuno prevedeva il Brexit

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warrenbuffett
Scritto il 27 giugno 2016 at 22:13

Anche Soros non ci credeva veramente!

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warrenbuffett
Scritto il 27 giugno 2016 at 22:13

Vix manipolato

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Lukas
Scritto il 27 giugno 2016 at 23:38

warrenbuffett@finanza,

Ma cosa credi che la brexit cambierà l’economia del mondo ?……..questi sono in declino ormai da oltre 2 secoli……..e figurati che stasera, loro che hanno inventato il calcio, sono stati buttati fuori dall’Europeo di calcio ( due brexit in pochi giorni ), dalla piccola Islanda paese di trecentomila abitanti !!!…. Insomma per farLa breve gli unici che ne pagheranno le conseguenze saranno proprio loro.

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warrenbuffett
Scritto il 28 giugno 2016 at 00:38

Guarda… Brexit, Cina, subprime ecc ecc… a me non frega nulla!
Molto semplicemente il mercato è arrivato a fine corsa! Non appena si annuserà odore di recessione USA sarà troppo tardi per i polli rimasti dentro…
O succede subito qualcosa di galattico (improbabile) oppure rimango Short in allegria…

Vedi tu Lukas…

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warrenbuffett
Scritto il 28 giugno 2016 at 00:40

Eri tu che dicevi Stati Uniti di Europa!
Seeeee….
Siamo Stati Disuniti d’Europa, e siam solo all’inizio

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Lukas
Scritto il 28 giugno 2016 at 07:32

warrenbuffett@finanza,

Recessione Usa ?…….Per ora non si intravvede nemmeno all’orizzonte, vedrai che dati quelli del PIL del II trimestre 2016.
Stati Disuniti d’Europa ?….Io proverei a sostituire l’ormai dissolto impero britannico……..con il sempre eterno impero Russo…..e già immagino il terrore a New York e Londra !!!

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warrenbuffett
Scritto il 28 giugno 2016 at 09:05

Lukas,

Quando intravederai la recessione sarà già troppo tardi caro Lukas.. La storia insegna (o forse no!)
Ripeto, prima del referendum eri tu che cantavi agli stati uniti d’Europa e io prima del referendum ti ho detto che andiamo verso la disgregazione, non è solo una questione economica, è una questione della pasta di cui è fatta la gente adesso…
Per ora i dati danno ragione a me, in futuro vedremo

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pasolo
Scritto il 28 giugno 2016 at 10:12

pasolo@finanza,

…ed infatti…

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Lukas
Scritto il 28 giugno 2016 at 10:12

war­ren­buf­fett@fi­nan­za,

Ribadisco che a me questa ” pasta ” non piace affatto……e non credo che avrà un gran futuro in termini di vendite….anzi tutt’altro…..ed i pastifici storici di Gragnano non avranno nulla da temere da tale concorrenza !!!

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ddb
Scritto il 28 giugno 2016 at 20:35

@ warrenbuffett,
hai ragione.
Gli USA andranno in recessione, prima o poi.
Ma scusa,
prima, o poi?
E una volta dettoci “prima “o “poi”, quando avverrà questo?
Inoltre, prima di andare in recessione, gli indici segneranno nuovi max?

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pasolo
Scritto il 28 giugno 2016 at 22:12

Lukas,

Come ho anticipato ieri, la divergenza del vix mi dice che si riparte. L’indice di volatilità ha la stessa configurazione delle ripartenze del 2009 e dell’estate 2012. Ripartenza per andare dove? nuovi massimi sicuramente, per quanto tempo long non è dato saperlo ovviamente… PERO’, come scrivevo prima del brexit, fin quando l’ORO è vivo ci sarà sempre il pericolo di vedere -10% o bear market violenti, almeno questo dicono cent’anni di mercati finanziari.
Ciao Lukas e ASTA LA VITTORIA SIEMPRE! ;-)

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warrenbuffett
Scritto il 29 giugno 2016 at 11:08

ddb@finanza,

Quando ci confermeranno una recessione i mercati saranno già lontani dai vecchi massimi quindi troppo tardi… Andate a vedere quando è stata comunicata la recessione nel 2008…
Se farà nuovi massimi ci riposizioneremo su nuovi target altrimenti per ora conviene attendere e avere un occhio allo short

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Lukas
Scritto il 29 giugno 2016 at 11:39

war­ren­buf­fett@fi­nan­za,

Quindi questi piccoli cedimenti dello spoore sarebbero il preannuncio dell’arrivo della recessione in Usa ?………a dire il vero osservando l’inclinazione della yield curve la recessione non si intravvede nemmeno all’orizzonte…….ed è totalmente da escludere per l’intero 2016……peraltro proprio ieri sono stati rivisti al rialzo i dati del PIL USA del primo trimestre, pari al + 1,1 %……….e quelli del secondo trimestre si preannunciano ben maggiori…tra il + 2,5 % ed il + 3 %.

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emzag
Scritto il 29 giugno 2016 at 18:15

pasolo@finanza,

pasolo@finanza,

Cortesemente: “hasta”.
Grazie.

PS: in fondo è anche scusabile che il trader tifoso di un rivoluzionario comunista conosca il suo mito in maniera pasticciata.

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Lukas
Scritto il 29 giugno 2016 at 19:44

emzag@​finanza,

Ahahah….simpatica la Tua battuta….Sai si racconta che dell’equivoco, o della contraddizione, da Te adombrata sia rimasto vittima anche il comandante Fidel

Raccontano cioè che Fidel Castro, conquistato il potere a Cuba, radunò i suoi fedelissimi per ripartire gli incarichi più importanti, e dovendo assegnare alcuni incarichi economici, chiese:” Chi di voi è un economista?”.
Il “Che” alzò immediatamente la mano e gridò: “Io!”. E così fu nominato Capo dipartimento dell´Industria nel neocostituito Istituto Nazionale di Riforma Agrario e qualche settimana dopo Presidente della Banca Nazionale di Cuba.
Il “Che”, terminata la riunione, si meravigliò con Fidel Castro per quella nomina. “Perché proprio io all´Industria?”.” Ma come, gli rispose Castro, non hai detto che sei un economista, ed hai anche alzato la mano”?
“Economista? Ma io avevo capito che tu chiedessi: “Chi di voi è comunista…”.

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pasolo
Scritto il 30 giugno 2016 at 12:51

emzag@finanza,

grazie per la correzione :-) ho premuto troppo lievemente l’ “H”
comunista giammai, diciamo che sono per una migliore ridistribuzione della ricchezza
ideologicamente seguo le idee di Ayn Rand (La rivolta di Atlante)

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ddb
Scritto il 30 giugno 2016 at 17:40

cmq, io
ieri chiuse posizioni short
questa mattina aperte losizioni long

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