WALL STREET: lieve frenata ma al momento tendenza non in discussione

Scritto il alle 14:48 da Lukas

Malgrado le problematiche presidenziali e le tensioni con la FED, al momento il COT Report non cambia la sua tonalità. Notiamo un lieve rallentamento ma è presto per qualsiasi considerazione ribassista. Analisi dal CFTC di Chicago. [Guest post]

Cari amici, nella settimana appena trascorsa, i mercati finanziari internazionali hanno evidenziato che il rallentamento dell’economia mondiale è meno marcato di quanto si potesse temere. Lo stesso potrebbe, addirittura, rivelarsi benefico, perché ha contribuito, in questi mesi, a raffreddare alcune pericolose tensioni inflattive che stavano man mano emergendo. Anche la FED sembra volerne prendere atto, ed i due rialzi dei tassi, ipotizzati entro la fine dell’anno, non appaiono più cosi certi. Più probabile che ve ne sia solo uno, in settembre. Anche Jerome Powell non può infatti non vedere che l’inclinazione della yield curve Usa è ormai ridotta a soli 19 bps. Deliberare altri due aumenti dei tassi ne determinerebbe certamente l’inversione, e condurrebbe, in pochi mesi, l’economia Usa in una nuova recessione. Ma non è questo il compito di una Banca Centrale. Una recessione si può subire, ma non si può deliberatamente provocare. Eppure molte volte è già successo. Molte recessioni sono state, infatti, indotte da errori di politica monetaria.

Confidiamo di non dovere assistere, anche questa volta, nostro malgrado, ad un nuovo caso, della già lunga serie storica. Come accennato, lo scenario intermarket, testimonia, al momento, solo un moderato rallentamento dell’economia mondiale. In particolare, il dollaro Usa, in quest’ultima ottava, storna, non a caso credo, dell’1 %, e retrocede a quota 95,15. Storno che allenta le tensioni valutarie, e che porta sollievo alle economie dei paesi emergenti. Le commodities, in termini reali, perdono, invece, lo 0,6 %. Negli ultimi 2 mesi la perdita è pari a solo il 2 %. Perdite che evidenziano un rallentamento dell’economia mondiale, ma non certamente un crollo. Il lieve rallentamento, si evidenzia anche negli andamenti del mercato obbligazionario. Negli ultimi 3 mesi, i tassi dei bond decennali Usa, sono infatti retrocessi da quota 3,06 % alla quota attuale del 2,82 %.

Nello stesso periodo i rendimenti dei bond a 2 anni sono risaliti da quota 2,55 % a quota 2,63 %. Si è pertanto progressivamente ridotta l’inclinazione della yield curve Usa, ed il differenziale ( 10 – 2 ) ha raggiunto il minimo degli ultimi anni. Il ciclo espansivo dell’economia Usa tiene comunque ancora abbastanza bene, come testimonia l’incremento del PIL ( + 4,1 % ) del secondo trimestre. Il ciclo è, comunque, ormai molto maturo, visto che dura da oltre 9 anni. Wall Street non sembra però preoccupata. Il nostro benchmark azionario mondiale, l’S&P 500, proprio questa settimana, ha, infatti, stabilito il suo nuovo massimo storico, a quota 2.874,69 punti.

Ciò premesso, passo ad esaminare i nuovi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì sera dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : – 92.288
Large Traders : + 62.913
Small Traders : + 29.375

S’attenua, quindi, ma trova ancora conferma la configurazione del mercato dei derivati azionari Usa in voga ormai da oltre 8 mesi. In quest’ultima settimana, registriamo, variazioni più marcate nelle posizioni dei diversi operatori, pari a ben 25.185 contratti. In particolare, questa settimana sono i Large Traders che patiscono le vertigini da alta quota, da nuovi record storici, vendono, infatti ben 24.791 contratti long, e riducono la loro posizione Net Long, poco sopra le sessantamila unità. Gli Small Traders, invece, sembrano più coraggiosi, cedono infatti solo 394 contratti long, confermando sostanzialmente la loro, ancora moderata, posizione rialzista, Net Long. I Commercial Traders, per contro, acquistano l’intero lotto dei 25.185 contratti long, e riducono, di conseguenza, la loro abituale posizione di copertura, Net Short, sotto le centomila unità.

Le movimentazioni di quest’ultima settimana, più ingenti delle precedenti, non modificano l’assetto del mercato, ma ci inducono a pensare che, con la fine dell’estate, la volatilità tenderà nuovamente ad aumentare. Quest’ultima, in agosto, a sorpresa, è rimasta infatti sempre molto bassa. La crisi ipotizzata da molti ribassisti non c’è stata. Anzi, come già detto, proprio in quest’ultima settimana, il nostro benchmark azionario, l’S&P 500 ha stabilito nuovi massimi storici. Le prossime, credo, saranno settimane interlocutorie, in attesa del nuovo rialzo dei tassi, ad opera della FED, già previsto per settembre. Vedremo poi come reagiranno i mercati. A dire il vero credo che il prossimo rialzo dei tassi sia già stato scontato dai mercati. Quello che temono e che non vogliono è, invece, l’ulteriore rialzo previsto ed ipotizzato per dicembre. A quel punto, se ci fosse, i mercati potrebbero reagire in maniera molto negativa, perché sarebbe chiaro che la FED vuole impedire, non un surriscaldamento dell’economia, che non c’è, bensì proprio un ulteriore rigonfiamento dei valori dell’equity Usa. Ma è ancora prematuro parlarne.

Confermo, quindi, la mia view, ancora moderatamente positiva per i mercati azionari, che cercherò di tradare con il mio originale trading system, fondato sullo sfruttamento e sulla valorizzazione dell’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, descritto negli studi e nelle ricerche dei professori Jegadeesh e Titman, ed illustrati nel mio sito http://longtermmomentum.wordpress.com/. Da inizio dell’anno, il mio portafoglio, denominato “ Azioni Italia – LTM “, ha conseguito un guadagno dell’ 8,19 %, performance nettamente superiore a quella registrata dal nostro Ftse All Share, che registra, nel contempo, una perdita del 5,03 %. Conseguita, pertanto, una sovra- performance del 13,22 %, che conferma tutte le prerogative del mio trading system, che negli ultimi 5 anni ha conseguito una sovra-performance media annua pari al 16 %. Ciò premesso, in coerenza con quanto sopra esposto, questa settimana modifico leggermente l’assetto del mio portafoglio, innalzo cioè dal 60 al 65 % le mie posizioni long, ed riduco, nel contempo, dal 40 al 35 % le mie posizioni short, assumendo di conseguenza una posizione Net Long moderata, pari al 30 % del mio portafoglio. Chi desiderasse approfondire e ricevere maggiori informazioni sul mio trading system e sulla composizione del portafoglio “ Azioni Italia – LTM “ può consultare, se vuole, direttamente il mio sito.

Vi ringrazio per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di Intermarketandmore buon trading.

Lukas

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