WALL STREET: le “mani forti” entrano SHORT

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Reazione degli operatori del mercato  che debellano il rischio di una correzione ben più profonda.  GUEST POST: Analisi dei dati del CFTC secondo la personale visione di Lukas.

Cari amici, anche nella trascorsa settimana, così come accade ormai da quasi tre mesi, il panorama internazionale dei mercati finanziari è rimasto molto cauto e tranquillo, palesando una bassissima volatilità dei suoi corsi, che paradossalmente costituisce, in prospettiva, l’unica fonte attuale di preoccupazione.
Lo scenario intermarket ha registrato, infatti, dal punto di vista valutario, un apprezzamento delle quotazioni del dollar index dello 0,4 %, che favorisce, come noto, il fenomeno del carry trade con lo yen, e contribuisce ad allentare le tensioni nella zona euro. Anche le commodities, registrano, in termini reali, un ulteriore apprezzamento dello 0,8 %, che conferma e rafforza il trend di crescita degli ultimi 6 mesi. Molto tranquillo anche il fronte del mercato obbligazionario. In particolare, il bond decennale Usa segna, un rendimento del 2,53 %, ossia un solo bps in più della scorsa settimana, ma ancora 50 in meno di quanto registrato ad inizio dell’anno. Il bund tedesco, invece, ha mostrato una maggiore vitalità, segnando un rendimento dell’1,41 %, ossia 8 bps in più della scorsa settimana, ma ancora ben 52 in meno dall’inizio dell’anno. La crescita settimanale dei rendimenti del bund ha contribuito comunque ad allentare le rinnovate tensioni con i paesi periferici della zona euro, nuovamente palesatesi nelle scorse settimane. Al riguardo, vedremo ora cosa succederà, a fronte dei risultati e dei responsi che emergeranno dalle elezioni europee. Molto sereno, anche il mercato azionario. In particolare, il nostro benchmark azionario di riferimento, l’S&P 500, ha chiuso l’ottava con un incremento dell’1,21 % , in prossimità del suo massimo storico, sopra quota 1900 punti.

Dopo tale premessa, passo ad esaminare i nuovi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : – 22.426
Large Traders : – 11.233
Small Traders : + 33.659


A fronte del tranquillo scenario intermarket sopra descritto, a sorpresa, dopo ben 22 mesi, muta la configurazione complessiva del Cot report sui derivati azionari Usa. Questa settimana registriamo, infatti, movimentazioni dei diversi operatori pari a ben 23.403 contratti. In particolare, i Large Traders, dopo mesi di tentennamenti rompono gli indugi e cedono 23.403 contratti long, invertendo con decisione la loro ormai datata posizione Net Long. I Commercial Traders, sono quindi costretti a muoversi dalla loro tranquilla posizione di copertura e ad acquistare ben 17.959 contratti long, dimezzando quasi l’entità loro precedente posizione Net Short. Gli Small Traders, infine, acquistano anch’essi 5.444 contratti long, e dopo molti mesi si ritrovano nella scomoda posizione di essere l’unica categoria di operatori a detenere una posizione Net Long. La nuova configurazione del Cot report, con le cosiddette “ Mani Forti “ tutte in posizione Net Short, ha storicamente segnalato correzioni e storni in arrivo per il mercato azionario. Devo dire, però, che in tal caso, l’ indicazione ribassista non trova, al momento, nessuna conferma nelle risultanze del tranquillo scenario intermarket, e tantomeno nelle evidenze dell’analisi tecnica del nostro benchmark azionario di riferimento illustrate nel relativo grafico. Io, però, come ormai ben sapete, ho sempre nutrito grande fiducia nelle indicazioni provenienti dal Cot report sull’azionario Usa. Pertanto, pur rimanendo in attesa di ulteriori indicazioni e conferme, e non smobilitando nessuna delle mie attuali posizioni sull’azionario, muto la mia vision sul futuro prossimo del mercato azionario da lateral-rialzista a lateral-ribassista.
Andamento lateral-rialzista, sinora non semplice da tradare attraverso i direzionali ETF, molto meglio si è rivelato puntare sullo stock picking sul più dinamico listino azionario italiano, effettuato secondo i dettami del “LONG TERM MOMENTUM“, ossia previo un check-up settimanale, che individua e seleziona indici, settori e titoli che presentano le migliori performance negli ultimi 6-12 mesi. Check-up che, questa settimana, evidenzia per l’indice Ftse All Share una perfomance annuale del 9,2 %. Il mio portafoglio, invece, anche dopo le ultime difficili settimane, registra ancora un soddisfacente + 14,9 %, ossia 5,7 punti percentuali in più del nostro indice globale. Performance che conferma la fondatezza delle ricerche scientifiche sull’esistenza dell’effetto momentum sui mercati azionari, che con il mio portafoglio cerco di tradurre in termini operativi. Questa settimana, in aderenza alle nuove indicazioni arrivate dal mercato, ribilancio parzialmente il mio portafoglio, costituto prevalentemente da titoli a piccola capitalizzazione, tutti appartenenti ai settori della finanza, della tecnologia, dell’ auto e dell’edilizia.
Vi ringrazio, come sempre, per la vostra stima e fiducia, e formulo a TUTTI gli amici di Intermarketandmore i miei auguri di una nuova proficua settimana di trading .

Lukas

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Commenti (n° 6)Commenta

  1. Caro Danilo,
    segnalo che il sottotitolo ” Reazione degli operatori del mercato che debellano il rischio di una correzione ben più profonda. ” non ha alcuna attinenza con il contenuto del post.

    Trattasi probabilmente di un refuso di un precedente post, gentilmente da eliminare onde evitare che si creino possibili fraintendimenti.

    Ciao.

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  2. stanziale scrive:

    Bah, oggi l’oro come qualcuno ha rilevato nel post dell’oro appunto, ha fatto movimenti stranissimi in su’ e giu’.. abbiamo avuto elezioni europee con elettorato sfiancato (meno che in italia) e accordi anti dollaro Russia-Cina , c’e’ il picco del petrolio ed un sistema finanziario occidentale tecnicamente fallito. A fronte di tutto cio’ , a protezione, nelle trincee sulle linee del fronte i sacchetti anziche’ di sabbia sono riempiti di carta straccia delle banche centrali occidentali. Carta straccia contro materie prime e metalli. Io sono tra quelli che come questo http://www.ticinolive.ch/2014/05/26/jim-rickards-e-il-crollo-del-sistema-finanziario-non-vedremo-arrivare-il-disastro/
    penso durera’ ancora non per molto.

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  3. idleproc scrive:

    stanziale@finanza,

    “La responsabilità dell’imminente collasso è della Federal Reserve, che stampa moneta per creare inflazione e compensare gli effetti deflazionistici di un debito derivato dalla crisi bancaria e dai prestiti erogati per salvare Wall Street.”

    Non preoccuparti fra un pò il giochetto lo continua la BCE…

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  4. Caro Lukas, curiosa l’inversione del COT report in questo periodo di calma piatta e perdurante ottimismo…Se lo Sp500 dovesse correggere per davvero nell’imminente futuro, ti eleggo ufficialmente “GURU dei due emisferi”

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  5. idleproc scrive:

    In fondo è banale, il giochetto è voluto e nella realtà è solo un trasferimento di redditi e capitali verso i buchi della finanza creativa e la salvaguardia di un sistema di poteri.
    Deflazione ed inflazione non si negano nella sequenza temporale.
    Il problema è che hanno generato una ulteriore pessima allocazione dei capitali tenendo in piedi baracche che dovevano fallire, tutto viene sempre spostato in avanti aggravandolo e finanziando gli stessi meccanismi che hanno generato il problema.
    Quando si troveranno con l’acqua alla gola e avranno bisogno di carne fresca intensificheranno la rapina sul piano geopolitico. E’ andata sempre così, fa parte del ciclo “lungo”.
    Spero di sbagliarmi. Nel frattempo, tanti saluti.

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  6. pinco14@finanza,

    Ciao Pinco, è da tanto che non ti leggo….non mi dire che sei rimasto short da allora :mrgreen:

    Quanto al futuro, prevedo nei prossimi 4 mesi una correzione controllata dell’ S&P 500 nell’ordine dell’8-9 %….poi dai ” GURU DEI EMISFERI “…..non esagerare…cerco solo di fare del mio meglio :wink:

    Ciao.

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