WALL STREET: lateralità nei movimenti dei derivati

Scritto il alle 15:16 da Lukas

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Quadro di stallo dei mercati che viene confermata anche questa settimana. E’ finita sicuramente la fase euforica di inizio anno, ora si naviga a vista in attesa degli eventi. [Guest post]

Cari amici, nella settimana appena trascorsa, le tensioni geopolitiche sono alquanto scemate ed i mercati finanziari internazionali sono tornati a focalizzarsi sull’evoluzione dello scenario macroeconomico globale.

Anche in quest’ottica non mancano comunque i fattori d’incertezza, ed i mercati non riuscendo completamente a decifrarli appaiono al momento in stallo. Lo scenario intermarket, in particolare, sembra esprimere molte perplessità e dubbi sulla tanto sbandierata reflazione dell’economia globale. Da alcuni mesi, infatti, si registra uno strisciante indebolimento del dollar index, sceso in settimana sotto quota 100. A ciò si accompagna una debolezza ancor maggiore del mercato delle commodities, stornate negli ultimi 2 mesi di circa il 6 % in termini reali. Del tutto coerentemente, i mercati obbligazionari registrano un costante arretramento dei propri rendimenti. I bond decennali Usa, sono infatti passati dal 2,60 % di metà dicembre al 2,24 % di oggi. Tutti questi elementi sembrano decisamente smentire l’ipotesi di un’imminente reflazione dell’economia globale, e testimoniano che il pericolo opposto, ossia il rigurgito delle tendenze deflazionistiche non è ancora scongiurato. Lo scarto fra aspettative e realtà sembra peraltro trovare riflessi anche sul mercato azionario, che da un paio di mesi appare letteralmente in stallo. In particolare, il nostro benchmark di riferimento, l’S&P 500, staziona da alcune settimane intorno a quota 2.350 punti, ossia il 2 % in meno rispetto ai massimi storici registrati ad inizio marzo.

Ciò premesso, passo ad esaminare i nuovi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

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Commercial Traders : – 59.488

Large Traders : + 55.734

Small Traders : + 3.754

Lo stallo trova, peraltro, conferme anche sul mercato dei derivati azionari Usa. Anche in quest’ultima ottava  registriamo, infatti, variazioni esigue nelle posizioni dei diversi operatori, pari a soli 3.417 contratti. In particolare, i soli Large Traders sembrano ancora nutrire un certo ottimismo, acquistano infatti l’intero lotto dei 3.417 contratti long, e consolidano la loro già pingue posizione Net Long. Gli Small Traders, invece, si confermano cauti, cedono 980 contratti long, ma riconfermano la loro esigua posizione Net Long. I Commercial Traders, infine, cedono i residui 2.437 contratti long, e rimpinguano la loro già consistente posizione di copertura Net Short. Le esigue movimentazioni di quest’ultima settimana, non annunciano particolari variazioni, e sembrano voler confermare l’interlocutoria situazione delle più recenti ottave.

Purtroppo, come temevano, sembra materializzarsi l’ipotesi di una prolungata fase laterale dei mercati azionari sia Usa che mondiali. Lateralizzazione che rischia di rilevarsi estremamente improduttiva sia per i grandi gestori che per i singoli traders. Speriamo pertanto che presto intervenga qualche novità di rilievo in grado di far assumere ai mercati azionari una direzionalità ben chiara e definita. In caso contrario, bisognerà affidarsi unicamente alle proprie capacità nell’arte dello stock picking.

Futuro che si prospetta, pertanto, ancora molto incerto, che cercherò, tuttavia, di tradare con il mio originale trading system, fondato sullo sfruttamento e sulla valorizzazione dell’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, descritto negli studi e nelle ricerche dei professori Jegadeesh e Titman, ed illustrati nel mio sito http://longtermmomentum.wordpress.com/. Da inizio d’anno il mio portafoglio denominato “ Azioni Italia – LTM “, registra una performance positiva, pari al + 6,39 %. Performance superiore a quella realizzata dal Ftse All Share, pari, nel contempo, al + 4,41 %. Conseguita, quindi, una sovra-performance dell’ 1,98 %, inferiore alle nostre attese, che non fa tuttavia venir meno la fiducia nel nostro approccio operativo, che negli ultimi 4 anni ci ha regalato una sovra-performance media annua pari al 20,8 %. In coerenza con l’analisi di mercato esposta e con la mia view d’ordine generale, questa settimana, non cambio la mia esposizione sul mercato azionario italiano, costituita dall’80 % di posizioni long, e dal 20 % di posizioni short, ossia da una posizione Net long pari al 60 % del mio portafoglio. Chi desiderasse approfondire e ricevere maggiori informazioni sul mio trading system e sulla composizione del portafoglio “ Azioni Italia – LTM “ può consultare, se vuole, direttamente il mio sito.

Vi ringrazio per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di Intermarketandmore buon trading.

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