WALL STREET: la grande ed incredibile storia continua…

Scritto il alle 15:05 da Lukas

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Lo SP500 torna in area di forte ipercomprato ma non si vedono gradi correzioni all’orizzonte. Quindi ci sono i presupposti per la continuazion di questa incredibile storia di megatrend rialzista. [Guest post]

Cari amici, nella settimana appena trascorsa, è un po’ scemato, nei mercati finanziari internazionali, l’entusiasmo indotto dall’annuncio della riforma fiscale Usa. Non c’è da meravigliarsi, sinora infatti l’Amministrazione Trump si è caratterizzata più per gli annunci che per le concrete realizzazioni. Il sentiment resta, comunque, molto favorevole, ma è evidente che tale fiducia non potrà durare in eterno. I mercati, prima o poi, non si accontenteranno più delle promesse ed esigeranno tangibili realizzazioni.

Realizzazioni che, secondo le attuali risultanze intermarket, appaiono molto difficili ed alquanto improbabili. Il dollaro index, infatti, anche in quest’ultima ottava, mostra un’evidente debolezza e storna nuovamente di uno 0,76 %. Le commodities, invece, mostrano un’inattesa vitalità, e rimbalzano dell’1,6 % in termini reali. Rimbalzo che abbisogna comunque di continuità e che non inverte il trend di medio periodo che resta chiaramente ribassista. Negli ultimi 6 mesi infatti il deprezzamento è pari a circa l’8 %. Ma è dal mercato obbligazionario che arrivano le notizie peggiori. I rendimenti dei bond decennali Usa infatti, cedono ben 9 bps, e tornano celermente a quota 2,28 %. I rendimenti dei bond a 2 anni, invece, cedono solo 3 bps, e si fermano a quota 1,51 %. Ci sono pertanto solo 77 bps di differenza fra i rendimenti dei bond a 10 anni e quelli dei bond a 2 anni. La yield curve Usa, pertanto, non vede un’accelerazione della crescita, anzi tutt’altro. Ciononostante si dà per certo e si auspica un nuovo imminente rialzo dei tassi ad opera della Fed. Io ne dubito, ma se ci fosse, potrebbe, a differenza dei precedenti, provocare un corto circuito ed avvicinare una nuova recessione dell’economia Usa. Ma non è affatto questo l’obiettivo di Trump. Vedremo, pertanto, come se ne escono.

I mercati azionari, retti da un sentiment particolarmente favorevole, per ora non si pongono tali interrogativi. Anche in quest’ultima ottava registriamo, infatti, nuovi record storici. In particolare il nostro benchmark azionario mondiale, l’S&P 500, lievita di un ulteriore 0,15 % e raggiunge quota 2553,17 punti.

Ciò premesso, passo ad esaminare i nuovi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : – 39.212
Large Traders : + 49.754
Small Traders : – 10.542

Non muta, pertanto, la favorevole configurazione del mercato dei derivati azionari Usa, che accompagna, ormai dal febbraio 2016, l’inarrestabile bull market dell’equity Usa. In quest’ultima ottava registriamo variazioni, nelle posizioni dei diversi operatori, pari a 9.491 contratti. In particolare, i Commercial Traders, mostrano ancora grande fiducia ed ottimismo, cedono infatti l’intero lotto dei 9.491 contratti long, e consolidano la loro naturale e proverbiale posizione di copertura, Net Short. I Large Traders, invece, confermano la loro operatività trend following, acquistano infatti altri 8.215 contratti long, e rafforzano ulteriormente la loro, già pingue, posizione Net Long. Gli Small Traders, infine, acquistano i residui 1.276 contratti long, ma si confermano operatori contrarian, restando inopinatamente in posizione Net Short.

Le movimentazioni di quest’ultima ottava,  ribadiscono e confermano il sentiment particolarmente favorevole attualmente in auge sui mercati azionari sia Usa che mondiali. Poiché come detto l’economia Usa non brilla particolarmente, comincio seriamente a credere che l’attuale inarrestabile ascesa delle quotazioni azionarie sia giustificata ed alimentata più dalle buone performance dell’economia globale, in particolare di Asia ed Europa, che non da quella a stelle e striscie.

I listini azionari americani, infatti, da tempo non sono più il riflesso della sola economia Usa, ma costituiscono una fedele rappresentazione di un’economia sempre più globalizzata. Non a caso, infatti, l’ultimo brutto periodo per gli indici azionari Usa è stato determinato dal crollo del prezzo del petrolio, che mise in crisi molti paesi produttori, e dall’improvvisa svalutazione dello Yuan, che evidenziava problemi per la sempre più imponente economia cinese. Oggi tali problemi sono molto attenuati o non esistono più, inoltre anche la vecchia Europa sembra aver ritrovato, grazie al QE della BCE, la strada della crescita economica.

Non sembrano pertanto esserci particolare impedimenti alla prosecuzione dell’attuale up-trend dei mercati azionari sia Usa che mondiali. Ciononostante in molti pensano e credono che a breve vi sarà una marcata correzione o addirittura una brusca inversione dell’attuale up-trend. Io, per il momento, non vedo tali pericoli. Certo sarebbe auspicabile una circoscritta correzione dell’ordine del 4-5 %, ma il mercato per ora non sembra avere neppure questa limitata intenzione.

Futuro prossimo che si prospetta, quindi, ancora positivo per i corsi azionari, che, come sempre, cercherò di tradare con il mio originale  trading system, fondato sullo sfruttamento e sulla valorizzazione dell’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, descritto negli studi e nelle ricerche dei professori Jegadeesh e Titman, ed illustrati nel mio sito http://longtermmomentum.wordpress.com/. Da inizio dell’anno il mio portafoglio denominato “ Azioni Italia – LTM “, registra una performance positiva pari al + 21,06 %. Performance che premia la mia ottimistica view, superiore, peraltro, a quella realizzata dal Ftse All Share, pari, nel contempo, al + 18,43 %. Una sovra- performance del 2,63 %, che conferma la fiducia nel nostro approccio operativo, che nei precedenti 4 anni ci ha regalato una sovra-performance media annua pari al 20,8 %. In perfetta coerenza con l’analisi sopra esposta, questa settimana, riduco solo leggermente dall’85 all’80 % le mie posizioni long ed innalzo, nel contempo, dal 15 al 20 % le mie posizioni short, assumendo di conseguenza una posizione Net Long pari al 60 % del mio portafoglio. Chi desiderasse approfondire e ricevere maggiori informazioni sul mio trading system e sulla composizione del portafoglio “ Azioni Italia – LTM “ può consultare, se vuole, direttamente il mio sito.

Vi ringrazio per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di Intermarketandmore buon trading.
Lukas

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1 commento Commenta
daino
Scritto il 16 ottobre 2017 at 15:22

e continua anche la grande e incredibile storia degli small trader….

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