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WALL STREET: in attesa delle elezioni ma con tono ribassista

Scritto il alle 15:01 da Lukas

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Ovviamente le elezioni USA restano l’evento clou che potrebbe finalmente dare una migliore e chiara direzionalità. Nel frattempo però l’impostazione degli operatori porta alla prudenza. [Guest post]

Cari amici, dopo la settimana appena trascorsa, siamo ormai giunti alla vigilia delle elezioni presidenziali Usa che rappresentano, senza dubbio, uno snodo fondamentale non solo per la politica mondiale ma anche per l’andamento futuro dei mercati finanziari internazionali. Le incertezze circa l’esito del voto, man mano accresciutesi, si riflettono, già da molti giorni, sui mercati, ove è notevolmente aumentata la volatilità come espressione diretta del nervosismo crescente degli operatori.

Le incertezze di carattere politico trovano, comunque, il pari nelle contraddizioni oggi presenti sull’intero scenario intermarket. In particolare, evidenzio che già da alcuni mesi in molti invocano la fine delle politiche monetarie espansive attuate in questi anni, su scala globale, dalle diverse Banche Centrali. Ad avviso dei richiedenti, queste ultime avrebbero infatti creato notevoli distorsioni sui mercati senza, peraltro, conseguire apprezzabili effetti sul fronte dello stimolo alla crescita economica. Io personalmente non condivido molto tali critiche. Innanzitutto, evidenzio che il crollo dei tassi d’interesse, che indubbiamente crea molti problemi a tante aziende del settore finanziario, non è affatto il frutto delle recenti politiche monetarie, quanto piuttosto l’effetto di molti altri fattori, presenti da oltre 30 anni nelle dinamiche dell’economia mondiale, come testimonia chiaramente il seguente grafico.

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Non sarà pertanto la fine di tali politiche ad invertire l’ormai pluridecennale down-trend dei rendimenti obbligazionari. Servono purtroppo ben altri cambiamenti sia nella struttura che negli assetti dell’economia mondiale per arrestare ed invertire quella che appare, ormai da tempo, come un’inesorabile spirale recessiva e deflazionistica. Si afferma, inoltre, che le recenti politiche monetarie espansive non hanno avuto alcun effetto sul versante dello stimolo alla crescita economica, ma nessuno si chiede cosa sarebbe successo, nella terribile crisi post 2008, senza gli interventi espansivi adottati delle diverse Banche Centrali ?. Credo, quindi, che i recenti rialzi dei rendimenti, nonché l’annunciato e prossimo nuovo rialzo dei tassi ad opera della FED, non prefigurano affatto un mutamento sostanziale dello scenario sopra illustrato e descritto. Si cerca soltanto di alleviare le gravi ambasce delle banche, e di altre aziende del settore finanziario, pesantemente penalizzate dai decrescenti corsi dei tassi d’interesse. In pratica, molta enfasi e poca sostanza, con il rischio concreto di esser poi costretti a tornare sui propri passi se, come temo, l’economia reale rimarrà ancora ferma e stagnante.

Ciò premesso, passo ad esaminare i nuovi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì sera dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : – 38.921

Large Traders : + 43.867

Small Traders : – 4.946

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Si riconferma pertanto la configurazione del mercato dei derivati azionari Usa in auge, ormai, da oltre 6 mesi.  Rispetto alla scorsa ottava, si sono registrate modeste variazioni nelle posizioni dei vari operatori, pari a soli 4.142 contratti. In particolare, i Large Traders continuano, seppur molto lentamente, a dismettere quote della loro ancora ingente posizione Net Long, cedono infatti l’intero lotto dei 4.142 contratti long e contraggono la loro posizione Net Long sin poco sopra le quarantamila unità. I Commercial Traders, invece, temono credo l’esito del voto presidenziale Usa e si mostrano quasi immobili, acquistano infatti solo 348 contratti long e riconfermano la loro prudente posizione di copertura Net Short. Gli Small Traders, infine, si mostrano leggermente più fiduciosi, acquistano infatti i residui 3.794 contratti long, ma non invertono la loro posizione che rimane tuttora Net Short. La riconferma della configurazione attuale del mercato dei derivati azionari Usa che, come avevo preannunciato, si palesa, sempre più, come una configurazione statisticamente ribassista, ben esprime tutti i dubbi e le incertezze del momento. Dubbi ed incertezze che, a mio avviso, saranno dissipati solo parzialmente dall’elezione del nuovo presidente Usa, il quale ben presto si troverà a gestire una situazione certamente non facile, sia dal punto di vista macroeconomico che geopolitico. I periodi di passaggio da un’amministrazione Usa ad un’altra, peraltro, sono sempre stati molto delicati, soprattutto quando, come nel caso di specie, il precedente mandato ha avuto una lunga durata ( 8 anni ). Insomma allo stato i mercati azionari sembrano avere più spazio per scendere che non per salire, per cui mi sento di raccomandare un atteggiamento molto cauto e prudente. .

Futuro che si prospetta, pertanto, ancora difficile ed incerto, che cercherò, tuttavia, di tradare, con il mio originale trading system, fondato sullo sfruttamento e sulla valorizzazione dell’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, descritto negli studi e nelle ricerche dei professori Jegadeesh e Titman, ed illustrati nel mio sito http://longtermmomentum.wordpress.com/. Dopo quest’ultima settimana, il mio portafoglio, “ Azioni Italia – LTM “, registra una performance annua positiva, pari al + 10,22 %. Performance buona, realizzata peraltro investendo solo sul listino di borsa italiano, che registra, a sua volta, una perdita annua, misurata dal Ftse All Share, pari al 22,79 %. Conseguita, pertanto, in un contesto di mercato molto avverso, una sovra-performance del 33,01 %, ben superiore alle nostre attese, che ci fornisce altre probanti conferme sulla bontà delle indicazioni operative derivanti dalle ricerche dei due noti professori Usa. Del tutto coerentemente con la mia prudente view d’ordine generale, questa settimana modifico l’assetto del mio portafoglio, riducendo dal 70 al 50 % le mie posizioni long, ed innalzando nel contempo dal 30 al 50 % le mie posizioni short, assumendo di fatto una posizione neutra ed attendista. Chi desiderasse approfondire e ricevere maggiori informazioni sul mio trading system e sulla composizione del portafoglio “ Azioni Italia – LTM “ può consultare, se vuole, direttamente il mio sito.

Vi ringrazio per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di Intermarketandmore buon trading.

Lukas

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