WALL STREET: il toro è duro a morire!

Scritto il alle 16:00 da Lukas

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Malgrado tutto, la tendenza rialzista di Wall Street continua a tenere duro. Sarà la macroeconomia e gli eventi delle prossime giornate che condizioneranno la vera chiave di tutto: il sentiment. Analisi del COT Report del CFTC. [Guest post]

Cari amici, nella settimana appena trascorsa, i mercati finanziari internazionali, un po’ a sorpresa, ci hanno regalato altre giornate di assoluto RISK ON, che hanno riportato, tra l’altro, gli indici azionari Usa, nuovamente nei pressi dei loro massimi storici, dopo mesi di grandi incertezze e di altissima volatilità.

Lo scenario intermarket ha evidenziato, in particolare, dopo settimane di marcati ribassi, una ripresa delle quotazioni del dollaro Usa. Ripresa della valuta americana che fa riprendere fiato al rapporto di cambio EURUSD ridisceso nuovamente intorno a quota 1,12. Deprezzamento dell’euro che, a sua volta, riporta un minino di fiducia sulle prospettive di ripresa dell’economia europea. La rinnovata vitalità del dollaro Usa si accompagna, peraltro, ad una ripresa sempre più convincente delle quotazioni delle commodities, che negli ultimi due mesi registrano un apprezzamento del 5,4 % in termini reali. Apprezzamento importante, perchè fa seguito ad un periodo di prolungato crollo delle stesse, che aveva ingenerato foschi presagi sull’intera economia mondiale, ed alimentato una volatilità esagerata sull’intero scenario finanziario internazionale. Lo scenario positivo trova, tuttavia, più caute conferme nel settore obbligazionario. I tassi sui titoli decennali americani, infatti, in una settimana di marcato risk-on, crescono di soli 4 bps, e si riportano a quota 1,76 %.

Stesso limitato rimbalzo di 4 bps si registra sul bund decennale della Germania, che scongiura, per ora, l’inverosimile ipotesi di tassi negativi, riportandosi a quota 0,13 %. Molta maggior fiducia, invece, si registra e si desume dagli andamenti dei mercati azionari. Il nostro benchmark azionario mondiale, l’S&P 500, è infatti nuovamente in prossimità dei suoi massimi storici, gli indici dei mercati emergenti sono anch’essi in buon recupero, e finanche i bistrattati indici europei mostrano qualche timido segnale di recupero.

Ciò premesso, passo ad esaminare i nuovi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì sera dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : + 13.622

Large Traders : – 6.788

Small Traders : – 6.834

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Si conferma, pertanto, ancora, la particolare configurazione rialzista del mercato dei derivati azionari Usa, in auge ormai da ben 11 settimane. Anche in quest’ultima ottava, le movimentazioni dei diversi operatori, pari a 6.148 contratti, ne riducono, però, ulteriormente l’entità e la forza. In particolare, i potenti Commercial Traders, ormai da un mese, hanno iniziato progressivamente a distribuire l’ingente dotazione di contratti long, accumulata in precedenza. In quest’ultima settimana cedono, tuttavia, solo altri 6.148 contratti, e riducono solo di misura la loro ancora rassicurante posizione Net Long. I Large Traders, invece, notoriamente trend following, seppur con un certo ritardo sul timing d’inversione dei mercati, acquistano altri 4.510 contratti long e proseguono, ancora con qualche cautela, a ridurre l’entità della loro posizione Net Short. Ancor più cauti e titubanti si mostrano gli Small Traders, che acquistano solo 1.638 contratti long, risultando oggi gli operatori con la maggiore posizione Net Short. Le esigue movimentazioni di quest’ultima settimana, che indeboliscono solo di misura l’eccezionale configurazione rialzista di questi ultimi mesi, ci dicono che il toro in corso è ancora ben vivo e che venderà cara la pelle prima di abdicare. Ma cosa succederà poi ? Per il momento il cot report non ci offre indizi ed indicazioni precise, molto dipenderà dal se e dal come avverrà il passaggio di testimone tra i diversi operatori, e da quale configurazione succederà all’attuale. Posso, tuttavia, anticipare che se saranno i soli Large traders a sostituire i Commercial nella posizione Net Long, allora è molto probabile che assisteremo nuovamente a periodi di elevata volatilità ed incertezza. Se invece il mercato dei derivati azionari si rivelerà più equilibrato,recuperando anche la fiducia smarrita degli Small traders, allora è molto probabile che i mercati azionari possano finalmente riprendere un percorso più lineare a tranquillo e magari ritoccare nuovamente i massimi stabiliti all’inizio dello scorso anno. E’ superfluo aggiungere che a tal fine molto dipenderà anche dall’evoluzione del quadro macroeconomico globale.

Momento che si prospetta pertanto ancora molto incerto, che cercherò, comunque, di tradare con il mio originale trading system, fondato sullo sfruttamento e sulla valorizzazione dell’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, descritto negli studi dei professori Jegadeesh e Titman, ed illustrati nel mio sito http://longtermmomentum.wordpress.com/. Dopo quest’ultima settimana, caratterizzata dall’ingente rimbalzo del bistrattato settore bancario, il mio portafoglio, denominato “ Azioni Italia – LTM “, registra una perdita annua pari al – 7,9 %. Perdita, comunque, inferiore a quella registrata dal nostro benchmark di riferimento, costituito dal Ftse All Share, pari nel contempo al – 14,2 %. Una sovra-performance del 6,3 %, che seppur in riduzione, ci dà un’ulteriore conferma sulla bontà delle indicazioni operative derivanti dagli studi dei due noti professori Usa. Non considerando, come detto, già esaurito l’attuale up-trend , questa settimana riconfermo la mia esposizione long su borsa italiana per il 100 % del mio portafoglio. Chi desidera, comunque, approfondire e ricevere maggiori informazioni sul mio trading system e sulla composizione del portafoglio “ Azioni Italia – LTM “ può consultare, se lo desidera, direttamente il mio sito.

Vi ringrazio per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di Intermarketandmore buon trading.

Lukas

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1 commento Commenta
albertopletti@gmail.com
Scritto il 18 aprile 2016 at 16:51

E’ duro a morire, ma alla fine anche questo morirà.

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