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WALL STREET: il grande paradosso del mercato

Scritto il alle 15:30 da Lukas

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Lo scetticismo che accompagna il rally azionario Usa, testimoniato dalla persistente posizione Net short degli small Traders, costituisce paradossalmente la forza dello stesso.  Solita analisi del COT Report. [Guest post]

Cari amici, nella settimana appena trascorsa, i mercati finanziari internazionali hanno, sostanzialmente, riconfermato le positive tendenze degli ultimi mesi. In particolare, i mercati azionari Usa, fra lo scetticismo dei più, continuano imperterriti a stabilire nuovi record storici. Ed è proprio tale circostanza, ossia il diffuso scetticismo che accompagna il rally, che ne certifica la sua solidità e la sua forza.

Lo scenario intermarket non denota, peraltro, alcuna apprezzabile tensione. Il dollar index, dopo il rally degli scorsi mesi, registra, infatti, una fase di stabilizzazione, intorno a quota 100. Le commodities, analogamente, appaiono anch’esse del tutto tranquille. In particolare, segnalo che le quotazioni del petrolio lateralizzano ormai da mesi fra i 50 ed i 55 dollari al barile. Anche il mercato obbligazionario, che aveva manifestato di recente molta vivacità, sembra tornare sui suoi passi. Il rendimento dei bond decennali Usa, negli ultimi due mesi è, infatti, arretrato nuovamente di 30 bps, e segna oggi quota 2,31 %. Analoga sorte per il bund tedesco, che in un mese arretra di ben 28 bps, tornando all’esigua quota dello 0,18 %. Le suddette dinamiche intermarket ci dicono che, al momento, nonostante i proclami della nuova Amministrazione Trump, sono ancora in auge tutte le condizioni che hanno caratterizzato l’economia mondiale nell’ultimo decennio.

Condizioni ben radicate e forti, tendenzialmente deflattive che, a mio avviso, non sarà affatto facile debellare. Condizioni macro certamente non positive ed esaltanti. Ma, come già evidenziato in miei precedenti post, è quando si trasla l’analisi dal livello macro e quello micro, ossia a livello della singola impresa, che emergono evidenti deficit cognitivi ed opposte visioni, che alimentano lo scetticismo che accompagna sin dall’origine quest’interminabile bull market dei mercati azionari. In molti, infatti, non considerano che, a livello di singola impresa quotata, il deficit di domanda presente nel sistema, è più che compensato dal forte contenimento dei costi di acquisizione dei maggiori fattori produttivi ( materie prime, capitale, lavoro ). Di conseguenza i loro utili continuano a crescere, seppur a ritmo moderato, e ciò giustifica il lievitare delle loro quotazioni.

Ciò premesso, passo ad esaminare i nuovi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : – 9.292

Large Traders : + 17.901

Small Traders : – 8.609

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Lo scetticismo trova, peraltro, un’evidente conferma, anche nell’assetto mercato dei derivati azionari. Quest’ultima settimana registriamo, infatti, variazioni esigue nelle posizioni nette dei vari operatori, pari a soli 2.216 contratti, che confermano la configurazione in auge negli ultimi mesi. In particolare, gli Small Traders, ormai da lungo tempo contro trend, acquistano l’intero lotto dei 2.216 contratti long, ed alleviano ma non invertono la loro posizione Net Short. I Large Traders, invece, cedono 489 contratti long ma confermano la loro posizione Net Long. I Commercial Traders, infine, cedono anch’essi 1.727 contratti long, ed incrementano la consistenza loro abituale posizione di copertura, Net Short. Le movimentazioni di quest’ultima ottava, davvero esigue, danno, come accennato, ulteriore supporto alle considerazioni espresse circa il permanere di favorevoli condizioni intermarket. Il persistere, ormai da mesi, degli Small Traders in posizione Net Short, testimonia, infatti, fedelmente lo stato di diffuso scetticismo presente tra gli operatori retail. Ma com’è ben noto, gli Small Traders sono un ottimo indicatore contrarian, il loro posizionamento Net Short ci induce pertanto a credere che l’attuale bull market dei mercati azionari Usa non sia ancora al suo epilogo. Al massimo potrebbe esserci un rallentamento nel ritmo d’ascesa dell’attuale up-trend. Rallentamento, peraltro auspicabile, perchè eviterebbe il formarsi di eccessi valutativi da scontare poi con correzioni marcate e scomposte.

Futuro prossimo che si prospetta, quindi, ancora positivo, che cercherò, come sempre, di tradare con il mio originale trading system, fondato sullo sfruttamento e sulla valorizzazione dell’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, descritto negli studi e nelle ricerche dei professori Jegadeesh e Titman, ed illustrati nel mio sito http://longtermmomentum.wordpress.com/. In questo inizio d’anno il mio portafoglio “ Azioni Italia – LTM “, registra una performance positiva, pari al + 2,99 %. Performance ben superiore a quella realizzata dal Ftse All Share, pari, nel contempo, al – 2,63 %. Una sovra-performance del 5,62 %, che ci da ulteriori conferme sulla bontà del nostro approccio operativo, che negli ultimi 4 anni ci ha regalato una sovra-performance media annua pari al + 20,8 %. In coerenza con l’analisi sopra-esposta e con la mia positiva view d’ordine generale, questa settimana, riconfermo la mia esposizione sul mercato azionario italiano, costituita dall’85 % di posizioni long, e dal 15 % di posizioni short, ossia da una posizione Net long pari al 70 % del mio portafoglio. Chi desiderasse approfondire e ricevere maggiori informazioni sul mio trading system e sulla composizione del portafoglio “ Azioni Italia – LTM “ può consultare, se vuole, direttamente il mio sito.

Vi ringrazio per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di Intermarketandmore buon trading.

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3 commenti Commenta
daino
Scritto il 28 febbraio 2017 at 09:50

questo attegiamento degli small traders dovrebbe essere frutto di studio. E’ così esagerato e tenace che è frutto di una convinzione profonda che secondo me ha origini esogene rispetto ai mercati.
Penso che nasca dallo stesso stato emotivo che ha portato alla brexit e trump.
Da un punto di vista di flussi finanziari questo trend non potrà che terminare con un’impennata delle quotazioni dovuta alla capitolazione delle posizioni short

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Lukas
Scritto il 28 febbraio 2017 at 11:39

daino,

Nell’atteggiamento prudente degli small traders di oggi……influisce, a mio avviso, anche il ricordo di quanto patito nel 2000 e nel 2008……anni nei quali furono sonoramente bastonati.
Concordo comunque con l’ipotesi prospettata nella parte finale del Tuo commento……prima o poi si lasceranno abbindolare e nella parte finale di questo interminabile bull market si ritroveranno, come è sempre accaduto, pieni zeppi di azioni in portafoglio.
Ma siamo ancora ben lontani da tale circostanza……quindi per ora è saggio continuare ad assecondare il trend.

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omnia_funds
Scritto il 28 febbraio 2017 at 13:31

Nei prossimi giorni potrebbe esserci un Sell on News….magari a partire dai primi di marzo!!
Volatilità un po’ troppo compressa e in aumento…resistenze dinamiche in arrivo.
Insomma ….stare un po’ più accorti non guasta!!

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