Wall Street: finita la paura, ora è di nuovo il momento del RISK ON

Scritto il alle 16:55 da Lukas

GUEST POST – Wall Street e COT Report: Chart e analisi dei dati del CFTC secondo la personale visione di Lukas.

Cari amici, quest’ultima settimana ha definitivamente confermato che i mercati finanziari, sono passati, in meno di un mese, da una situazione in cui il cash era l’unico asset richiesto, ad una diametralmente opposta ove si riacquista nuovamente di tutto, bond , materie prime, azioni e persino oro.

Lo scenario intermarket, infatti, ha registrato, dopo mesi di consistenti ribassi, un nuovo rialzo dello 0,5 % delle quotazioni in termini reali delle commodities, che porta l’apprezzamento complessivo delle ultime 3 settimane ad un non disprezzabile + 3,5 % . Inoltre, anche questa settimana, il rimbalzo delle quotazioni delle commodities, non ha costituito un ostacolo allo storno dei rendimenti obbligazionari, ed al conseguente ulteriore rimbalzo dello 0,8 % delle quotazioni dei bond. Ottimistico scenario, confermato anche dal rialzo delle quotazioni dei mercato azionario. Il nostro benchmark azionario di riferimento, l’S&P 500, ha registrato, infatti, un nuovo rimbalzo settimanale dello 0,7 %, che porta il rialzo complessivo delle ultime 4 settimane ad un notevole +6,26 %, ed a stabilire i suoi nuovi massimi storici. Sembra quindi che il mercato nutra nuovamente molta fiducia nella protezione offerta dalle diverse Banche Centrali, e nel mantenimento per ancora lungo tempo di una politica monetaria generosa ed accomodante.

Dopo tale premessa, passo ad esaminare i nuovi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : – 95.206

Large Traders : + 67.721

Small Traders : + 27.485

Si conferma, quindi, anche questa settimana,, la configurazione complessiva del Cot Report sull’azionario Usa, in auge ormai ininterrottamente da quasi 1 anno. In quest’ultima settimana, registriamo movimentazioni da parte dei diversi operatori, pari a ben 19.001 contratti, che tendono nuovamente a consolidare l’ormai datata configurazione del mercato dei derivati azionari Usa. In particolare, i Large Traders, acquistando ulteriori 19.001 contratti long, rafforzano ancor più la loro già ingente posizione Net Long. Per contro, i Commercial Traders cedendo 18.517 contratti long, riportano la loro posizione di copertura Net Short a livelli nuovamente ingenti ed estremi. Gli Small Traders, infine, cedono i residui 484 contratti long, e riducono lievemente la loro non già preoccupante posizione Net Long. Le suddette movimentazioni, mi inducono a prefigurare, forse ancora una volta controcorrente, come già accaduto nel corso degli ultimi 6 mesi, un andamento degli indici azionari Usa piu’ positivo di quello ipotizzato solo sette giorni orsono. Nonostante il già consistente rialzo realizzato dall’inizio dell’anno, la mia vision passa, infatti, anche per le prossime settimane estive, da laterale a lateral-rialzista.

Per quanto concerne, infine, la mia personale operatività, attuata, lo rammento, non tramite i direzionali ETF, bensì attraverso lo stock picking effettuato sul nostro listino nazionale, condotto sulla base della strategia “ LONG TERM MOMENTUM “, selezionando indici, settori e titoli che presentano le migliori performance degli ultimi 6-12 mesi, dall’inizio dell’anno, registro un guadagno del 19,2 %, a fronte di una concomitante perdita dell’ indice FTSE ALL SHARE pari al 0,1 %. Dunque una sovra-performance di 19,3 punti percentuali, che ci dà piena conferma e fiducia nella bontà dei criteri di selezione sinora adottati. Il settimanale check-up di borsa italiana, ci porta a preferire anche per la prossima settimana, i titoli del Ftse-Mib, del Ftse Mid-Cap e del Ftse Star, appartenenti ai settori dei media, della moda, dell’industria e dei servizi finanziari.

Vi ringrazio, come sempre, per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di Intermarketandmore una serena e proficua settimana.

LUKAS

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16 commenti Commenta
candlestick
Scritto il 22 luglio 2013 at 22:12

Le mie previsioni vedono da domani pronta una gamba ribassista sul cambio eur/usd e consolidamento/prossimo rialzo dell’oro..

I mercati stock troppo difficili da prevedere.. anche se per il sottoscritto siamo sui massimi oltreoceano.

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Lukas
Scritto il 22 luglio 2013 at 22:24

candlestick@finanza,

l’altra settimana la intravvedevi la correzione sull’equity……..oggi è scomparsa dai tuoi radar ?……Mi raccomando se dovesse riapparire ai tuoi occhi……avvisaci in tempo debito :mrgreen:

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candlestick
Scritto il 22 luglio 2013 at 22:29

Basta leggere bene e si capisce che “siamo sui massimi” può precludere una sola cosa..
Ma nessun problem, diamo tempo al tempo e Lukas non avrà piu tempo per fare humor sul blog.. sarà impegnato con gli ordini…

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lampo
Scritto il 23 luglio 2013 at 01:23

candlestick@finanza,

Speriamo per lui che gli concedano tale tempo…

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Lukas
Scritto il 23 luglio 2013 at 16:10

lampo,

addirittura…….e che sarà mai…….una distruttrice tempesta marziana ?

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lampo
Scritto il 23 luglio 2013 at 17:48

Lukas,

No Lukas il discorso è molto più semplice. Provo a sintetizzare e semplificare.

Negli ultimi 10 anni è evidente a tutti che l’economia USA è stata in costante declino. Ciò si sarebbe dovuto riflettere sui mercati azionari (soprattutto USA), ma una politica espansiva creata per evitare tale effetto è riuscita nel suo intento permettendo di salire ancora (con ovviamente tutto il resto, compresi gli utili delle aziende ed un apparente minore rallentamento dell’economia).

Tutto fisiologico e coerente con il solito eccesso di ottimismo e pessimismo che rende cicliche le fasi del mercato azionario (parlo di questo perché è quello su cui opero e che preferisco).

Ci sono alcuni elementi di macroeconomia che ci dicono che potremmo essere sulla fase di forte ottimismo: un eccessivo numero di lavori part-time, l’ultimo dato sulle richiesti di accensione dei mutui, i dati sulla disoccupazione che sono in stallo (nonostante l’elevato numero di part-time), il numero di food-stamp, la curva demografica, il livello di indebitamento dei consumatori, l’indebitamento locale (municipale), ecc…. basta rileggersi molti post di questo blog.

In aggiunta stanno iniziando degli interventi regolatori del mercato da parte delle autorità di controllo che vanno in contrasto con il comportamento lascivo del decennio passato (vedi ad esempio il discorso sulle banche d’affari ed il trading sulle materie prime, Basilea3, ecc).
Domanda: effettivamente necessari oppure semplice alibi per giustificare a posteriori quello che deve ancora succedere?

Infine siamo prossimi all’inizio della riduzione della politica espansiva (per il momento ancora nella fase delle parole).

Poi ci sono gli utili delle aziende che a livello storico sono stati sempre ottimi ed hanno raggiunto un livello di crescita difficilmente sostenibile in futuro.

Quando prima o poi incomincerà la disillusione di tale ottimismo è ovvio che inizierà la fase di pessimismo: può essere oggi, domani, fra una settimana, un mese, un anno o più (difficile prevedere quando esattamente).

Ma di sicuro accadrà.

In tale occasione lo storno sarà sicuramente improvviso, visto che molti non vorranno accorgersi dell’evidenza dato il loro ottimismo nel continuare a seguire il trend (che sarà rapidamente interrotto), alimentando ancora di più il pessimismo quando, incominciate a vedere le perdite, si sveglieranno dal loro sogno (accorgendosi che il treno si è fermato).

Quindi ognuno deve valutare in base alle proprie conoscenze economiche e finanziarie dove siamo: sul picco (quindi prossimi a tale baratro), ancora lontani dal picco o semplicemente nella fase di una fase di crescita economica che deve ripercuotersi ancora sui mercati (in positivo).

In tal senso intendo che molti non avranno il tempo di disinvestire o cambiare il portafoglio… semplicemente perché non hanno riconosciuto il picco.

Non c’è dubbio che il treno abbia la sua inerzia dovuta al lungo rialzo… ma prima o poi anche quella terminerà.

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candlestick
Scritto il 23 luglio 2013 at 22:12

lampo,

:lol: quoto Lampo…
Basta guardare all’Europa… al prossimo ciclone starà in piedi per volere di chi è piu grosso di noi, ovviamente pagheremo tutto noi! Magari si uscisse! Sarebbe la primavera Italiana, ma ahimè, ci toccherà invecchiare con tanta fatica. Tanta tanta fatica, preparatevi ad una lunga depressione economica europea..

Per l’euro.. questione di ore e RI- inizio probabile di un Down tren duraturo fino a quota 1.20 cone target pribcipale

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Lukas
Scritto il 23 luglio 2013 at 22:40

lampo,

candlestick@finanza,

Senza entrare nel merito delle Vs osservazioni macroeconomiche…..che in gran parte condivido….., il problema oggi in discussione e comunque tutt’altro…attualmente sia le risultanze dello scenario intermarket….. che i dati del Cot report sui derivati azionari Usa………mi inducono ormai da mesi a puntare con profitto sul mercato azionario.

Quando e se…. tale scenario cambierà……nel senso più o meno catastrofico…da Voi preannunciato
credo che anche i miei indicatori lo segnaleranno con ragionevole tempestività……dandomi il tempo di modificare la mia attuale posizione.

Assumere oggi una posizione fondata su pessimistiche aspettative, ancora non materializzatesi….non sarebbe un’atteggiamento logico e razionale.

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lampo
Scritto il 23 luglio 2013 at 23:58

Lukas,

Aggiungo un’altro aspetto. Oramai (sempre parlando di mercati azionari) è evidente la correlazione delle principali piazze borsistiche con la piazza americana… nel senso che la maggioranza delle volte finché non aprono gli USA gli altri mercati (sopratutto in Europa) sono privi di direzionalità (e volumi).
In pratica stiamo a guardare cosa succede alla borsa americana per capire se metterci long o short in europa… spesso indipendentemente dai diversi scenari macroeconomici.

Quando il treno che citavo si ferma… cosa pensi che succederà all’Europa che dall’inizio dell’anno sta sottoperformando in modo evidente (a memoria mi risulta un 15% circa)?

Ovvio che in tal caso qualcuno dovrà intervenire anche qui… magari con un nuovo LTRO, con l’OMT, con un’altra diavoleria finanziaria… ma sicuramente non più soltanto a parole come adesso.

Nel frattempo che decidono come intervenire (vista l’evidente difficoltà di coordinamento e di posizioni europee per prendere tali decisioni nel passato in maniera veloce)… chi scenderà di più?

Quali saranno gli investitori più pessimisti oppure quali condizioni economiche fondamentali ti sembrano più sostenibili per anticipare una crescita futura?

A questo punto cosa consideri logico e razionale per orientarti nella scelta dei tuoi investimenti?
Sicuramente un mix di macroeconomia, fondamentali, analisi tecnica, previsioni più o meno farlocche delle principali banche d’affari, ecc.
Quanti hanno queste capacità e riusciranno a capire il “materializzarsi” del segnale?
Basterà fidarsi dei propri fedeli indicatori e del test a posteriori di un trading system, che ha fornito buoni risultati grazie alla ricerca, fra i miliardi di combinazioni, della curva statistica più azzeccata? Più semplicemente, hanno mai provato ad ottimizzare lo stesso trading system su vari anni passati a partire da cinque anni fa e poi vedere se prevede correttamente allo stesso modo (con gli stessi risultati) anche gli ultimi 5 anni?

Ecco che forse una miriade di indicatori, letture, analisi macroeconomiche e fondamentali, ecc. accrescono le nostre possibilità ma non ci danno la certezza.

Ci vuole anche il fattore C (4 lettere, l’ultima è una O) ed il fiuto di riuscire a vedere ed anticipare quello che altri non vedono, sbagliando pure!

Oppure c’è sempre l’insider trading… sperando che ti abbiano passato l’informazione giusta e non, appositamente, quella sbagliata…

Cosa fare allora?

Solita cosa: diversificare per mercato, titoli, area geografica, settore, prospettive future, fondamentali differenti e contrastanti a seconda della ciclicità del mercato, ecc. e scegliere il giusto rapporto fra investito/liquidità a seconda del rischio percepito e/o atteso.
Almeno se le condizioni saranno molto più avverse… rimane qualche settore da poter vendere in attivo per sopravvivere… aspettando che tempi migliori rivalutino il resto

Insomma la solita arte… di sopravvivenza.

P.S.

Ti senti ancora sicuro di continuare a fare stock picking con la tecnica del Long Term Momentum soltanto sul nostro listino?

Lo dico nella maniera più costruttiva possibile… rivolgendomi a te, ma mi interessa di più indirizzare questo commento a chi generalmente non capisce l’importanza della diversificazione del proprio portafoglio, soprattutto in momenti storici dal punto di vista finanziario come questo.

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pinco14
Scritto il 24 luglio 2013 at 00:00

Lukas,

Sono anche io estremamente pessimista sul futuro, condivido le osservazioni di Lampo e Candlestick, ma il tuo ragionamento non fa una grinza
I mercati sono irrazionali, e lo possono rimanere per più tempo di quanto noi possiamo gestire le posizioni sbagliate..

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Lukas
Scritto il 24 luglio 2013 at 14:38

lampo,

Mi chiedi ” Ti senti ancora sicuro di continuare a fare stock picking con la tecnica del Long Term Momentum soltanto sul nostro listino? ”

Ti dirò è vero che il nostro indice globale di borsa FTSE ALL SHARE ha sottoperfomato rispetto all’S&P500…..ma nella mia analisi attuale prendo in considerazione l’ultimo anno rolling……e vedo che mentre l’indice Usa registra un + 25,5 %…..l’indice nazionale registra un +17 %……quindi una sottoperformance non disastrosa di 8,5 punti percentuali.

Se però approfondisco la mia analisi…..vedo che con riferimento allo stesso periodo di tempo…..i titoli del Ftse Mid-Cap…e del Ftse Star registrano una performance di oltre il 30 %…..ossia sovraperformano di oltre 5 punti percentuali…..lo splendido S&P500.

Se continuo ad approfondire la mia analisi……a livello settoriale…..vedo che nello stesso periodo di tempo i titoli dei settori

Tecnologia e Media registrano un incremento del 77 %

Servizi Finanziari registrano un incremento del 67 %

Commercio +62 %

Moda + 57 %

e cosi Via……..

Performance che polverizzano i tanto decantati rialzi del benchmark azionario Usa……e che da mesi costituiscono per il sottoscritto….una solida assicurazione…dei miei investimenti…..molto piu’ di ogni altra forma di diversificazione.

Spero di esser stato chiaro ed esauriente.

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lampo
Scritto il 24 luglio 2013 at 22:34

Lukas,

Ok, vuol dire che hai un buon metodo di selezione, otre ad avere notevole disciplina nell’operare (uno dei miei maggiori difetti… ci sto lavorando).

Personalmente mi sento più sicuro diversificando, specialmente in questo momento storico (nel senso che per me attualmente ha più importanza rispetto al profitto).
E’ un punto di vista.

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ivegotaces
Scritto il 24 luglio 2013 at 23:14

lampo: Lukas, Ok, vuol dire che hai un buon metodo di selezione, otre ad avere notevole disciplina nell’operare (uno dei miei maggiori difetti… ci sto lavorando).Personalmente mi sento più sicuro diversificando, specialmente in questo momento storico (nel senso che per me attualmente ha più importanza rispetto al profitto).E’ un punto di vista.

Già, la disciplina è il principale difetto che accomuna la maggior parte degli investitori, me compreso. Ed è proprio per questo che desidero chiedere a te, così come a chiunque altro, come cerchi o cercate di coniugare la disciplina con la diversificazione. Quali strumenti e quali criteri usi o usate?
Il mix diversificazione, strumenti, criteri e disciplina sarebbe proprio da dibattere, a mio avviso.

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lampo
Scritto il 25 luglio 2013 at 00:23

ivegotaces@finanza,

Nel campo della disciplina, avendo ancora molto da imparare, preferisco non dare consigli.

Lukas, visti i brillanti risultati, evidentemente è più adatto.

Sul campo diversificazione… l’unica soluzione è leggere, leggere, leggere, leggere… e, acquistato un bel bagaglio di conoscenza multidisciplinare, applicare un mix di macroeconomia, analisi fondamentale e analisi tecnica (di medio-lungo periodo). Utile anche guardare (spesso in ottica contrarian) i report delle banche d’affari. Insomma ognuno ha la sua arte, più o meno efficace.

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Lukas
Scritto il 25 luglio 2013 at 14:21

lampo,

disciplina per me….equivale ad avere un ” piano di trading “…..fondato su alcuni assunti……e da sottoporre settimanalmente a verifica.

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ivegotaces
Scritto il 27 luglio 2013 at 10:49

lampo,

Innanzitutto grazie della tua risposta.
Per tanto tempo l’ho pensata come te, ero cioè convinto che un “bel bagaglio di conoscenza multidisciplinare” e dunque l’applicazione di “un mix di macroeconomia, analisi fondamentale e analisi tecnica” fosse il metodo più intelligente per gestire il risparmio e approcciare l’investimento. Ho cambiato idea. O meglio, ho deciso con il tempo di utilizzare la conoscenza acquisita non per intervenire direttamente, da un punto di vista decisionale, nelle scelte d’investimento, ma per creare un “piano di trading” o più piani, il più solido e robusto possibile. E quoto Lukas. Certo poi, come detto, devi essere disciplinato, ma anche qui, con il tempo, impari ad esserlo.
Interessa a qualcuno l’argomento? A parte Lukas e Lampo …

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