WALL STREET: fine della festa. Ora si tende sempre più all’economia reale

Scritto il alle 15:31 da Lukas

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Dopo la correzione di agosto il mercato prende una strada potenzialmente differente e più legata alla realtà. D’ora in avanti la performance di Wall Street sarà più legata all’economia reale. Analisi intermarket e del solito COT Report del CFTC. [Guest Post]

Cari amici, nella settimana appena trascorsa, i nuovi deludenti dati provenienti dall’economia reale hanno confermato il rallentamento globale in atto, e giustificato, purtroppo a posteriori, la correzione dei listini azionari degli ultimi due mesi.

Lo scenario intermarket, in particolare, ha registrato, in concomitanza all’uscita dei deboli dati sul mercato del lavoro Usa, un ulteriore storno dello 0,5 % delle quotazioni del dollar index. Il deprezzamento della valuta Usa, si accompagna, peraltro, ad una ulteriore svalutazione dello 0,7 % delle quotazioni delle commodities, che conferma la debolezza dell’attuale scenario economico. Indicazioni ancor peggiori giungono, inoltre, dal mercato obbligazionario. I bond decennali Usa, dopo molti mesi, ritornano, infatti, ad rendimento al di sotto del 2 % perdendo in una sola ottava ben 18 bps. ll bund tedesco, analogamente, perde 14 bps e ritorna all’inverosimile rendimento dello 0,51 %. I mercati azionari, invece, come avevamo previsto, riducono leggermente gli eccessi ribassisti delle scorse settimane. In particolare, il nostro benchmark azionario mondiale, l’S&P 500, rimbalza dell’1 %, raggiungendo un livello che, oggi, ci appare coerentemente in equilibrio con l’attuale precaria situazione dell’economia globale.

Ciò premesso, passo ad esaminare i nuovi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì sera dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : + 27.237

Large Traders : – 27.805

Small Traders : + 568

Dopo un mese, cambia, quindi, seppur con fatica, la configurazione del mercato dei derivati azionari Usa. In quest’ultima ottava registriamo, infatti, movimentazioni pari a 15.146 contratti, che nè mutano, appena di misura, l’assetto. In particolare, i Commercial Traders, dopo aver impedito ulteriori tracolli dei mercati azionari Usa, mollano un po’ la presa, cedono 15.146 contratti long, e riducono la loro non usuale posizione Net Long al di sotto delle trentamila unità. I Large Traders, invece, smussano un pò il loro recente pessimismo, riacquistano 9.984 contratti long, e conducono l’entità loro posizione Net Short anch’essi sotto le trentamila unità. L’aspetto più rilevante, tuttavia è costituito dagli Small Traders che acquistano 5.162 contratti long, e dopo un mese, tornano, seppur di misura, nella loro abituale posizione Net Long. Le movimentazioni di quest’ultima settimana, unitamente alle considerazioni espresse sullo scenario intermarket, m’inducono a ritenere che l’apice della crisi dei mercati azionari è forse alle nostre spalle, ma le prospettive restano tuttora difficili ed incerte. A differenza di sette giorno orsono, infatti, le quotazioni dei mercati azionari Usa mi appaiono coerenti ed in linea con l’economia reale e non più sottovalutati. Credo, che, d’ora in avanti, i corsi dei mercati azionari, a differenza di quanto accaduto nel recente passato, non saranno decisi ed influenzati dalle politiche monetarie, ma rifletteranno sempre più la situazione dell’economia reale. Un ritorno, pertanto, alla “ normalità “, che cercherò di tradare con il mio originale trading system, debitamente ritarato per affrontare la nuova “ era “, ma pur sempre ancorato alla valorizzazione dell’effetto “LONG TERM MOMENTUM“, descritto negli studi dei professori Jegadeesh e Titman, ed illustrati nel mio sito http://longtermmomentum.wordpress.com/. Dopo quest’ultima settimana, la performance annua del mio portafoglio, denominato “ Azioni Italia – LTM “, risulta pari al + 3,04 %, inferiore di 10,93 punti percentuali rispetto a quella conseguita dal nostro benchmark nazionale, rappresentato dal Ftse All Share, pari nel contempo al + 13,97 %. Sotto-performance evidente, causata dall’inatteso ed imprevisto crash di ferragosto, che ha segnato uno spartiacque significativo rispetto alla precedente favorevole situazione dei mercati di cui è necessario prender definitivamente atto. Chi voglia ricevere maggiori informazioni sul mio trading system e sulla composizione del portafoglio “ Azioni Italia – LTM “ può consultare, se lo desidera, direttamente il mio sito.

Vi ringrazio per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di Intermarketandmore buon trading.

Lukas

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4 commenti Commenta
cavolo
Scritto il 5 ottobre 2015 at 16:28

quindi tutto finito?tutto va bene ?non c epiu pericolo di crash delle borse!
bah!!!!so che tu leggi solo i dati, ma negli ultimi mesi sembrava che doveva arrivare lo storno epocale dei mercati!invece e ‘tutto finito???

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Lukas
Scritto il 5 ottobre 2015 at 16:49

cavolo@finanza,
Non credo che le tue considerazioni siano rivolte a me….mai parlato di storno epocale….anzi è già da una settimana che ho chiuso tutte le mie posizioni short.

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cavolo
Scritto il 5 ottobre 2015 at 17:17

no! la settimana scorsa hai preannunciato un rimbalzo , non e’ rivolto sicuramente a te!

Lukas,

Lukas,

Lukas,

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pasolo
Scritto il 6 ottobre 2015 at 08:54

cavolo@finanza,

Io ho indicato il segnale di bear market e lo confermo fino a segnale contrario ovviamente ;-)
graficamente è la stessa situazione del 2011 ed è vero che da li in poi l’sp500 è rimbalzato dell’80% ma la differenza è rappresentata dal mercato del lavoro: il sistema ha generato l’apice nella creazione di posti di lavoro e se i dati, come indicato da DT , continuano a deludere le aspettative non ci sarà QE che tenga. Allego opportuno e illuminante grafico.

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