WALL STREET: Europa in difficoltà mentre gli USA continuano a tirare

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GUEST POST – Mercati in pausa in Europa mentre negli USA continua la corsa. Analisi dei dati del CFTC secondo la personale visione di Lukas.

Cari amici, nella settimana appena trascorsa, i mercati finanziari internazionali hanno, con qualche sorpresa, nuovamente evidenziato una netta divaricazione di andamento tra le due sponde dell’Atlantico, con l’Europa di nuovo oggetto di forti pressioni speculative, mentre dagli Usa continuano, invece, a giungere segnali positivi ed incoraggianti circa l’evoluzione futura dell’economia a stelle e strisce.
Lo scenario intermarket, in particolare, ha registrato ancora una volta una certa debolezza del dollaro Usa, deprezzatosi in settimana di un altro 0,45 %. Svalutazione della valuta Usa che ha solo limitato, ma non impedito, l’ulteriore apprezzamento in termini reali delle quotazioni delle commodities, rivalutatesi, invece, di un ulteriore 0,5%. Dopo mesi di pesanti ed ininterrotti ribassi, nelle ultime 4 settimane registriamo, quindi, una ripresa sempre piu’ convincente delle quotazioni delle commodities. Del tutto coerentemente, si registrano incrementi davvero consistenti anche dei tassi d’interesse. In particolare, il rendimento del decennale Usa ha segnato a fine settimana un tasso del 2,86 %, rispetto al 2,74 % di sette giorni orsono, ed incrementi ancor maggiori si registrano sul bund tedesco che segna un rendimento dell’1,84 %, rispetto all’1,69 % di una settimana fa. Rialzo delle commodities e rialzo dei tassi interesse che, come già evidenziato nella scorsa settimana, scongiurano ed allontanano, almeno per il momento, l’inasprimento ulteriore del sempre latente scenario deflazionistico, favorendo di conseguenza la tenuta delle quotazioni dei mercati azionari. Anche in quest’ultima settimana, infatti, il nostro benchmark azionario di riferimento, l’S&P 500, ha segnato, dopo ben 8 settimane di rialzi consecutivi, solo un impercettibile storno dello 0,04 %, frustrando ancora una volta le attese della crescente moltitudine dei ribassisti.
Dopo tale premessa, passo ad esaminare i nuovi dati del COT REPORT settimanale, pubblicati venerdì dalla CFTC (Commodity Futures Trading Commission), concernenti i valori aggregati dei Futures e delle Options su tutti gli indici azionari USA, che risultano essere i seguenti:

Commercial Traders : – 89.721
Large Traders : + 55.960
Small Traders : + 33.761

Si riconferma, dunque, sostanzialmente, la configurazione complessiva del Cot Report sui derivati azionari Usa, in auge ormai da oltre 16 mesi. In quest’ultima settimana, registriamo movimenti davvero molto limitati, pari a soli 3.260 contratti, nelle posizioni dei diversi operatori. In particolare, i Large Traders riducono di 3.260 contratti la loro ancor consistente posizione Net Long. Per contro, i Commercial Traders riducono lievemente di 539 contratti la loro sempre forte ed ingente posizione di copertura Net Short. Gli Small Traders, infine, rafforzano la loro abituale posizione Net Long di 2.721 contratti, ma non mostrano ancora una pericolosa esuberanza. La perdurante stabilità del mercato dei derivati azionari Usa, non sembra, quindi, lasciar presagire un imminente cambiamento di scenario, anzi conferma le positive indicazioni provenienti dallo scenario intermarket, e ciò mi induce, a riconfermare, anche per questa settimana, la mia ormai datata vision rialzista circa l’andamento dei mercati azionari Usa.
Vision rialzista, perseguita, come ormai ben noto, non tramite i direzionali ETF, bensì attraverso lo stock picking condotto sul listino azionario italiano, sulla base della strategia “ LONG TERM MOMENTUM “, ossia scegliendo, previo un check-up settimanale di borsa italiana, indici, settori e titoli che presentano le migliori performance negli ultimi 6-12 mesi. Al riguardo evidenzio che già nelle scorse settimane avevo segnalato la debolezza relativa del nostro listino, che ha purtroppo trovato piena conferma nel consistente storno di questa settimana, che ha peraltro investito tutti i listini europei. Il rendimento annuo del mio portafoglio risulta, pertanto, oggi pari al 44 %, rispetto al 49,3 % di sette giorni orsono, a fronte di un concomitante rialzo annuo dell’indice Ftse all Share del 12,7 %, e del rialzo annuale del nostro benchmark azionario di riferimento, l’S&P 500, pari al 26,6 %. La debolezza relativa dell’azionario italiano risulta confermata anche dal nostro ultimo check-up, ma mantengo comunque una vision rialzista sull’equity, e modifico per 6/10 la composizione del mio precedente portafoglio, che sarà ora costituito da 5 titoli del Ftse Mid-Cap, da 2 titoli del Ftse Star e da 3 titoli del Ftse Small Cap, appartenenti prevalentemente ai settori dei beni e servizi di consumo, e dei servizi pubblici.
Vi ringrazio, come sempre, per la vostra stima e fiducia, ed auguro a TUTTI gli amici di Intermarketandmore una serena e proficua settimana.

Lukas

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Commenti (n° 4)Commenta

  1. candlestick scrive:

    tutto ciò mi sembra M…
    “dalla m…. nascono i fior”

  2. candlestick@finanza,

    Ti sembra…..ma….

  3. manuel.finanza scrive:

    Lukas,

    Caro COT man (Luca)
    anche se i tuoi report settimanali al sp500 sono impecabili non riesco a seguirti perche ritengo
    gli altri mercati (mib 40) in particolare scorelati come sottolineava L ottimo BRIZ@finanza
    sarrebbe ottimo se aggiungevi un COT report sulle valute (E/$) o le commodites come l Oro
    Che ne pensi?

  4. manuel.finanza@finanza,

    Caro Manuel, vedo che non leggi con molta attenzione il mio report settimanale, quindi ti evidenzio che :

    1) E’ vero che il Ftse Mib 40 non è molto correlato all’S&P 500, ed è per tale motivo che i titoli che lo compongono raramente fanno parte del mio portafoglio;

    2) Nell’ambito di borsa Italiana oltre al FTSE MIB, vi sono però altri indici MID CAP, STAR, SMALL, che ricomprendono la gran parte dei titoli di borsa italiana, i cui titoli fanno sempre la parte del leone nel mio portafoglio

    3) i suddetti indici sono anch’essi scorrelati dal mio benckmark mondiale, l’S&P 500, ma a differenza di quanto tu creda, risultano scorrelati in meglio, infatti dall’inizio dell’anno registrano queste performance:

    FTSE MID CAP + 45,11 %
    FSTE STAR + 51,38 %
    FTSE SMALL CAP + 29,76 %

    Quanto al cot sulle valute e le commodities, sarebbe una gran fatica decodificare settimanalmente anch’essi, e ritengo piu’ saggio concentrarsi su un unico mercato, che col passare del tempo si riesce a conoscere sempre meglio.

    Ciao.